DANTE
Saturnine

Etichetta: ProgRock Records
Anno: 2009
Durata: 63 min
Genere: prog rock/metal


Gli amanti del progressive possono andare tranquilli con la prima uscita dei tedeschi Dante, una formazione che non stupisce, non inventa niente, ma che porta avanti una tradizione e una formula assolutamente rodate, così rodate che, da una parte, rende quasi inutile la scrittura di questa recensione, se non per dare delle coordinate stilistiche; dall'altra, però, fa sì che non ci sia davvero niente per cui un appassionato di quel progressive a cavallo tra rock e metal debba lamentarsi. I Dante, infatti, confezionano un album assolutamente piacevole suonato con perizia, arrangiato con eleganza e formato da canzoni scritte con buonissima fluidità. Certo, a questo punto si potrebbe obbiettare che tutto questo va a discapito della personalità, un fattore che, almeno a parere di chi scrive, non è affatto da poco, ma nonostante questo è indubbio che il giudizio finale su "Saturnine" non potrà che essere positivo. Andiamo quindi a fare la conoscenza di questi ragazzi.
I Dante si formano nel 2006 dall'incontro del tastierista Markus Maichel e il chitarrista Markus Berger, che si erano conosciuti ad un concerto dei Dream Theater; da lì si rendono conto di avere molti gusti in comune, che comprendono non solo la band di Petrucci e soci, ma anche il progressive d'annata di Genesis, ELP, Pink Floyd e Yes, così come anche altre formazioni della generazione successiva, dai Porcupine Tree a Neal Morse. Così nasce "Saturnine", un album che raccoglie molte caratteristiche dalle band citate e lo rilengge con l'entusiasmo di chi è prima di tutto un fan. Il prog alla Dream Theater è ben presente e non viene mai eccessivamente declinato con l'equazione 'progressive = virtuosismi', pur mantenendo molte delle coordinate stilistiche di un genere ancora riconducibile al metal e ad una certa aggressività soprattutto per le chitarre; dal progressive degli anni '70 la band raccoglie l'eredità sinfonica, mentre dai Pink Floyd ricava una certa malinconia ed eleganza che traspare per tutto il lavoro. Il tutto, poi, viene riletto con un piglio neoprog che deve molto ai vari Spock's Beard, Neal Morse, Marillion e via dicendo, con forti richiami anche alla scena tedesca (penso ad esempio ai Sylvan) da cui proviene la band.
Tutto questo si traduce in sette composizioni dalle caratteristiche molto classiche. Si comincia con "All My Life", un brano mutevole e articolato che si snoda su dodici minuti di durata, raccogliendo un po' tutte le caratteristiche finora citate: le chitarre sono robuste ma mai troppo pesanti, lo stesso vale per la sezione ritmica, le tastiere inciampano ogni tanto nel cliché a causa di suoni un po' troppo stereotipati, mentre la voce del cantante Alexander Göhs resta sempre su registri medi e risulta funzionale all'opera senza strafare.
I Dante, poi, ci danno dentro anche con i brani più delicati, come nel caso di "Drifter", classica ballad dalle tinte progressive che verrà apprezzata dalle anime più gentili, oppure "Maybe One Day", ancora più rarefatta con la sua struttura per piano e voce e i suoi leggeri interventi di archi. Un paio di brani senza infamia né lode ci sono e rispondono al nome di "Last" e "Never Return", mentre è assolutamente da citare la strumentale "Modal Acousma", che si concede qualche tecnicismo in più ma assolutamente ben inserito nel contesto dell'album, e naturalmente la lunga suite conclusiva "Vanessa", diciannove minuti che sono davvero la summa del lavoro dei Dante. La prima, infatti, aggiunge un tocco frizzante all'album senza scadere nell'esercizio circense, mentre la seconda raccoglie un po' il meglio di quanto detto finora, riuscendo a non stancare per tutta la sua durata, passando con tranquillità tra umori e sonorità diverse, dall'acustico al metal, dal sinfonico al catchy.
Si ritorna, quindi, a quanto detto in apertura: niente di nuovo sotto il sole, ma "Saturnine" è un onesto album fatto da appassionati per appassionati e vedendo il buon risultato ottenuto non si può che essere soddisfatti così. Oltretutto non dimentichiamo che si tratta di un album di debutto e quindi ci sarà tempo e modo per migliorare. Avanti così.
(Danny Boodman - Dicembre 2010)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Dante: http://www.danteband.de/

Sito Progrock Records: http://www.progrockrecords.com/