DARK END
Assassine
Etichetta: Crash & Burn Records / Gatti Promotion
Anno: 2010
Durata: 65 min
Genere: black sinfonico
"Assassine" è il nuovo album dei Dark End, band di Reggio Emilia attiva
dal 2005. In questo disco, il sestetto tocca un tema inquietante e
particolare, quello degli omicidi al femminile. Basta dare un'occhiata
alle ventiquattro facciate del lussuoso libretto, per entrare nel clima
oscuro e malato di "Assassine", la cui copertina riproduce una figura
femminile, vestita con un delicato abito bianco, che tiene in mano la
testa mozzata di un uomo. "Assassine" ricostruisce, nei testi, le
storie di anime dannate quali Leonarda Cianciulli, Marie De
Brandvillers, Elga Gurroci, Pauline Parker e Juliet Hulme, Lizzie
Borden, Jeanne Weber, Denise Labbè e Catherine Hayes. Storie perverse e
sanguinose, talvolta velate di una leggera malinconia. Con una
decisione intelligente, tra l'altro, i Dark End hanno evitato di
raccontarci anche la storia della contessa Bathory, ormai arcinota e
scontata.
"Assassine" dunque segna il ritorno sulla scena dei Dark End, dopo
l'esordio di quattro anni fa "Damned Woman And A Carcass". La
formazione è leggermente cambiata dall'album precedente. Quella attuale
vede Animae alla voce, Imajes e Ashes alle chitarre, Specter al basso,
Antarktica alle tastiere e Valentz alla batteria.
"Assassine" è stato registrato nello studio Remaster di Vicenza,
nell'aprile del 2009. Questo lavoro dura più di un'ora, ed è scandito
da undici tracce (delle quali, tre strumentali). Si tratta di un disco
realizzato in maniera molto professionale, sotto ogni punto di vista.
La qualità di registrazione, ad esempio, è potente e nitida, espressiva
e dinamica. Ed il disco nel suo insieme è equilibrato, e si lascia
ascoltare con piacere, grazie al songwriting vario e scorrevole. I Dark
End dimostrano, canzone dopo canzone, di essere un gruppo di valore,
tecnicamente maturo e sicuro. Ed è evidente come il sestetto voglia
imporsi di prepotenza nella scena internazionale, evitando una gavetta
ingrata ed amara. Le carte in regola ce l'hanno, per poter realizzare
questo obiettivo. Infatti, i Dark End non possono temere la concorrenza
dei gruppi più quotati, vista la qualità della loro proposta musicale.
Lo ripeto, questo gruppo può togliersi un sacco di soddisfazioni,
grazie al proprio black metal sinfonico dall'alto contenuto atmosferico
e melodico. Ma anche alla potenza esecutiva, al songwriting complesso e
ricco di sfaccettature, agli arrangiamenti eccessivi ed attentissimi al
particolare. Davvero, i Dark End non fanno proprio mancare nulla ai
propri ascoltatori.
Per contro, la loro musica è piuttosto derivativa, e questo
ridimensiona il valore della band in un'ottica più generale. Se
l'affermazione ed il successo internazionale sono alla loro portata,
gli artisti si dimostrano privi di uno stile unico ed inconfondibile.
Questo potrebbe far sì che, fra tanti anni, la loro musica possa cadere
nel dimenticatoio: un destino triste, per un gruppo così talentuoso.
Però, questo è ciò che succede ad una musica priva (o povera) di tratti
caratteristici inconfondibili. Lo sò che è difficile, al giorno d'oggi,
suonare black sinfonico ed essere originali. Ma il punto non è questo.
Ci sono delle influenze alle quali è quasi d'obbligo pagar pegno, ma si
possono adottare soluzioni musicali decisamente più inaspettate di
quelle presenti in "Assassine". Sì, qualche volta l'ascoltatore si
trova di fronte a passaggi musicali spiazzanti, ma per gran parte della
sua durata questo CD richiama alla mente gli ultimi lavori dei Dimmu
Borgir (da "Puritanical Euphoric Misanthropia" in poi), dei Cradle Of
Filth dei tempi d'oro, con una fortissima componente avantgarde mutuata
dai soliti Arcturus (con venature di Covenant e Borknagar). In
aggiunta, si possono riscontrare richiami al black sinfonico inteso
come fenomeno globale, ma anche al gothic. Insomma, i Dark End sono un
gruppo formidabile, ma "Assassine" alla fin fine è un disco black
sinfonico nella norma, privo di sorprese anche se avvicente. E' il
classico disco che mette a confronto il mio piacere d'ascolto ed i miei
obblighi di recensore. Dovessi consigliare "Assassine" ad un amico, per
godersi del buon black sinfonico, lo farei certamente. Dovendo però
svolgere il mio ruolo di recensore nel modo più obiettivo possibile,
sono obbligato a sottolineare anche i limiti della band e del loro
nuovo disco. Non credo che questo mio giudizio influirà più di tanto
sul destino di "Assassine", visto che girando il web si possono trovare
quasi sempre recensioni positive nei suoi confronti.
Comunque sia, un valido ritorno sulle scene per i Dark End, che
non potrà che far del bene alla nostra scena black. Canzoni come
"Poisoned Lips Of Lust" o "Perinde Ad Cadaver" sono dei gioiellini.
Sono anche certo che i Dark End possano dare molto di più, ed è un
peccato che optino spesso per scelte compositive e d'arrangiamento così
nella norma, o nella tradizione del genere. Secondo me potrebbero
veramente diventare un punto di riferimento, se riuscissero ad
esprimersi in maniera maggiormente personale. Perciò, mi auguro che il
gruppo prosegua nel suo percorso di perfezionamento.
(Hellvis - Giugno 2010)
Voto: 7.5
Contatti:
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Sito Dark End: http://www.darkend.it/
Sito Gatti Promotion: http://www.gattipromotion.it/