DARK DECEPTION
Spiritual War

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2005
Durata: 31 min
Genere: black/death metal sinfonico


Errare humanum est, perseverare diabolicum. Così dice un famoso detto latino. E ben si adatta al caso degli austriaci Dark Deception, dei quali ho recensito il MCD "Path Of Damnation" lo scorso anno. In quell'occasione, avevo rimproverato al sestetto un'eccessiva adesione a schemi triti e ritriti. Sebbene il MCD fosse apprezzabile per la sua professionalità e per la preparazione dei musicisti, soffriva di una cronica mancanza di personalità ed originalità. Dunque, un anno dopo riecco i Dark Deception. La formazione è sempre la stessa: Markus alla voce, Thomas e Helmut alle chitarre, Wals al basso, Pepal alle tastiere e Chris alla batteria. Il loro primo full-length si intitola "Spiritual War", ed è stato inciso agli studi Project Roadstar, con ottimi risultati in termini di produzione. Proprio questa, insieme ad un artwork misterioso e di sicuro effetto, rappresentano grossi passi in avanti rispetto a "Path Of Destruction". Ma, qualità di registrazione e veste grafica a parte, i Dark Deception dimostrano di non aver compiuto quel salto di qualità che gli avevo augurato. Non che "Spiritual War" sia un brutto album. Ma è un lavoro afflitto da troppi clichè. Anche le cose buone, che pure sono parecchie, vengono inevitabilmente penalizzate da questo difetto maggiore.
Dunque, i Dark Deception non sono affatto una cattiva band. Sanno suonare ed hanno potenza. Ogni appassionato di black/death metal che si rispetti non potrebbe certo dire che facciano schifo, o che una loro canzone sia raffazzonata. I musicisti sono molto attenti ai dettagli, e l'arrangiamento è ligio alla tradizione sinfonica estrema. Il problema più grave è che, anche se la qualità di esecuzione è ineccepibile, il gruppo risulti a conti fatti piuttosto anonimo. Tante band suonano una musica simile alla loro, con suoni uguali se non identici. Poco importa che il cantante passi con naturalezza dal growling allo screaming, o che riff e successioni armoniche si mescolino alla perfezione. Manca quel qualcosa, che non dipende né dalla tecnica, né dalla potenza o dalla qualità degli arrangiamenti. Manca la voglia di camminare con i propri piedi, la forza di rischiare qualche soluzione personale. Non me ne vogliano questi onesti austriaci, ma se sono passato sopra a questi difetti nella recensione del MCD precedente, non posso proprio farlo nel caso di quest'album. Il songwriting di una band dovrebbe sempre progredire, evolversi... e non rimanere fermo su sé stesso come un macigno! Anche ammesso il fatto che si voglia restare fedeli alla tradizione, occorre almeno avere delle idee fresche. Ahimè, "Spiritual War" è un album che sa di già sentito. Nessuna canzone si salva per intero. Comunque, bisogna ammettere che "Rebellion Of The Damned" e "Tower Without Return" sono un gradino sopra le altre tracce. La prima rappresenta al meglio il lato più black del suono dei Dark Deception, che è sì atmosferico ma non così tanto come agli esordi. Il loro black è melodico ma al tempo stesso sanguinario. Più black/death è invece la seconda delle due tracce citate, quella nella quale lo stile del gruppo sembra aprirsi timidamente a nuove soluzioni. Per il resto "Spiritual War" è un lavoro onesto, e nulla più. Come ho scritto, ogni composizione è impeccabile ed eseguita con grande potenza. E' probabile che, dal vivo, questo gruppo spacchi... Alla fin fine, si tratta di un album che potrebbe soddisfare chi nutre le proprie orecchie solo con black/death o black sinfonico. Chi invece ha già una certa esperienza nel genere, non potrà che constatare che i Dark Deception abbiano buone qualità, ma scarsissime idee. In conclusione, ritornando a quanto ho affermato all'inizio di questa recensione, è giusto chiudere un occhio sui difetti, ma non si può far finta di niente quando questi si ripropongono. Per questa ragione, assegno a "Spiritual War" un voto più basso del MCD precedente. Perché in questo anno, i Dark Deception non hanno dato segni di evoluzione. Poco importa che sia migliorata la qualità di registrazione e la tecnica. Per ritagliarsi il proprio spazio nella scena metal attuale, ci vuole personalità. E anche così non è detto che basti...
(Hellvis - Settembre 2005)

Voto: 6.5


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Thomas Lehner
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Sito internet: http://www.darkdeception.at/