COLD BODY RADIATION
The Great White Emptiness

Etichetta: Dusktone
Anno: 2010
Durata: 45 min
Genere: shoegaze / depressive black metal


Ancora una volta il sottoscritto si lancia in un'incursione su territori (più o meno) estremi, con una nuova realtà proveniente dall'Olanda, che rappresenta in maniera concreta e interessante quella derivazione del black metal che tocca le corde più tristi e malinconiche dell'animo umano. Non ho molte informazioni su questo progetto, che arriva al debutto discografico con un'etichetta molto giovane come la Dusktone: credo che si tratti di una one man band, ma sinceramente non sono riuscito a trovare niente di più specifico sulla storia dei Cold Body Radiation. Fatto sta che, arrivando a parlare di musica, ci troviamo di fronte ad un progetto che naviga al confine tra due generi: da una parte lo shoegaze e dall'altra il depressive black metal. Il pubblico a cui si rivolge questo lavoro, quindi, non è certo chi ama la violenza cieca del black metal tradizionale, quanto piuttosto chi ha trovato in questo genere una declinazione della sofferenza umana, un urlo di disperazione che riscopre la rabbia non tanto nella violenza liberatoria, quanto piuttosto nel dolore, che viene declinato a diverse intensità a seconda della componente che, canzone dopo canzone, prende il sopravvento. Così, quando in un brano come l'iniziale "Emission" è lo shoegaze a farla da padrone, la sensazione è quella di avere a che fare con quella sofferenza lontana, sempre presente ma capace di cullare con languida malinconia; basta invece ascoltare la successiva "Loss", dove invece diventa preponderante la componente black metal, per tornare ad affrontare gli incubi del dolore incalzante e spietato.
Da un punto di vista stilistico, "The Great White Emptiness" si destreggia con grande abilità tra le diverse componenti che formano la sua particolare essenza: da una parte le chitarre più morbide a fare da contrasto allo zanzaroso approccio del black metal; poi un pregevolissimo uso delle tastiere, che sanno essere più enfatiche quando serve e assolutamente disperate in lentissimi e solitari accordi di pianoforte; una voce che trova la sua dimensione ideale nel più angoscioso degli screaming e perfino un ottimo uso del basso, strumento molto spesso penalizzato in un genere come questo, che invece ritrova qui una inattesa valorizzazione.
Difficile estrapolare dei singoli brani per dare un'idea concreta dell'album, perchè ancora una volta abbiamo a che fare con un fluire unico che trova la sue essenza ideale nello scorrere inesorabile dei minuti e non tanto sulla diversità e la varietà dei singoli episodi. Certamente oltre ai due brani già citati, vale la pena di fare altri due nomi, ovvero "Radiance" e la conclusiva "The Great White Emptiness": la prima, infatti, rappresenta al meglio l'equilibrio tra le due anime dei Cold Body Radiation, che riesce quindi ad esprimersi al meglio mantenendo una propria impronta personale, mentre la seconda merita una particolare menzione per la magniloquenza e la triste grandeur che traspira nei suoi sette minuti di durata.
Questo album di debutto, quindi, rappresenta sicuramente una solida realtà all'interno di un panorama che sta mostrando segni di maturità e crescita notevoli: naturalmente c'è ancora spazio per migliorarsi, soprattutto per non correre il rischio di finire incatenati all'interno di schemi appartenenti ad un genere o all'altro, ma indubbiamente il giudizio complessivo non può che essere positivo e merita tutto il supporto dovuto ad un progetto che merita gli spazi e la possibilità di crescere e di ritagliarsi il suo spazio.
(Danny Boodman - Maggio 2011)

Voto: 7.5


Contatti:
Sito Cold Body Radiation: http://www.myspace.com/coldbodyradiation

Sito Dusktone: http://www.dusktone.eu/