CREST OF DARKNESS
Project Regeneration
Etichetta: Listenable
Anno: 2000
Durata: 38 min
Genere: synth/black metal
Non riesco a capire cosa passi per la testa ad Ingar Amlien. Dopo la sua
militanza nella power metal band Conception, e dopo aver realizzato un paio
di dischi di black/death metal 'sinfonico', realizza una bella operetta da
grand-guignol che, nonostante le tentazioni prog, rimaneva nel genere
estremo, più orientato al black. E poi? Un altro passo indietro!! Ingar non
ha saputo resistere di darsi definitivamente al black metal da
combattimento, ed ecco che realizza "Project Regeneration", un album il cui
tema è praticamente 'il satanismo nel 2000'!... Un canto di vittoria del
male sul cristianesimo. Il genere è black metal, stavolta, senza dubbi. Con
una produzione tagliente ma pulita, ed un riffing che può ricordare la
glacialità degli Immortal o la maligna freddezza dei Satyricon della nuova
era. Rimane però la coppia di tastieroni, che stavolta si dedica più spesso
a sonorità futuristiche, viste le tematiche dell'album. Ad aggiungere un po'
di confusione mentale al tutto, ecco che ogni tanto fa la sua apparizione la
limpida voce di Kristin Fjellseth (Pale Forest), che avevamo già incontrato
nel precedente album "The Ogress".
"Computerized", il brano d'apertura, è emblematico per quanto riguarda
l'assalto di natura black, anche se la sua violenza viaggia di pari passo
con la sua banalità... Veloce più che mai e con uno screaming sempre più
palesemente 'di genere'. "Luciferian Light" è invece il titolo di un breve
intervallo in cui appare la suddetta Kristin. Pochi secondi prima
dell'assalto della title-track, che però non coglie di sorpresa nessuno.
Proseguendo nell'ascolto, si troveranno dei brani più apprezzabili, come
"Hominis Nocturna", che però procede su tempi più moderati. Ed ascoltando i
vecchi album dei Crest Of Darkness ci si sarà resi conto che è proprio in
questi mid-tempo che la band rende meglio... Quindi perché sforzarsi di
correre, quando non è nella propria natura? Mah!... Non riesco a capire
perché Ingar voglia farsi passare per un artista 'true black', quando non è
affatto 'true'! Ed a tradirlo ci sono sempre i suoi assoletti di stampo
power!!... Ari-mah! Certo, dei momenti buoni, anche quando si viaggia a
velocità forsennate, ci sono: è il caso di "Soulhunter", ma non è nulla che
non si sia già sentito negli anni di storia del genere. E non salva nulla il
brano techno-black "Electronic Art (Computerized Pt. 2)": non si tratta di
chissà quale illuminante esperimento, ma di pura mediocrità già
impresentabile nel 2000.
Per quanto mi riguarda questo "Project Regeneration" è stato un passo
indietro. Non rimane che ascoltare questo nuovo album, sperando che i Crest
Of Darkness si siano finalmente rinsaviti. A giudicare dalle foto di
copertina non direi...
(MoonFish - Marzo 2004)
Voto: 7
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