DAATH
Futility
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2004
Durata: 33 min
Genere: cyber death metal
"Futility" è l'album di esordio degli americani Daath. Questa giovane band è costituita da Michael Kameron alle vocals e sintetizzatore, Eyal Levi alla chitarra e sintetizzatore e Emil Werstler alla chitarra.
In questo CD i musicisti sono coadiuvati da Eric Sanders alla batteria ed alle percussioni, Kris Dale al basso e Randy Hoexter al piano.
La copertina di "Futility" ritrae una strana creatura a due teste, e per tutto il libretto è presente il simbolo dell'albero della vita ebraico (sephirot). I testi sono stampati nella loro interezza.
La qualità di registrazione è nitida e di buon livello.
L'introduttiva "The One" è un brano strano, dalla ritmica esotica e dal suono di chitarra acustica riverberato. La durata è breve, un minuto e mezzo appena.
Ben diverso è l'approccio di "Placenta", che sin dalle prime battute dimostra come i Daath non scherzino e sappiano far male. I riff sono molto aggressivi, suonati con precisione chirurgica. Il registro del growling di Michael è relativamente acuto. "Placenta" picchia pur mantenendo un'andatura catchy.
Il suono dei Daath è particolare. L'utilizzo di due sintetizzatori dona alla musica un "sapore" artificiale. Se nella traccia di apertura l'elemento sintetico era solo suggerito, in "Filter" esce finalmente allo scoperto. Questa canzone è meno aggressiva della precedente e punta tantissimo sull'intreccio tra metal ed elettronica. Se una chitarra si produce in riff ultradistorti, l'altra arricchisce il tessuto sonoro con i suoi tocchi delicati.
Il lato più aggressivo della band americana torna a farsi sentire in "Child Says". I riff delle due chitarre, legati alla tradizione del genere, sono veramente potenti. Contribuiscono inoltre a incrementare il tiro della ritmica, a dire il vero non velocissima. Le vocals vomitose, talvolta sovraincise, rendono "Child Says" un'esperienza straniante.
"Infestations" è un brano lento ed atmosferico. I sintetizzatori suggeriscono visioni cyberpunk notturne e malinconiche. A disturbare queste sonorità ci sono i nervi scoperti delle chitarre, ostinate nella ripetizione dei riff. La seconda parte della traccia, strumentale, sembra strizzare un occhio al dark.
In "Concentrate Living" i Daath fanno loro certe influenze tipiche del nu-metal. Il risultato è affascinante, nuovo. Dopo una sezione martellante, i suoni diventano soft. La ritmica è sostenuta da una percussione, le vocals pulite e la musica risentono delle ultime prove dei Depeche Mode. La parte finale ritorna a farsi aggressiva.
"Blender For The Baby" è una traccia meno atmosferica ma più vitale. La musica è catchy, mai troppo estrema, sempre piacevole all'ascolto. Ottimo il lavoro di arrangiamento, perfettamente equilibrato. "Blender For The Baby" si evolve in sezioni più ritmate, tecniche, che a volte rallentano mettendo in luce la pulizia del suono.
Si ritorna su territori lenti e "spaziali" con "Slow". Questo brano può essere considerato una ballata dai piacevoli suoni acustici. Mi ha portato in mente la psichedelia degli anni '60 di Gong e gruppi simili. Un buon esempio di abilità espressiva da parte dei Daath.
Anche la successiva "Just For A Second" ci fa apprezzare il suono più delicato del combo americano. E' una traccia sognante, anch'essa non scevra da richiami al nu-metal.
"Crystasis" è un po' più vitale rispetto alle due canzoni precedenti ma anch'essa conferma che la parte più estrema del CD è ormai alle spalle. La musica è originale, composta con criterio e un pizzico di follia.
Secondo me i Daath hanno un ottimo potenziale, forse ancora un po' da sgrezzare. Sono convinto che in futuro potranno fare grandi cose, curando magari maggiormente alcuni particolare tipo il suono della batteria (troppo debole).
Ne sentiremo parlare.
(Hellvis - Dicembre 2004)
Voto: 7.5
Contatti:
DAATH
6300 Powers Ferry Rd.
Building 600, Suite #144
Atlanta, GA 30339
USA
Mail: admin@daathmusic.com
Sito internet: http://www.daathmusic.com/