COLD CORROSION
Year Zero Madness

Etichetta: Il Male Production
Anno: 2003
Durata: 22 min
Genere: Death'n'Roll


Ecco, questo è uno di quegli album che ti fa mangiare i coglioni! Ora vi spiego con calma il perché.
I Cold Corrosion sono un trio italico (non so precisamente di dove) che suona una specie di death dal sound scandinavo contaminato dal rock settantiano dei Black Sabbath. Insomma, la band suona il genere conosciuto come "Death'n'Roll".
"Norman" mostra entrambe le influenze, infatti sembra di sentire i Kyuss con i suoni di chitarra degli Entombed. La voce è nel più classico stile growl. Questo brano sarebbe potuto essere (a mio avviso) più vario se la batteria avesse cambiato un po' il tempo, invece di rimanere ancorata in un perenne mid tempo. "Dance With The Dead" sembra avere una partenza più sveglia; qui si sente l'anima death dei Cold Corrosion, infatti i riff ricordano da vicino gli Entombed di "Wolverine Blues" e "To Ride...", e poi ci sono delle parti veloci, molto caotiche. "Bad Taste" ricorda i Motörhead in virtù di un bel riffone punk, e nella sua brevissima durata c'è spazio addirittura per delle parti grind. Ancora gli Entombed sconchiano (sconchiare = fare capolino, in sardo) su "Lord Of The Flies", provvista di una bella parte lenta in perfetto stile doom/death. "Mesa Verde" è invece un solido mid tempo, con riffoni dal groove molto figo; da notare degli estratti di film in sottofondo (anzi, altro che sottofondo, forse sono registrati un pochino troppo alti). Martellante la title track, con doppia cassa in evidenza, dove troviamo riff quasi thrash accanto ad altri armonizzati. Nell'outro finale si sentono vari spezzoni tratti da film horror.
Ok, e fin qui ci siamo. Dalla recensione si potrebbe anche capire che "Year Zero Madness" tutto sommato è un CD gradevole, per cui magari starete anche facendoci un pensierino... aspettate, la recensione non è ancora finita!!! Vi devo parlare dei suoni dell'album, che, ci crediate o no, rovinano totalmente il risultato finale! Non è possibile al giorno d'oggi, anno 2004, produrre un album con dei suoni così. Sembra di tornare indietro di 10 anni almeno, quando mettevi nello stereo un demo in cassetta e dovevi indovinare se quella era una chitarra in overdrive oppure il nonno del bassista che scatarrava, o se quel pestare continuo in sottofondo era una batteria o piuttosto la vicina che sbatteva il tappeto. L'unica cosa che si salva della produzione è il suono delle chitarre, ad accordatura ribassata, che escono perfettamente marce e sudicie, esattamente come richiesto dal genere. Il resto è da buttare, la batteria fa schifo, la voce è bassa, il basso... cos'è?! Avrei capito se fosse stato un demo, anche se non è detto che una demo debba per forza avere suoni di merda. Non credo che questo tipo di sound sia stato voluto dalla band, perché una cosa è produrre un disco con dei suoni antimainstream, volutamente datati, mentre un'altra è registrarlo nella cantina dove lo zio ha la collezione di bottiglie di vino (tutte vuote).
Perciò, la mia conclusione è questa, e cioè che i Cold Corrosion hanno qualche buona idea, qualche ottimo riff qua e là, ma magari ancora non hanno una canzone che spacchi il culo, una specie di hit al quale affidarsi. E poi, cosa più importante, il loro lavoro è totalmente rovinato da un sound a dir poco penoso, che appiattisce clamorosamente l'impatto che avrebbero potuto avere i brani, rendendo il disco una emissione continua di rutti, scorregge e sbattimento di tappeti.
Cari Fernando, Paolo e GianPaolo, la prossima volta pensateci 6000 volte prima di farvi rovinare il lavoro in questo modo!
(Randolph Carter - Giugno 2004)

Voto: 5.5


Contatti:
Mail Cold Corrosion: coldcorrosion@freeweb.org
Sito Cold Corrosion: http://www.coldcorrosion.cjb.net/
Sito Il Male Production: http://www.ilmaleproduction.com/