CONCEPTION
Flow

Etichetta: Noise
Anno: 1997
Durata: 44 min
Genere: prog metal


"Flow into your mind / embracing like a mother's womb /Flow and you will find /forgotten pictures of the moon"

"Flow" è il quarto ed ultimo disco dei norvegesi Conception. Uscì nel 1997 in sordina, sempre per la Noise. Qualche recensione, qualche intervista a mezza pagina e niente più. Il disco non ebbe un gran risalto, divenne abbastanza "introvabile" poco dopo la sua uscita (intendo, se andavi in un negozio e cercavi "Parallel Mind" o "In Your Multitude" li trovavi con relativa semplicità, "Flow" no) e sul gruppo calò presto il sipario. Ostby tornerà poi nel 2000 con gli Ark e pubblicherà due straordinari dischi in due anni, il secondo dei quali - "Burn The Sun" - un vero e proprio capolavoro.
Letta così non fa una piega. Sarebbe bene però aggiungere una cosa: "Flow", il disco dimenticato da tutti, era un album meraviglioso.
Nel 1997 l'interesse per il prog metal era leggermente calato, spopolavano gruppi come gli Stratovarius, che non a caso avevano snellito la proposta rispetto a qualche anno prima, in favore di un suono sicuramente più definito e classico ma forse anche più prevedibile. Ci fu il boom del power metal melodico - nessuna relazione con quanto proposto anni prima da Metal Church e Vicious Rumors - e i gruppi un po' più ricercati o che comunque giocavano di fino non è che avessero vita facile.

Le sonorità di "Flow" possono ricordare vagamente quanto proposto dai Queensryche qualche anno prima in "Promised Land".
"Flow" è infatti un disco che si sviluppa lentamente, un album che svela i propri segreti ascolto dopo ascolto. Ottima la produzione di Tommy Newton, così come la prestazione dei singoli. Inutile soffermarmi ancora una volta sulle doti di Khan e Tore Ostby, semmai rispetto ai precedenti dischi trova maggior spazio la sezione ritmica, sempre formata da Ingar Amlien (basso) e Arve Heimdal (batteria). E' nuovamente presente informazione anche un tastierista, tale Trond Nagell-Dahl, buono il suo contributo.

Io adoro i Conception, e penso che "Flow" sia probabilmente il loro apice compositivo (diciamo che se la gioca con "In Your Multitude", va'). Un disco che cresce nel tempo, ho detto in precedenza. Confermo, però va detto che i nostri piazzano nell'album anche alcuni brani più diretti che raggiungono veramente livelli altissimi, giusto compromesso tra ricercatezza e orecchiabilità. Penso alla scattante "Flow", con una bella batteria sincopata e un ritornello che rimane a lungo in testa o al capolavoro "Cardinal Sin" con il suo magnifico crescendo, quattro minuti sicuramente tra le vette di sempre nella discografia dei norvegesi. Anche qui il ritornello è vincente e l'assolo di Ostby, molto breve, è da antologia.
Molto belli i pezzi più lenti come "Cry" o "Hold On", sorta di ballad ingigantite dalla prestazione di un Khan veramente spettacolare.
Ottimi poi gli altri brani. "Gethsemane", "Angel (Come Walk With Me)","Reach out" o la conclusiva bellissima "Would It Be The Same", che cercano di ammaliare senza colpi di scena, con ritmi abbastanza lenti ma decisi, con suoni ed effetti molto studiati (sentire a proposito "A Virtual Lovestory").
Difficile onestamente dire quale sia il migliore tra il precedente "In Your Multitude" e questo "Flow". Di certo dopo il terzo disco i Conception non si fermarono e continuarono ad andare avanti, troppo forse, per i gusti di allora. Il loro metal-rock ricercato e a tratti futuristico non era certo roba di facile ascolto, Ostby non cercava di stupire con numeri da circo ma "si limitava" (sic!) a mettersi a totale servizio della band senza ritagliarsi troppi spazi da primadonna (ben più "esuberante" sarà il suo operato negli eccellenti Ark!).
Un album spettacolare, un gruppo tra i più validi della scorsa decade. Quattro album che hanno evidenziato una crescita non comune.
Con "Flow" calò il sipario sui Conception, ma non sui suoi membri che come ho più volte detto anche nelle precedenti recensioni hanno trovato altra sistemazione nel panorama metal mondiale, sebbene con sfumature ben diverse: Amlien con i Crest Of Darkness (vi collaborerà per un periodo anche Heimdal), Khan con i Kamelot e Ostby con ARK (e anche con gli Street Legal).
Ad oggi i Conception non sono stati oggetto neppure di rivalutazione postuma, rimanendo legati al ricordo di quanti li hanno sostenuti quando erano in vita. Magari tra qualche mese si riformeranno (nel 2005 hanno fatto qualche concerto) e produrranno un altro disco, chissà.
Per me basta e avanza quanto fatto dal '91 al '97.
(Linho - Maggio 2009)

Voto: 9.5