CRYSTAL TEARS
Embrace The Horror
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2002
Durata: 40 min
Genere: power/speed metal
La Grecia è un paese fantastico, un paese di sogno... peccato che la stessa cosa non si possa dire della scena metal greca che, come quella italiana è estremamente inferiore al resto d'Europa. Grecia e Italia sono due paesi estremamente inflazionati dal vecchio e caro power metal. Ad un'abbondanza di band dedite al genere non corrisponde quindi altrettanta originalità.
Qui siamo davanti ad una proposta power metal estremamente valida ma, allo stesso tempo, ricca di soluzioni già sentite. Il CD è quindi da consigliare a chi ama il genere. Un orecchio esperto non può dunque scindere il globale giudizio positivo di questo lavoro, dalle scopiazzature a Vision Divine, Stratovarius, Helloween e Labÿrinth presenti nei brani.
Ma partiamo con la recensione: ascoltando i Crystal Tears sono rimasto colpito positivamente da due cose:
1- produzione eccellente, i suoni sono ottimamente bilanciati;
2- i pezzi nella loro semplicità spaccano un casino.
Le cose che non mi sono piaciute sono altrettante:
1- il cantante, pur avendo una incredibile estensione vocale, ha la pecca di essere (credo inconsapevolmente) il sosia di Fabio Lione, lo imita nel timbro e spesso anche nel modo di costruire le linee vocali (oltre che nel vibrato finto), siamo dunque spesso davanti a marcate imitazioni dei primi due CD dei Vision Divine (sia nella musica che nel cantato);
2- l'inglese è pari a quello dei nostri gruppi nostrani: scadente.
Fatte queste buone e cattive premesse descriviamo questo, complessivamente, valido lavoro. Tralasciando la prima canzone che risulta veramente essere un omaggio alla band di Thorsen; il CD si fa più interessante con la seconda traccia "Slayers Of Time". Il pezzo è a metà tra la già citata band italiana, gli Helloween e una batteria molto hard stile Europe.
In tutto il CD sono ben udibili gli ottimi e originali assoli delle chitarre, nettamente più valide in fase solistica che in fase ritmica, dove si riscontra una certa predisposizione verso soluzioni stilistiche ampiamente conosciute. Questa critica può essere applicata anche alla successiva canzone "Into Warfield", brano che invita a riflettere sulla guerra e sui soldi che circolano intorno a essa. A spiccare sono sempre gli assoli (in questo caso legati con glissati veramente validi). Anche il riff principale non è male. Il pezzo è potente... a metà tra i Megadeth di "Rust In Peace" e i Labÿrinth. Il cantato si fa più sporco e più apprezzabile poiché più in tema con il sound del pezzo. Anche gli acuti sono validissimi.
Si prosegue con "Blessed By The Gods". Il pezzo parte con un'armonizzazione maideniana alla "Only The Good Die Young" per poi cambiare atteggiamento ricordando band come i nostrani Shadows Of Steel. Il pezzo è così: strofa tranquilla "senza" l'ausilio della batteria e poi seconda strofa tirata. Il ritornello è invece a metà tra gli Iron Maiden (prima parte) e gli Helloween (la seconda). Risulta a questo punto interessante notare come questo gruppo, pur non facendo niente di trascendentale, riesca bene a far durare quanto basta e, a suddividere, il pezzo in modo che esso non possa mai annoiare. Cambi di tempo o di riff sono sempre al punto giusto. Le canzoni risultano così immediate e di ampio respiro.
"Among The Blade" è un altro brano all'italiana che non risparmia acuti e validi assoli di chitarra. Interessante è anche un riff di chitarra quasi sul finale che poteva meglio esser utilizzato.
"Seed's All I Need" è invece un brano mid tempo più vicino come atmosfera agli Stratovarius di "Destiny". La linea vocale della strofa è invece sempre alla Lione. Da dimenticare in questo ottimo pezzo è forse il ritornello incolore. Questo brano, dal punto di vista strumentale. risulta comunque il più interessante. Gli assoli, più rock oriented, un arpeggino centrale e le ottime linee di basso rendono questo pezzo ancora più interessante. Dopo una parte strumentale veramente maestosa, a metà tra gli Helloween e i synth di Frank Andiver, giungiamo all'ultimo brano.
"Thunderstorm" è una cavalcata heavy power. A metà tra il power italiano (nel ritornello), i Judas e gli Stratovarius. L'assolo effettato si discosta dal pezzo orientandosi più su note alla Dave Murray. Dopo troviamo una quantità esagerata di acuti e poi un riffone della madonna alla "Children Of The Damned". Il riff cambia leggermente permettendo l'arrivo di una doppia cassa a 180 di metronomo... il tutto poi sfuma e, al posto del power, ecco subentrare un bellissimo piano che ripercorre l'idea del riff di chitarra. Il CD dei Crystal Tears termina qui: le considerazioni no.
Io penso che questo sia complessivamente un buon lavoro. Un buon lavoro perché i pezzi, come già detto sono ben congegnati, gli strumentisti sono bravi e abbastanza precisi. Globalmente quindi il discorso regge. La pecca risulta solo quella di proporre un modo di suonare la musica che non si discosta da altre band. Forse non è neanche scopiazzare... ad esempio se vado a vedere il secondo lavoro dei Vision Divine e lo confronto con questo noto che tutti e due sono del 2002!
Io credo che in realtà ci sia un discorso molto più ampio da affrontare.
Molto probabilmente, così come nel Nord Europa troviamo una quantità industriale di gruppi power dal sound banale, così, anche nel Sud (Spagna, Italia, Francia e Grecia) troviamo un modo di sentire e vivere il power che tende assottigliare sempre più le piccole differenze.
Una sorta di globalizzazione del power. In pratica che tu sia ad Atene, a Madrid o a Piacenza il risultato cambia di poco se paragonato a qualche anno fa. Rispetto a prima ora c'è una sorta di omologazione.
Resterebbe da capire chi ha copiato chi. Beh... in questo caso devo dire che, anche se non vado assolutamente fiero della scena italiana, posso affermare senza dubbio che l'influenza di Labÿrinth e company all'estero è molto più importante di quella che le scene metal del resto del Sud Europa esercitano su di noi.
Se volete provare il contrario trovatemi in Italia un gruppo che fa cover di una metal band spagnola o greca (Heroes Del Silencio esclusi ovviamente).
Detto questo è chiaro che questo lavoro non può essere penalizzato da questo mio discorso. Ci troviamo davanti ad un'ottima power metal band. Un gruppo assai migliore di tutti quei gruppetti che affollano le piccole etichette nostrane. Detto questo posso solo mettervela così. Se amate certi tipi di sonorità l'ascolto è più che consigliato... Altrimenti girate al largo o compratevi i CD delle band citate nella recensione.
Crystal Tears: una buona realtà uguale ad altre mille realtà metal.
(Majesty - Giugno 2004)
Voto: 7
Contatti:
Mail: chrisafis_tantanozis@hotmail.com
Sito internet: http://www.crystal-tears.com/