COLDWORLD
Melancholie²
Etichetta: Cold Dimensions / Prophecy Productions
Anno: 2008
Durata: 49 min
Genere: black metal deprimente, dalle caratteristiche ambient
La copertina di questo CD è fredda, distante: il colore dominante è un
grigio livido, quasi argentato. E, in questa densa monocromia,
intravediamo come in un paesaggio nebbioso, due alberi spogli con
accanto una figura umana. Il libretto, di sole due pagine, non contiene
i testi, ma la foto di un sottobosco innevato. Nel retro, possiamo
leggere solo qualche ringraziamento e l'indicazione che il disco è
stato registrato nel 2006.
Questo è l'artwork di "Melancholie²", il nuovo lavoro di G.B. e
del suo progetto ColdWorld. G.B. risponde al nome di Georg Börner,
polistrumentista tedesco (della Turingia) che ha dato forma alla sua
ispirazione musicale creando, nel 2005, ColdWorld. Prima dell'album,
l'artista ha pubblicato l'EP "TheStarsAreDeadNow", pubblicato dalla
Ancient Dreams nel 2006, e ristampato con due bonus-track due mesi
dopo.
Il disco comincia con "A Dream Of A Dead Sun". Le note di una
tastiera, o programmate con un computer, ci introducono nel mondo di
ColdWorld. La melodia è triste e minimale, e non si discosta molto da
quell'ambient nata nella scena black metal degli anni '90. A un certo
punto però partono chitarra e batteria, ed il suono si fa più potente,
anche grazie agli strilli del cantante. La melodia malinconica rimane
comunque presente, anche quando il ritmo si trasforma in blastbeat.
Lunghe note di tastiera, lente e rilassate, arricchiscono
l'aggiornamento e, al tempo stesso, ne mitigano la violenza. E'
evidente che G.B. stia più attento alla capacità evocativa della
propria musica, piuttosto che all'impatto ed alla violenza fine a sé
stessa. Fanno capolino anche vocalizzi puliti, sovraincisi alle urla
lancinanti. Si tratta di una formula compositiva non nuova, anzi
piuttosto vecchiotta, ma che ColdWorld utilizza al meglio.
"Tortured By Solitude" è introdotta dal suono desolato di un
violino (finto), presto sostenuto dal lavoro della chitarra, e poi
dagli strumenti al gran completo. La canzone è nuovamente molto
melodica, e la sua melodia è sicuramente più memorabile rispetto a
quella dell'opener. I vocalizzi rimangono estremi, ciò nonostante il
tutto è molto coinvolgente e di facile presa. Ci troviamo ai margini
del genere, con punte di gothic e di alternative non indifferenti. Ogni
tanto ritorna il violino ad arricchire l'arrangiamento, ed il suono
come di consueto distante e freddo. La struttura è semplice, anche se
presenta molti sviluppi e conseguenti ritorni al tema principale. E'
chiaro che G.B. sia comunque un compositore creativo e sicuro delle
proprie intenzioni: non ci troviamo di fronte ad un progetto black
metal istintivo, ma al lavoro di un musicista abile ed ispirato.
Con "Winterreise" ritorna l'ambient minimale e desolato.
Ripetitivo, sommesso, fermo sempre sulle medesime note
d'accompagnamento. Qualche sovraincisione rende la composizione meno
monotona. Viene comunicato un senso di solitudine e, perché no, di
gelido inverno, come suggerito dal titolo: un viaggio solitario durante
una cupa giornata invernale.
"Schmerzensschreie" segna il ritorno di ColdWorld al black metal.
Come arrangiamento, struttura e melodia, "Schmerzensschreie" non si
discosta da quanto ascoltato in precedenza. Il black metal è sempre
fortemente influenzato dall'ambient, sia per i suoni distesi che si
sovrappongono alla distorsione della chitarra e al lavoro della
batteria, sia per il dipanarsi della melodia accordo dopo accordo, in
un succedersi naturale e rilassato di note. Solo le urla del cantante
fungono da elemento disturbante. Comunque sia, il songwriting è
notevolmente scorrevole, e questo è indicativo riguardo alla maturità
artistica di G.B.
"Red Snow", con i suoi otto minuti e qualcosa di durata, è il
brano più lungo del CD. Il suono d'assieme è relativamente più caldo
del solito, e già dalle prime successioni armoniche è intuibile la
natura della canzone: è una delle composizioni più tristi e disperate
dell'album. La melodia è commovente, e si sviluppa accordo dopo
accordo, salvo lasciare spazio ai riff della chitarra di tanto in
tanto. Il ritmo talvolta si incattivisce, ma nel suo complesso "Red
Snow" è contrita e priva di luce, totalmente rivolta ad affliggere
l'animo dell'ascoltatore. Forse non tutti potrebbero apprezzare questo
tipo di black, privo della sua componente violenta e selvaggia, me non
ci sono dubbi sul potere evocativo di ColdWorld.
"Stille" riprende la mesta melodia che compare sul finale di "Red
Snow", e la ripropone come se fosse un brano ambient. In effetti, si
tratta di una melodia semplice ma bella, e credo che G.B. abbia fatto
bene a riproporla come intermezzo.
In "Hymn To The Eternal Frost" ritorna il violino, che sviluppa la
sua melodia su un accompagnamento lento e di puro black metal. La
musica è drammatica, costituita da accordi densi ed accorati,
estremamente evocativi. La canzone in questione è meno malinconica
delle precedenti, ed ha in sé un germe di eroismo, che ben si adatta al
titolo (dopotutto, è un inno). Il songwriting è scorrevole, però la
traccia alterna parti più interessanti (vedi la strofa) con altre più
banali. La tradizione del black, nel corso di questo CD, è rispettata
in ogni dettaglio, salvo qualche exploit particolarmente originale.
Però ColdWorld è in possesso di un suono relativamente personale,
evidenziato da una qualità di registrazione ottimale, adattata al
contesto ed al gusto black.
"My Dead Bride" è un breve episodio caratterizzato da una musica
intensa, quasi un adagio barocco. Il senso di spossatezza, di
annichilimento, di cuore spezzato è palpabile. Questa volta
l'arrangiamento è ricco, ed è piacevole come un fuoco acceso durante
una notte d'inverno.
"Escape", col suo inizio disperato, tra interferenze e suoni vari,
mi ha ricordato per qualche istante i vecchi Black Heart Procession,
prima della partenza di un ritmo elettronico. Ci troviamo di fronte ad
una versione totalmente ambient del lavoro svolto finora da G.B. :
l'utilizzo di suoni simili ad archi, o simili al mellotron, rendono il
tutto veramente piacevole ed accostabile anche all'orecchio dei
profani. Partono poi le chitarre, e la batteria, con un piglio
moderato, per nulla violento. E la musica, in questo strumentale, entra
nel cuore dell'ascoltatore, travolgendolo di sensazioni ed emozioni.
A conti fatti, "Melancholie²" è un album solido, un primo
full-length di rilievo pienamente apprezzabile. Forse ci vuole più di
un ascolto prima di comprendere a fondo lo spirito di ColdWorld, ma una
volta compreso, l'intesa tra artista e ascoltatore diventa una qualcosa
di fermo ed intaccabile. Un buon lavoro, da ascoltare e meditare.
(Hellvis - Maggio 2008)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito ColdWorld: http://www.myspace.com/thestarsaredeadnow
Sito Cold Dimensions: http://ww.cold-dimensions.de/