COMBO DE LA MUERTE
Tropical Steel

Etichetta: MilanoLab / Halidon
Anno: 2008
Durata: 58 min
Genere: latin jazz


Il Combo De La Muerte è un ensemble di otto musicisti che si divertono a reinterpretare alcuni dei più grandi classici heavy metal in uno stile che loro definiscono 'voodoo latin jazz'. Ecco, per me la recensione potrebbe finire così e già andrei a comprarlo, ma visto che se scrivessi soltanto due righe il nostro Hellvis mi ucciderebbe, allora forse è il caso di spendere qualche parola in più, anche perché ne vale davvero la pena.
Partiamo magari dall'inizio accennando alla storia di questa strana band, che prima ancora di arrivare ad un full-length si era già fatta un nome grazie a MySpace e in molti, compreso il sottoscritto, avevano avuto modo di ascoltar un assaggio delle loro musica già parecchio tempo fa. Ecco quindi arrivare un primo 7", "La Malediciòn Del Combo", un promo autoprodotto di tre canzoni e adesso questo primo full-length, "Tropical Steel".
Se vi capita di fare un giro in rete cercando pareri sul Combo De La Muerte, troverete i giudizi più disparati: c'è chi li ama, chi non li sopporta, chi sbuffa e fa spallucce e c'è anche chi proprio non li ha capiti. Allora vale pena di partire da un presupposto per raccontarvi il mio parere in proposito: le cover uguali all'originale non solo mi annoiano, ma mi sembrano un enorme spreco di tempo; al contrario, reinterpretazioni coraggiose, curate e personali mi fanno impazzire. Adoro vedere come questo o quell'artista riesca a prendere un pezzo, smontarlo e rimontarlo a modo suo, trasformandolo in qualcosa di diverso che, tuttavia, funziona alla grande. Bene, quasi tutte le canzoni del Combo De La Muerte appartengono a questa categoria: questi ragazzi hanno preso Judas Priest, Slayer, W.A.S.P., addirittura Dismember, Death e Napalm Death e li hanno ammantati del sensuale ancheggiare del jazz caraibico; li hanno rapiti, spogliati di tutto il loro contesto e li hanno trapiantati in una spiaggia di Cuba, tra percussioni voodoo e arrangiamenti eleganti.
Il tutto funziona? Accidenti se funziona! E per due motivi, secondo me. Il primo e più importante è che questi ragazzi sono degli ottimi musicisti e dei superbi arrangiatori: hanno saputo giocare con gli strumenti, con i suoni, con le atmosfere in modo da mantenere un filo conduttore per tutto l'album, pur dovendosi approcciare coi sottogeneri più disparati del metal.
Il secondo motivo è che questi ragazzi non si prendono sul serio: tutto il CD è pervaso da un'ironia di fondo che non è una presa in giro, ma è il gusto di unire due mondi lontanissimi eppure così amati. A questo proposito non bisogna sottovalutare la scelta del jazz 'tropicale': il Combo De La Muerte non suona jazz intellettuale, astruso e incontaminato; non si avvicina con la puzza sotto il naso e quell'aria di superiorità che si potrebbe sentire in un album dell'Alex Skolnik di qualche tempo fa; il Combo arriva con un panama, un sigaro in bocca e un bel bicchiere di rhum. Capite che è un'altra cosa...
Si, bene, e le canzoni? Be', quelle dovreste proprio ascoltarle. Si parte con "Breaking The Law" (Judas Priest, per i venusiani appena atterrati sulla Terra) ed è già amore con le sue percussioni vibranti, una marimba al posto del riff portante di chitarra e una suadente voce femminile a guidare il tutto. Applausi. Si continua con "South Of Heaven" degli Slayer e mi rendo conto che se la si sentisse in un locale si alzerebbero tutti a ballare, accompagnati dal flauto e dal ritmo sensuale della musica; poi penso all'originale e mi ammazzo dalle risate per questo pensiero.
Ve le racconterei tutte una per una, ma rischierei di annoiarvi, quindi vi faccio giusto una carrellata per raccontarvi le cose migliori del CD: "I Wanna Be Somebody" degli W.A.S.P. mantiene il suo ritornello irresistibile e la sua carica dirompente; "Peace Sells.." dei Megadeth sembra la sigla di una detective-story degli anni '70; "Collection By Blood" dei Dismember, "Pull The Plug" dei Death e "You Suffer" dei Napalm Death sono praticamente irriconoscibili eppure sono tra gli episodi più interessanti di tutto il CD; l'accoppiata "Come To The Sabbath" (Mercyful Fate) e "Black Sabbath" rilegge le atmosfere maligne con il mistero del voodoo; per non parlare di "Defender" dei Manowar, che perde totalmente la sua aura epica per trasformarsi in un languido smooth jazz degno di Diana Krall. Mio dio, ma vi rendete conto che ho scritto 'Manowar' e 'Diana Krall' nella stessa frase? Come si fa a non adorarli?
Poi, se in queste canzoni cercate la furia degli Slayer, la violenza dei Dismember, la carica dei Maiden, l'epica dei Manowar o i brividi dei riff dei Black Sabbath è ovvio che non li troverete. Per quelli avete già gli originali e non invecchiano mai! Quindi vedete voi, se state già pensando 'Ovvove, come hanno osato pvofanave il fuoco assassino degli Slayev??', allora lasciate perdere, non fa per voi. Io, invece, metto via borchie e chiodo, sfodero una bella camicia hawaiana e mi preparo a gustare uno di quei cocktail con gli ombrellini su una spiaggia tropicale.
(Danny Boodman - Aprile 2008)

Voto: 8,5


Contatti:
Sito Combo De La Muerte: http://www.myspace.com/combodelamuerte

Sito Halidon: http://www.halidon.it/