CONSPECTU MORTIS
Soul Subtractor

Etichetta: Il Male Production
Anno: 2004
Durata: 35 min
Genere: black metal con tastiere


I Conspectu Mortis si sono formati nel 2001 dalle ceneri dei Subliminal Noise. La band ha avuto un'esistanza travagliata, a causa di frequenti cambi di line-up, ed ha all'attivo un demo autoprodotto, dal titolo "Metamorphosis".
"Soul Subtractor" contiene sette canzoni etichettabili come black metal, basato spesso sulle orchestrazioni create con l'uso delle tastiere. La copertina del CD richiama qualche film horror dei primi anni ottanta e rappresenta un demone che si innalza dietro una chiesa. I colori sono tutti grigio-bluastri, con il logo del gruppo ed il titolo della band in rosso. Ascoltando la musica, qualche scenario orrorifico effettivamente potrebbe venirvi in mente. Le tastiere sono ora sinistre e lugubri, ora esoteriche ed evocative, ora quasi goticheggianti, ed intrecciano trame più o meno intricate sulle quali si inseriscono gli altri strumenti. Le canzoni variano abbastanza, ce ne sono di cadenzate e ipnotiche così come di più veloci e varie. Nonostante qualche volta possano venire alla mente paragoni con i primi Cradle Of Filth (specie ascoltando l'opener "Into The Chaos"), i Soul Subtractor sono sempre alla ricerca di una dimensione personale e francamente ben più genuina. Alcuni passaggi richiamano i Limbonic Art, ma sostanzialmente non è facilissimo trovare un paragone che calzi a pennello. L'atmosfera è sempre orrorifica, con sfumature teatrali più o meno intense, ma non mancano dei momenti sinfonici ed altri un po' stranianti. Tecnicamente siamo su livelli discreti, più che accettabili per il genere. Il batterista Dagon, in particolare, è precisissimo: in certe occasioni è un vero e proprio mitra, come su "The Big Black Hand", ma sa anche rallentare qualora la musica richieda un incere cadenzato. La voce di Sabnak è sinistra, uno screaming abbastanza malleabile e versatile, forse effettato in qualche occasione. La chitarra di Harlan Draka intreccia ritmiche particolari ed efficaci, mentre il bassista Malamoth svolge a dovere il suo compito. Non ci sono solamente i soliti riff black, anzi: Harlan Draka si discosta spesso dalla classica tradizione del genere, rendendo il proprio operato nettamente più personale.
Le canzoni sono sufficientemente varie, non contengono cambi improvvisi o inaspettati, tranne uno in "Dimensional Gate", ma non sono neppure eccessivamente prevedibili. L'ascolto fila via liscio senza grossi sussulti, ma alla fine si rivela più che piacevole.
La produzione è buona, gli strumenti si sentono tutti distintamente. Forse con la chitarra leggermente più alta le cose sarebbero andate anche meglio; le tastiere sono predominanti, ma in un disco come questo non è una pecca. Quell'atmosfera orrorifica, quell'alone di teatralità, quel fascino misterioso sono tutti dovuti proprio alle tastiere. La confezione è discreta: il libretto si apre in un foglio quadrato grande quanto quattro facciate: non sono presenti i testi, solo le foto dei musicisti. Personalmente non ho trovato molto accattivante la veste grafica, ma è un dettaglio.
"Soul Subtractor" potrà rivelarsi un ascolto valido per gli amanti del black infarcito di tastiere, ma è destinato ad un pubblico sicuramente più vasto, visto che non si tratta di un album particolarmente ostico.
(BRN - Dicembre 2004)

Voto: 7.5


Contatti:
Mail Conspectu Mortis: sabnak666@hotmail.com
Sito Conspectu Mortis: http://www.ilmaleproduction.com/bands_conspectumortis.htm

Sito Il Male Production: http://www.ilmaleproduction.com/