ATTILA CSIHAR
The Best Of (A 15 Years Retrospect From The Mystic Hungarian Vocalist's Archive)

Etichetta: Southern Lord
Anno: 2003
Durata: 88 min (compresa una traccia mp3)
Genere: vari


Attila Csihar è uno dei personaggi più noti e discussi nel panorama musicale odierno, uno che la passione per la musica ce l'ha nelle vene da sempre. Ha prestato la sua voce a dischi storici ed ha cantato a fianco di gente illustre. Molti lettori lo conosceranno perché è stato membro dei Mayhem ai tempi delle registrazioni del capolavoro "De Mysteriis Dom. Sathanas" o perché attualmente fa parte degli Aborym, tuttavia il numero di band e progetti ai quali si è dedicato o ha collaborato è incredibilmente elevato. Difficile ripercorrere tutta la sua carriera artistica, neppure questa raccolta riesce a farlo in modo completo.
Si fece conoscere già a metà degli anni ottanta con i Tormentor, provenienti da Budapest, la sua città natale. Nonostante la giovane età di questi ragazzi (Attila Csihar aveva sedici anni o meno) e pur provenendo da un paese che non vantava ancora grandi tradizioni in ambito Metal, questo gruppo sarà uno dei capostipiti di un genere estremo, etichettabile a posteriori come Thrash/Black, che ha indicato la via da seguire ad un'infinità di altre band. A fianco ad un lavoro chitarristico di tutto rispetto, la voce di questo cantante era senza dubbio il particolare che stupiva maggiormente: mai si era sentita un'interpretazione così posseduta, malata e personale prima d'ora. Questi ragazzi erano molto vicini a tematiche occulte, tradizionali/mitologiche e legate alle vicende del Conte Vlad Tepes (noto come Dracula ai più). La band registrò un paio di lavori storici, ovvero il demo "The Seventh Day Of Doom" nel 1987 e "Anno Domini" nel 1989, e si esibì dal vivo in svariate occasioni. Quattro tracce live, tratte da tre diversi concerti, si possono riascoltare in un bootleg 7", pubblicato nel 2002 dalla cilena Cruento Records, intitolato "Live In Damnation".
I lavori dei Tormentor richiamarono l'attenzione, tra gli altri, di Euronymous dei Mayhem, che intendeva pianificare per la sua band un tour nell'Est europeo con loro. Svanita questa possibilità, ebbe comunque la soddisfazione di reclutare Attila Csihar come cantante per il primo full-length dei Mayhem. Una curiosità: Attila non conosceva la band di Euronymous a quel tempo, ma il suo nome di battaglia nei Tormentor era proprio Mayhem! Da allora iniziò ad usare il suo vero nome. Durante le due settimane in cui il singer magiaro rimase in Norvegia, venne ospitato da Vark Vikerness in casa sua, a Bergen. Le linee vocali per quel disco furono registrate in appena due giorni e mezzo, in una stanza buia, illuminata solamente da candele e luci rosse. In quei giorni Attila strinse subito amicizia con Euronymous e Varg, finché il chitarrista non venne assassinato dal leader dei Burzum.
Attila si ritrovò a Budapest definitivamente sconsolato: fu quello un periodo durissimo, nel quale sprofondò in una crisi che lo portò ad abusare di ogni tipo di droga. Non che il ragazzo fosse nuovo a questo genere di esperienze. Una serie di problemi lo portò ad abbandonare anche il suo progetto Dark/Elettronica chiamato Plasma Pool. La sua passione per questo tipo di musica era sbocciata già nel 1987, ma questa band vide la luce solo agli inizi degli anni '90. Il trio era formato da musicisti provenienti da scene musicali completamente diverse: il batterista Kuli vantava un passato nel movimento Punk/Hardcore, mentre il tastierista Zilahy aveva suonato in gruppi psichedelici. Nonostante l'intensa attività live, il debutto discografico tardò a venire: il loro primo disco, anzi, arrivò dopo tre anni di silenzio, quando ormi la band non esisteva più. "I: Plasma Pool" (1996) e "II: Drowning" (1999) avrebbero dovuto far parte di una trilogia che non venne mai completata.
