CREST OF DARKNESS
Sinister Scenario

Etichetta: Head Not Found
Anno: 1997
Durata: 47 min
Genere: black/death metal


Ed arriviamo quindi al primo album completo dei Crest Of Darkness, uscito per la Head Not Found nel 1997, un anno dopo l'uscita del mini d'esordio "Quench My Thirst". L'album in questione si intitola "Sinister Scenario" e viene realizzato quando il leader Ingar Amlien suonava ancora nei Conception. Di conseguenza la formazione era ancora la stessa: Ingar a voce, chitarre e tastiere più due passanti a batteria e tastiere. Ci troviamo ancora nella fase in cui i Crest Of Darkness potevano ancora considerarsi un progetto solista del suddetto signor Amlien.
Questa volta niente lupi: ad introdurre il disco sono delle tastierone di stampo 'symphonic', che ad alcuni (a me, per esempio) potrebbero far storcere un po' il naso, ma non troppo. Anche perché il brano che spunta dall'intro è "Under The Sign Of The Horned God", una potente cavalcata con doppia cassa in 6/8 che spazza via ogni perplessità: un riffone potente per un brano che i COD suonano dal vivo ancora oggi. Peccato che alcune perplessità spuntano durante lo sviluppo del brano... Non riesco a capire se è un tentativo di staccarsi da uno stile troppo tradizionale per entrare a tutti gli effetti nell'area black o se, al contrario, è un barlume di black che si vuole comunque mantenere per ricordare una loro appartenenza, soprattutto geografica (ricordiamo che i Crest Of Darkness provengono dalla Norvegia). Fatto sta che certi passaggi fanno venire in mente i momenti più epici dell'opera di Immortal e Satyricon, con tutti i pro e i contro del caso: delirio mistico per chi queste sonorità le ama, pacchianità smisurate per chi invece è più legato al sound aggressivo degli 80's. Sound che comunque rimane un pilastro nello stile dei Crest Of Darkness, come ci viene confermato anche da brani come "The Acknowledgement", o "Recall The Earth" che, partendo da riff di stampo classicamente thrash europeo, arriva ad un finale tanto semplice quanto geniale.
Riesco ancora a percepire uno spirito memore di quelli dei Necrophagia dell'epoca "Season Of The Dead" quanto dei Bathory di "Under The Sign Of The Black Mark", ed a momenti mi compaiono in mente nomi quali Sabbat e Coroner... Mmm... Cosa vorrà dire?! Non mi starò esaltando troppo?
Sicuramente sì, visto che da "Quench My Thirst" non vi sono stati veri progressi nel songwriting. Piuttosto abbiamo avuto modo di approfondire il discorso che i Crest Of Darkness tentano di portare avanti: discorsi satanici laveyani su un tentato ibrido di sonorità moderne (black sinfonico) e più anziane (il thrash/death degli anni '80). In alcuni casi con successo, in altri con risultati che rasentano la banalità. Per cui, per il momento, il mio voto rimane lo stesso. Potrei alzare di mezzo punto, ma forse me ne pentirei: ho tempo per ricredermi, ho altri tre album da ascoltare!!
(MoonFish - Marzo 2004)

Voto: 7


Contatti:
Mail: contact@crestofdarkness.com
Sito internet: http://www.crestofdarkness.com/