DAVIDE DAL BO'
Ascolta

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2006
Durata: 53 min
Genere: rock/metal strumentale


Avevo già avuto modo di sentire all'opera Davide Dal Bò, un promettente e giovane chitarrista che mi aveva stupito all'uscita del demo della sua band, i Bleak Vision. In sede di recensione avevo avuto modo di decantare le lodi di questo ragazzo dotato di una padronanza dello strumento davvero invidiabile e, soprattutto, di un gusto melodico fuori dal comune, tanto più in un contesto estremo come quello dei Bleak Vision. È passato poco più di un anno da allora e il buon Davide torna a farsi sentire con un lavoro solista. La genesi di questa nuova produzione è particolarmente importante per capire lo spirito che anima i brani: "Ascolta", nonostante i suoi 53 minuti di durata, non nasce esattamente come un album; Davide non si è svegliato una mattina dicendo "OK, ora faccio un disco solista". "Ascolta" è semplicemente una raccolta di composizioni, spesso molto brevi, registrate negli ultimi tre anni da Davide nella sua continua strada di esplorazione e di miglioramento nel proprio strumento. Questi brani, per usare le parole stesse dell'autore, sono state estrapolate dalla loro dimensione 'fine a se stessa' e consegnate al pubblico, perché possa avvicinarsi all'arte di un ragazzo guidato da vera passione. Le diciassette tracce che compongono "Ascolta" sono state registrate interamente da Davide, che si è occupato delle parti di basso, della programmazione della drum machine, del missaggio e, naturalmente, della chitarra, protagonista assoluta del lavoro. Lo stile di Davide è molto vario e spazia tra diversi stili: si sente l'influenza dei grandi virtuosi della chitarra, soprattutto di Steve Vai e di John Petrucci, ma questo non rende il lavoro un semplice tentativo di imitazione. Si percepisce chiaramente il lavoro di ricerca, di studio, il percorso intrapreso da Davide nella sua formazione musicale: si va da pezzi più pesanti e metallici come "Lega Metallica" (perdonate il gioco di parole) e "Stone Age", fino a momenti più classicamente virtuosi come in "Rock Of Crocodile" e "Future In The Past"; si attraversano momenti più sfaccettati e ricchi di cambiamenti come "Notte", con il suo inizio lento e pacato e il suo crescendo finale, oppure la conclusiva "Tossina" che, tra l'altro, nasconde una specie di ghost-track delicata e arpeggiata; si passa per momenti davvero atmosferici e toccanti (i miei preferiti!) come l'iniziale "Che Sarò", un brano delicato in cui compare anche la voce di Davide, oppure "It's Simple", figlia del Vai più atmosferico (quello di "For The Love Of God", tanto per intenderci); fino a sfiorare episodi jazz/fusion, come nell'intermezzo di "Uovo Di Natale". Una nota finale, poi, bisogna riservarla a "Chita-Stie-Rina", un divertente pezzo in cui la chitarra duetta con quella curiosa tastierina a fiato, la diamonica, che la mia generazione era costretta a suonare con risultati agghiaccianti durante le elementari. Il brano, che detto così sembrerebbe una boiata, è invece un gioiellino, divertente e quasi folcloristico. Bellissimo!
Per concludere, quindi, posso dire di aver apprezzato ancora una volta il talento di Davide Dal Bò, però credo sia giusto anche sottolineare come questo lavoro potrebbe spiazzare diversi ascoltatori: data la sua natura così frammentaria e lontana dalla forma canzone, c'è la possibilità che questo CD coinvolga solo i più avvezzi alla musica strumentale oppure i musicisti. D'altra parte, lo scopo di Davide era soprattutto quello di dare sfogo al suo estro creativo e al suo talento di musicista, senza preoccuparsi d'altro. E questo, bisogna dirlo, gli è riuscito davvero bene.
(Danny Boodman - Novembre 2006)

Voto: 7.5


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Sito internet: http://www.myspace.com/davidedalbo