Dopo l'assassinio di Euronymous, come detto, seguirono anni duri, nei quali il cantante si concentrò su progetti piuttosto bizzarri e difficilmente etichettabili, come Abstract Hymalaya e Northpole, senza peraltro riucire ad allontanarsi dall'uso di stupefacenti.
Il 1998 fu un anno decisivo, in quanto venne in contatto con Malfeitor Fabban degli Aborym: quest'ultimo gli inviò un promo del'album che stava registrando, il primo per la sua band, in quanto era curioso di sentire un parere da parte di Csihar. Naque così una collaborazione che portò Attila a prestare la propria voce in tre canzoni di "Kali Yuga Bizarre". I ragazzi degli Aborym riuscirono anche a farlo cantare dal vivo con i rinati Mayhem nel 1998, a Milano. Il concerto venne registrato e pubblicato come live ufficiale, l'ormai ben noto "Mediolanum Capta Est".
La passione per il Metal estremo stava pian piano tornando, tanto che da qui in poi le collaborazioni di Attila con varie band si faranno sempre più fitte. Innanzitutto riformò i Tormentor e pubblicò lo stranissimo "Recipe Ferrum 777", poi rimpiazzò Yorga dietro i microfoni degli Aborym, cantò con Emperor, Limbonic Art, Anaal Nathrakh, Keep Of Kalessin, Finnugor etc. ma entrò in contatto anche con gruppi piuttosto distanti dal Metal, come Korog, Sunn O))), Professor Fate, Ycosahateron...
Prese vita anche una nuova incarnazione dei defunti Plasma Pool, ovvero i Plasma Loop, che videro in formazione, oltre al tastierista Zilahi, già compagno di Attila nei Plasma Pool, pure Nysrok e Fabban degli Aborym. Si stanno ancora attendendo i frutti di questo lavoro.
Insomma, un personaggio instancabile, pieno di risorse, che ha condotto una vita pazza (ricordo tra l'altro che è insegnante di matematica e fisica e che ha vissuto per un certo periodo in Mongolia e Cina, dove è stato allievo di Kung-fu di un maestro molto preparato).
L'idea di questa compilation è nata per pubblicare materiale raro e inedito risalente a periodi diversi della carriera del cantante. Dopo qualche difficoltà incontrata nella ricerca di una casa discografica che la distribuisse, culminata con il rifiuto da parte della Nuclear Blast, che sembrava inizialmente favorevole, Attila trovò un appoggio nella Southern Lord. Al momento, però, sta anche mettendo in piedi una etichetta tutta sua, chiamata Saturnus Productions, per ristampare i lavori di Tormentor e Plasma Pool.
La copertina ripropone una vecchia foto, risalente al 1988, periodo Tormentor, che ritrae un primo piano di Attila che addenta un crocifisso. Nel retro c'è una foto con Euronymous, di spalle, mentre il cantante mostra il dito medio con un'espressione poco amichevole. Il libretto è curatissimo: contiene un centinaio di piccole immagini, tra cui molte rare ed inedite, che ripercorrono la sua invidiabile carriera, oltre ad una breve descrizione di ciascuna traccia del CD. Sono presenti pure i testi originali (scritti a mano su un foglio a righe, accompagnati da vari appunti) di due canzoni dei Mayhem, ovvero "De Mysteriis Dom. Sathanas" e "Materialized In Stone", poi divenuta "From The Dark Past". Interessante vedere, oltre a come è cambiato questo titolo, anche la diversa disposizione dei brani, indicata sull'angolo in alto a destra del foglio, rispetto alla tracklist definitiva dell'album. Non so se si tratti della sequenza con cui i pezzi sono stati registrati, comunque solo "Freezing Moon", per seconda, è nella stessa posizione che su disco.
L'introduzione di questa compilation è lasciata ad "Out Of Shell", da "With No Human Intervention" degli Aborym. E' una canzone ormai ben nota, scelta come apripista perché rappresenta la sintesi di tutto quello che il cantante ha fatto, un legame tra Black, elettronica e sperimentazione.
