CULPRIT
Guilty As Charged

Etichetta: Shrapnel (recensita la ristampa su CD del 2000 della Hellion)
Anno: 1983
Durata: 56 min (durata della ristampa)
Genere: heavy metal


As Iron Maiden was to England, and Metallica was to San Francisco...
...Culprit was to Seattle.
Cosi' si annuncia questa ristampa in CD, edita nel 2000, dell'unico vinile realizzato dai grandissimi Culprit nel lontano 1983. Questo gruppo, composto da musicisti molto legati tra loro e residenti nella stessa zona, spopolava nel nordovest americano intorno alla meta' degli anni '80, con un gran seguito di fan (non solo del posto) e anche di altre band che nascevano in quegli anni e che ai Culprit si ispirarono.
Dopo questo disco i cinque di fatto mollarono il colpo e misero su famiglia, trovandosi di tanto in tanto negli anni a venire per degli show isolati (con un solo chitarrista pero', il fondatore John De Vol, avendo perso per strada Kjartan Kristoffersen).
L'album si apre con le sirene della polizia e gli strumenti che entrano a palla mostrando fin dall'inizio che questo e' un disco che fa sul serio. Prima le chitarre, poi il basso potente di Scott Earl (di fatto la figura di punta del gruppo), la batteria incalzante di Bud Burrill che da' un bel tiro alla canzone, e da ultimo attacca il carismatico frontman Jeff l'Heureux. Un pezzo della madonna che contiene una lunga parte strumentale con chitarre e basso in super evidenza. Con un'opener del genere non si puo' allentare il tiro andando avanti, e infatti "Ice in the Back" tiene lo stesso passo per poi introdurre "Steel to Blood" (che nei primi passaggi ricorda "Dragon Attack" dei Queen) dalla doppia ritmica graffiante che narra di un uomo che non ha ancora deciso che cosa fare della propria vita e continua a cincischiare in giro. Segue l'ottima "I Am", che porta dritta alla grandissima "Ambush", un pezzo che inizia a passo tranquillo e poi si scatena in un finale forsennato: forse e' il pezzo che mi piace di piu' di tutto l'album. Ma non c'e' tempo per prendere il fiato perche' a ruota arriva la devastante "Tears of Repentance", vero capolavoro heavy metal da sparare con lo stereo a manetta o da lasciarsi andare in un pogo forsennato. Grandi, grandissimi Culprit! "Same to You" serve a riprendere un po' di fiato, con un andamento piu' cadenzato (ma sempre trascinante): un bel pezzo di rock duro e grezzo con un paio di assoli e un passaggio di twin guitar come prescrive il medico del vero metallaro. Il godimento prosegue con l'ultimo pezzo veloce dell'album, "Fight Back", autentico pezzo d'assalto e vero emblema dell'heavy metal come s'intendeva nell'epoca d'oro del genere. Un vero orgasmo che depone l'ascoltatore in braccio alla bellissima "Players", una power ballad che meglio di cosi' non poteva chiudere l'album originale.
In questo album, realizzato quasi 20 anni fa, non c'e' una sola nota fuori posto. E' uno dei pochi dischi da me ascoltati in cui non c'e' niente che non sia perfetto o messo li' per uno scopo. Le canzoni sono una piu' bella dell'altra, la band e' talmente consapevole della bonta' del proprio materiale che questo porta i cinque a cavare fuori abilita' grinta e fantasia in dosi persino esagerate. E' anche troppo per un metallaro mortale!
In questa ristampa su CD sono presenti 3 bonus track registrate dal vivo durante una reunion nel '98: l'opener "Guilty as Charged", una cover di "Stone Cold Crazy" (cantata da Bud, il batterista), e "Fight Back". Tutti e 3 i pezzi live sono di ottima qualita' e danno all'ascoltatore un'idea di come questo gruppo non sia una delle tante band "da studio", ma al contrario si intuisce che questi sono dei veri animali da palcoscenico, e che la loro quasi totale scomparsa dalla scena musicale e' una di quelle assurdita' di cui il music bizness deve rispondere e spiegare molte cose.
Gli organizzatori del Wacken festival ediz. 2001 hanno avuto un'idea geniale nel farli rimettere assieme ancora una volta per una serata in Europa che rimarra' nella memoria di tutti i presenti. Chi come me c'era sa di che parlo. Epocali.
Un capolavoro del metal, ma soprattutto un capolavoro del rock, da avere a ogni costo nella propria discografia.
(Mork - Luglio 2002)

Voto: 9.5



Non sono un grande amante del metal classico visto che preferisco il thrash ed il death, ma c'è poco da dire, questo album è una figata totale e globale!!! Goduria pura, se avete un cuore metallico dovete farlo vostro!!!
(teonzo - Settembre 2002)

Voto: 9