CRYPT OF KERBEROS
World Of Myths

Etichetta: Adipocere
Anno: 1993
Durata: 33 min
Genere: death mistico


Questo è il primo ed unico album degli svedesi Crypt Of Kerberos, uscito dopo un 7" omonimo. Ed è un peccato che si siano fermati qui perché erano un ottimo gruppo! Il loro stile l'ho definito death mistico, perché abbina alla violenza del death svedese dell'epoca alcune atmosfere mistiche date dagli assoli molto particolari e dai tappeti di tastiera. La line-up del gruppo comprende 6 persone, in pratica è composta dalla classica line-up metal a 5 con in aggiunta una tastierista (piuttosto gnocca dalla foto, hehehehe!).
Nell'album sono comprese 8 canzoni, tutte di qualità simile. Lo stile è un death metal con un bel po' di melodie, i nomi che mi vengono in mente sono prima di tutto i vecchi Dismember, qualcosa del primo degli Eucharist e dei vecchi Amorphis, qualche riff dei Morbid Angel di "Blessed Are The Sick", questo per il lato death metal del gruppo. Per il lato mistico dato dagli assoli il nome che mi viene in mente è il Marty Friedman solista dei primi due album ("Dragon's Kiss" e "Scenes"), visto che gli assoli fanno largo uso di scale esotiche e creano delle atmosfere orientaleggianti, che qui però hanno un gusto maligno sia perché i chitarristi hanno un tocco più sporco di Friedman (ettecredo, più puliti di lui l'è dura!), sia perché gli assoli sono sempre accompagnati da dei sani riff death metal.
Tecnicamente i nostri se la cavano, a parte gli assoli non è che si lancino in grandi dimostrazioni di tecnica, però svolgono con precisione il proprio lavoro. La velocità delle canzoni è piuttosto varia, si passa da parti cupe e lente (quasi doomeggianti), a parti velocissime ed incazzate, passando anche per le dovute vie di mezzo. Il cantato varia da un growl cavernoso ad un growl urlato, ed ogni tanto si lancia in una voce pulita evocativa. Nel complesso risulta un album molto personale, non è certo un album grezzo e diretto come quelli di puro death metal, e non è nemmeno un album fighetto come quelli del cosiddetto death melodico.
La produzione purtroppo è il punto debole dell'album: i suoni sono poco potenti e un po' spenti, non è certo una produzione che spacca, anzi. Da un lato questo è un pregio perché in questo modo accentuano ancora di più l'alone mistico della loro musica, dall'altro è ovviamente un difetto perché così si perde in potenza ed in impatto. La confezione è discreta e nulla di più: l'immagine di copertina è carina, ma il libretto è scarno (pur essendo di 8 pagine) e non comprende i testi. Ma d'altronde questo era un gruppo sconosciuto uscito per una piccola etichetta, quindi non ci si può certo aspettare una confezione ed una produzione esemplari.
In conclusione consiglio vivamente questo album agli amanti del death metal particolare e personale. Non è certo un capolavoro storico, ma la sua figura la fa senza problemi, anche a quasi 10 anni dalla sua uscita. Se vi piacciono i lavori personali allora segnatevi questo nome, con un po' di pazienza si riesce ancora a trovarlo in qualche catalogo.
(teonzo - Novembre 2002)

Voto: 8.5