Con "Chanceless Religion" si ha la possibilità di ascoltare uno dei brani più belli e pesanti dei Plasma Pool, tratto da "II: Drowning", pubblicato dalla Scarlet. L'intero disco è stato registrato live nel 1992, nonostante il pubblico non si senta praticamente mai. Il pezzo è molto acido e sintetico, uno splendido manifesto della fusione ormai avvenuta tra musica elettronica ed atmosfere oscure, mistiche ed esoteriche, con la voce di Attila indubbiamente in primo piano. "Heaven" è il primo pezzo tratto da "Anno Domini", basato al solito su un riffing di indubbio spessore, contornato da lunghi assoli veloci e tecnici. La voce del cantante in quest'occasione è acuta e aspra, dotata di una timbrica aggressiva.
Tocca ora a "Worshipping Of Current" dei Korog, una sorta di live in studio, visto che tutti gli strumenti sono stati registrati contemporaneamente. Siamo nel 2002. La musica della band è difficilmente etichettabile, con la chitarra che propone una ritmica molto spezzettata e ricca di stop, suspportata da un drumming efficace. E' una sorta di Crossover/Alternative con un'impronta molto Rock. La voce di Attila cambia ancora, e ci offre, accanto a strofe contraddistinte dalla sua classica gutturalità, un growl, se così lo si può definire, sorprendentemente profondo.
Spazio adesso ad un remix di "Atavism" degli Anaal Nathrakh, da "When Fire Rains Down From The Sky, Mankind Will Reap As It Has Sown". La collaborazione è nata dopo che Irrumator, batterista del combo inglese, ha partecipato come ospite in "With No Human Intervention". Si tratta più che altro di una curiosità: le linee vocali sono piuttosto strane, ma non mi entusiasmano. Continuo a preferire l'originale.
"Cursed From Eternity" in una versione inedita dovrebbe essere ben più interessante, nonostante si discosti poco o nulla dall'originale. Mancano, infatti, solo gli effetti sulla voce, mentre strumentalmente stiamo parlando della versione apparsa su "De Mysteriis Dom. Sathanas". Il pezzo è tratto da una cassetta che Attila si era registrato per la sua collezione durante la sua breve permanenza in Norvegia.
Torniamo ai Plasma Pool con "Story Of Flying", registrata nel 1992 per un demo e successivamente inclusa nel primo capitolo dalla band, intitolato "I: Plasma Pool". Il CD è uscito per la HLK in 1000 copie (così recita la nota) nel 1996. Le ritmiche sono danzerecce, profondamente legate allo stile degli anni ottanta, mentre la voce conferisce al pezzo un'atmosfera introspettiva. Non è il mio preferito di quel disco, tuttavia costituisce una riproposizione davvero interessante per chi non ha avuto la possibilità di ascoltarla in precedenza.
Passiamo ora ad un progetto che coinvolge nuovamente Attila ed Irrumator degli Anaal Nathrakh, ovvero i Professor Fate. "Ghost Dance" è tratta da un demo del 2002; è una canzone ritmata e ripetitiva fino allo spasimo, con le parole vomitate e sussurrate che si fondono con la musica. Le tastiere sono pressoché onnipresenti.
Ecco quindi un remix di "Serpently Inspired": il pezzo, originariamente apparso sull'ultimo album dei Limbonic Art, è qui presente in una versione totalmente stravolta. Si tratta di una jam session tra Attila ed il duo Morpheus/Daemon: nel gennaio del 2001 il cantante era in Norvegia, in visita ai suoi amici, e spontaneamente decisero di improvvisare questo brano nel loro studio. Il risultato fu così buono che decisero di riutilizzarlo in futuro: visto che sfortunatamente la band norvegese si sciolse, venne incluso in questa compilation. La struttura, come detto, è completamente diversa rispetto all'originale: subito dopo un inizio veloce, i tre si concentrano su un riff lento e lugubre, ripetuto in continuazione, mentre la voce di Attila, profonda e malata, dà un tocco ancor più oscuro e sinistro al pezzo. Forse si tratta dell'ultima registrazione in studio dei Limbonic Art.
Spazio ora ad una nuova collaborazione, stavolta con gli Emperor. E' incredibile con quanti musicisti di ottima caratura Attila abbia cantato. Stavolta si tratta di una diversa versione di "Funeral Fog", risalente al 1999, apparsa sul disco tributo ai Mayhem. Attila era stato contattato da Samoth, visto che la sua band voleva apparire con una cover davvero speciale. La registrazione è scadente e confusa, per cui anche in questo caso non si tratta nulla più che di una curiosità. La canzone è simile all'originale, tranne il finale, che sfuma sotto i rintocchi di una campana.
