CREEPMIME
Chiaroscuro

Etichetta: Mascot
Anno: 1995
Durata: 49 min
Genere: techno-death


Ed ecco il secondo (ed ultimo purtroppo) album degli olandesi Creepmime, arrivato dopo aver cambiato il chitarrista/cantante ed il bassista. Il loro esordio faceva vedere che avevano delle potenzialità da sviluppare, e ce l'hanno fatta in pieno, visto che questo "Chiaroscuro" è una gran figata! Lo stile è un techno-death molto elaborato, piuttosto cadenzato e con atmosfere oscure, oserei quasi dire che è techno-death con tratti doom. Il riferimento principale per me sono i loro connazionali Pestilence degli ultimi due album (i Creepmime si saranno vendicati del lavoro scandaloso di Mameli alla produzione del loro primo album mi sa, hahahahaha!), sia per lo stile degli assoli (che privilegiano il tocco e le atmosfere alla velocità e alla pura dimostrazione di tecnica), sia per l'uso delle synth-guitar (che danno quel tocco di spazialità al tutto), sia per l'uso di riff dissonanti.
Nell'album sono comprese 10 canzoni, per me tutte di altissimo livello perché sono molto varie, e nonostante questo non perdono minimamente in impatto e non stufano l'ascoltatore. Il lavoro dei due chitarristi è semplicemente ottimo, le loro parti si intrecciano in continuazione e si incastrano perfettamente: i riff e gli assoli sono sempre molto bilanciati, e la cosa da sottolineare è che non doppiano mai la stessa parte, stanno sempre suonando due parti diverse. La sezione ritmica fa la sua parte, non si lanciano in tecnicismi assurdi, ma contribuiscono a rendere queste canzoni molto elaborate ed allo stesso tempo dirette. Personalmente adoro il lavoro del bassista (non so se si chiami Joost o Aad perché nel libretto non c'è scritto chi suona cosa), ci spara dei giri veramente fighi e senza doppiare le parti di chitarra, ed ogni tanto fa pure qualche assolo... cosa volere di più? La voce è un buon growl, un po' sofferto ed urlato, ed anche qui mi ricorda lo stile di Patrick Mameli.
La produzione stavolta è ottima, con dei suoni belli puliti e potenti, che aiutano a rendere l'atmosfera cupa dell'album. La confezione è molto bella, l'immagine di copertina è strana (non saprei descriverla...) ma efficace. Il libretto contiene tutti i testi ed anche questa volta ci sono delle righe di spiegazione per ognuno di questi. Il tema ricorrente è quello dei colori e del contrasto tra chiaro e scuro (ma vah?), vale la pena leggerli.
In conclusione consiglio vivamente questo album a tutti gli amanti del death metal tecnico ed elaborato: questa è una gemma quasi sconosciuta, ma vale la pena cercarla e riscoprirla! Manca lo spunto finale che me lo faccia considerare un vero capolavoro, però va detto che restiamo su altissimi livelli. Se amate gli ultimi Pestilence dovete farlo vostro ad ogni costo, siete stati avvisati!
(teonzo - Ottobre 2002)

Voto: 9



I Pestilence che flirtano con il gothic/doom in effetti sarebbe un qualcosa di notevole: la loro classe cristallina, quella grande capacità di strutturare canzoni varie, intricate, stimolanti, il tutto unito all'oscurità di certe atmosfere tanto care agli inglesi un po' malinconici. Abbiamo gettato una monetina nel pozzo (putrescente) dei desideri (osceni) e, accanto a quel pulmino di ragazze dell'est che si è ingolfato davanti casa l'altro giorno, sono arrivati pure i Creepmime a regalarci un grandissimo sottofondo per quando viene sera, l'orizzonte reclama il tramonto, e la luce esala i suoi ultimi sospiri. Per altre informazioni, andate alla voce 'sottovalutare/ati' del dizionario.
(Orion - Novembre 2002)

Voto: 8.5