CRASHER
Astinenza
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2011
Durata: 21 min
Genere: thrash
Non serve davvero essere dinosauri della scena metal italica per
rendersi conto di come i tempi sono cambiati. Gli anni di gavetta, che
continuano tutt'ora, hanno permesso al sottoscritto di imbattersi in un
profondo cambiamento, una aumentata cognizione dei propri mezzi ed un
conseguente innalzamento degli standard qualitativi a livello di tecnica
e capacità di songwriting anche in giovanissima età. Se penso a 10 anni
or sono, ed ai riff che scaturivano non solo dalla mia mente, ma da
quella di molti altri miei coetanei che cominciavano a muovere i passi
nel magico mondo della musica metal inedita, sorrido al pensiero
semplicemente confrontando i nostri sforzi con quelli che possiamo
sentire al giorno d'oggi da parte di band che il più delle volte
faticano ad arrivare ad una media compresa fra i 20 ed i 25 anni.
A vederli, i Crasher sembrano piuttosto giovani, e rientrano nel numero
delle tante realtà che hanno voluto catapultarsi indietro nel tempo e
tornare a quegli anni magici che il thrash ha vissuto nella decade degli
80s. Una band che guarda quasi esclusivamente alla Bay Area, niente
inflessioni teutoniche traspaiono dalla prima demo "Astinenza", o sono
nascoste da una buona dose di armonia e melodia che compare e
contraddistingue tutte le tracce qui presenti. Non mancano rimandi al
limite della psichedelia, come nell'inconsueta "Intro" iniziale alla
demo, che denota come tra le preferenze dei nostri non vi siano solo
gruppi inquadrati e poco inclini ai cambiamenti, ma anche band capaci di
sperimentare (non è un caso che gli stessi autori citino fra le proprie
ispirazioni i Pink Floyd, e aggiungerei i grandi Voivod in campo
prettamente thrash).
Sono 4 i brani contenuti in "Astinenza" (escludendo l'intro di cui
sopra), seconda demo dei Crasher che segue la prima "Empty Life" datata
2008; 21 sono i minuti totali che segna il lettore cd, un viaggio breve
ma intenso nella dimensione che i nostri hanno creato per sé. Si parte
con la dirompente titletrack, che difficilmente non riuscirà a
trascinarvi nel suo immediato vortice, un assalto frontale quasi
hardcore, con giochi di chitarra che si stampano in mente. Al limite
dello US Metal la seguente "Heartless", forse il brano che ha meno da
dire, ma ad ogni modo si lascia ascoltare piacevolmente, mentre "4th
Step", introdotta da una partitura acustica di indubbia fattura (che
lascia intravedere le potenzialità tecniche enfatizzate in apertura di
recensione), riporta i nostri lungo il sentiero verso la ricerca di una
più spiccata personalità, pur restando nei confini di un thrashcore di
matrice americana. La conclusiva "Chapter's Closed" apre un grande
spiraglio, con la sua ventata di originalità e non venendosi ad
inquadrare in una corrente precisa, davvero la perla di questa demo.
Un consiglio potrebbe essere rivolto alla ricerca di una figura che
ricopra esclusivamente il ruolo di bassista della band, considerato come
Lallo non riesca a rendere davvero appieno le linee ritmiche dei brani
proposti, mentre possiedono un loro perché le linee vocali, alle volte
isteriche e dalla timbrica particolare.
Un'altra delle tante demo che non fa gridare di certo per originalità
(almeno non nella sua totalità), ma dalla spiccata personalità e
connotante una band che in futuro potrebbe non avere nulla da invidiare
alle migliori realtà che attualmente animano il nostro underground; se
la qualità media dei brani poi si venisse a conformare a quella della
conclusiva "Chapter's Closed", potremmo davvero avere a che fare con un
combo con qualcosa di tangibile da dire.
Speriamo di sentire parlare nuovamente a breve di questi ragazzi, magari
con un biglietto da visita più consistente come potrebbe essere un
bell'Ep, o perché no, il tanto agognato debut album. Supporto!
(PaulThrash - Giugno 2011)
Voto: 7
Contatti:
Sito Crasher: http://www.myspace.com/crasherband