CORONER
No More Color
Etichetta: Noise
Anno: 1989
Durata: 34 min
Genere: Thrash
Per recensire i Coroner, oltre a qualche nota di contorno, credo basterebbe riportare il disegno che campeggia nel retrocopertina di ogni loro disco. Non ne ho fatto menzione per i due album precedenti perche' e' con "No More Color" che gli elvetici raggiungono la definitiva maturazione, e il relativo simbolo ne anticipa chiaramente i contenuti, soprattutto se confrontato con quelli precedenti.
Una sezione circolare (e qua dovrebbe gia' accendersi una lampadina) che racchiude, in un tutt'uno, tre figure scheletriche perfettamente uguali congiungenti al centro, a mo' di simbolo della pace, era il simbolo del primo "R.I.P.", poi leggermente piu' definito (sintomo di perfezionamento della musica) per "Punishment For Decadence". Questa volta ci becchiamo una bella sega circolare, ben dentellata ai bordi e levigata al centro, sulla cui circonferenza stazionano tre mani scheletriche che impugnano un rasoio, pronte a supportare l'opera della lama in perenne movimento.
Perche' questo deciso cambiamento? Le risposte vanno ricercate all'interno delle otto tracce del disco. In primo luogo, la sostituzione del disegno, ma non la sua concettualita' di base, lascia intendere un preciso inquadramento degli obiettivi, ovverosia vengono messi da parte quai pochi fronzoli e scelte dispersive per ottenere una resa piu' efficace e diretta. La semplice sega circolare, affilata e veloce, e' il risultato di una matrice sonora ancora piu' semplice di "Punishment For Decadence", che deve l'efficacia del suo risultato al gran lavoro di Tommy T. Baron alla chitarra, messo bene in risalto dal songwriting asciutto ed essenziale. Riff acuti, articolati e complessi, mediati da un suono secco e asfittico, esaltano per bene le caratteristiche affilate e taglienti dello stile di Tommy, che in "No More Color" si definisce nitidamente, elevandosi al di sopra del resto. Intorno a questo fulcro ruotano batteria e basso, dando tempi precisi e dinamica la prima e contrapponendosi alle tonalita' acute della chitarra il secondo, in grado di rendere fluida e scorrevole la cadenza ritmica e di mantenere quell'alone oscuro e grigio caratteristico del gruppo.
La chiave della matrice sonora dei Coroner rimane il saper trasferire le idee concettuali all'interno delle composizioni dei brani. "No More Color" da questo punto di vista e' la versione piu' studiata, raffinata e ricercata del disco precedente, l'elevamento alla potenza delle inflessioni techno-thrash in grado di realizzare piccoli gioielli ad ogni brano (spettacolare la conclusiva "Last Entertainment"), infondendo dinamica, aggressivita' ed efficacia con semplici soluzioni. I tempi piu' definiti ed inquadrati lasciano ampio sfogo alla creativita', alternando senza soluzione di continuita' pattern veloci, repentine accelerazioni, tempi cadenzati, acute dissonanze, atmosfere dark (il titolo qualcosa vorra' pur dire) ed architettando con sapienza brani articolati e intensi, mentre le inflessioni gotiche e barocche degli assoli da un lato mitigano le tendenze oscure e per l'altro verso contribuiscono ad accentuare il dissonante contrasto con le tonalita' cupe delle ritmiche.
Un altro notevole passo avanti del gruppo quindi, che acquisisce in personalita' ed originalita', mettendo le proprie qualita' ed idee al servizio di un marchio di fabbrica riconoscibile e dalle grandi potenzialita', destinate a deflagrare nei dischi successivi. Fatelo vostro.
(Melix - Gennaio 2004)
Voto: 8
Il mio preferito dei Coroner: hanno perfezionato lo stile dei primi due, e devono ancora diventare iper cerebrali come nella seconda fase della loro carriera. Gli album seguenti sono suonati meglio e più curati, ma "No More Color" mantiene una carica maggiore, ed è per questo che è il mio preferito. Degna di nota la copertina, semplice ma stupenda.
(teonzo - Gennaio 2004)
Voto: 9.5
"No More Color" è un album fighissimo, aggressivo, grezzo ma anche ragionato, con grandi dosi di originalità. Un enorme passo in avanti dai primi 2 dischi.
(Randolph Carter - Maggio 2004)
Voto: 9