Torniamo al primo CD dei Plasma Pool con "False The Saint", anch'essa in origine inclusa in un demo datato 1992. E' un'altra grande prova della band, con la voce di Attila al solito inarrivabile e un tappeto di tastiere eteree, spaziali, che fanno sprofondare in un viaggio di fantasia. L'atmosfera è rilassata, a tratti rarefatta, nonostante la voce grave e tesa del cantante.
Passiamo adesso ad un altro remix: trattasi di una versione diversa, ma non tanto, di "Here Is No God" (da "Fire Walk With Us!") degli Aborym. Altra curiosità, vista la perfetta somiglianza con l'originale.
Segue l'ennesima riproposizione di "Freezin' Moon": pure in questo caso vale quanto detto per "Cursed To Eternity", nonostante qui si possa notare una maggior diversità delle linee vocali rispetto alla versione definitiva. Il basso, inoltre, sembra più in evidenza di quanto si è abituati a sentire su disco.
La compilation si chiude sulle note di "Trance", tratta ancora da "Anno Domini". Anche questa canzone è veloce, in perfetto stile Tormentor.
Ma non finisce qui. La sezione multimendiale contiene un mp3 che testimonia un'altra collaborazione, quella con i Sunn O))). Si tratta di un gruppo statunitense che suona Ambient/Ritualistic. La canzone è "Decay - The Sympton of Kali Yuga", un pezzo dalla durata improponibile (oltre 24 minuti), con Attila che recita un testo in sanscrito. Si tratta di 24 versi riguardanti la fine del Kali Yuga trovati in un libro sacro indu. La musica è un sottofondo di tastiere ed effetti, mentre la voce, come fosse quella di uno stregone, recita le parole molto lentamente, come durante una cerimonia.
Questa compilation riesce a dare un bel quadro della carriera di Attila, mostrando l'attitudine e lo stile del cantante sotto vari punti di vista. Le canzoni abbracciano generi molto distanti tra loro. L'aver scelto spesso remix di canzoni già note è stata una scelta intelligente, che incrementa ancor più l'interesse per quest'uscita. Chi vuole conoscere meglio la carriera di questo personaggio non può non avere questo disco, utile anche per scoprire qualcosa di nuovo sui gruppi con cui ha suonato. Come detto, non è una raccolta completa ed esautiva al 100%, visto che, ad esempio, non è stato incluso nulla del primo demo dei Tormentor, dei Northpole o degli Abstrakt Hymalaya. Neanche il progetto denominato Kaos Logic, che vede coinvolto Iscariah, l'ex bassista dei defunti Immortal, è stato preso in considerazone. Le canzoni presenti, comunque, sono state selezionate con cura ed offrono una bella panoramica della poliedricità del cantante. Ma chissà quante altre registrazioni live o inedite potrebbero essere state incluse in questo disco, ed invece nessuno avrà mai modo di ascoltarle! Non rimane che accontentarci ed ascoltare quanto ci è concesso.
Non ha senso indicare gli episodi migliori, sia perché, trattandosi di generi tanto distanti tra loro, un paragone risulterebbe difficile e forzato, sia perché, avendo a che fare con molti remix, che spesso godono di una registrazione mediocre, è naturale che possano piacere meno della versione originale che si è abituati sentire. In questo caso ribadisco che queste differenti riproposizioni sono soprattutto delle curiosità e devono essere apprezzate come tali.
A mio avviso, vista l'importanza della figura di Attila in tanti anni, nella musica sperimentale ed elettronica come nel Metal estremo, il valore di questa compilation è di certo elevato. Un ottimo modo sia per avvicinarsi per la prima volta a questo personaggio, sia per scoprirne i lati meno conosciuti, sia, infine, per tributargli il giusto e meritato riconoscimento per le singolari doti e per l'indiscusso talento che ha dimostrato di avere.
(BRN - Agosto 2004)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito Southern Lord: http://www.southernlord.com/
Sito Saturnus Productions: http://www.saturnusproductions.com/