CLOVEN HOOF
Cloven Hoof

Etichetta: Neat
Anno: 1984
Durata: ?? min
Genere: NWOBHM


Ahhhhhh che grande esordio che fu quello dei britannici Cloven Hoof, gruppo NWOBHM di cui oggi non si parla piu' ma che rimane scolpito nella memoria dei defender che bramano solo il sound heavy metal della qualita' piu' pura. La band realizzo' dapprima l'EP "The Opening Ritual" (ora introvabile... grrrrr!) e poi dopo essersi fatti conoscere sul circuito live arrivarono al contratto con la Neat e alla pubblicazione di questo eccellente lavoro. I tipi in questione sono Steve "Fire" Rounds alla chitarra, Kevin "Earth" Pountney alla batteria, David "Water" Potter alla voce, e Lee "Air" Payne al basso. Quest'ultimo in particolare, oltre a essere l'autore dei testi, sara' anche l'unico membro fisso della band che negli anni successivi vedra' la propria line-up rifatta da capo a piedi.
Si apre con la canzone che da' il nome all'album e alla band: "Cloven Hoof" e' metal d'annata, con testi pero' dichiaratamente fantasy che strizzano l'occhio all'allora emergente movimento epic: e infatti gia' al primo stacco della canzone dall'heavy si passa di colpo a delle sonorita' epic com'era nei primordi (cioe' bello cupo) per poi partire in quarta con veloci riff da headbanging che s'alternano a passaggi piu' lenti che narrano in musica e parole dell'evocazione di un qualche demone dimenticato. Questo e' un pezzo coi controcazzi! "Nightstalker" e' heavy metal classico da defender coi testi che narrano di un pazzo omicida che va in giro di notte a far secca la gente con il suo fidato coltello. La breve strumentale "March Of The Damned" porta alla sequenza epic "The Gates Of Gehenna", in cui un incauto viaggiatore spaziotemporale fa una visita anche all'Inferno, solo per scoprire che Lucifero ha deciso di renderlo ospite permanente della sua dimora. Ottime le musiche che in alcuni passaggi mi ricordano i Judas dell'era pre "British Steel", salvo che nei passaggi finali di stampo dark epic. Segnalo che questo pezzo e' un retaggio del primo EP (che includeva inoltre tre pezzi non presentati poi in questo LP). "Crack The Whip" e' un altro pezzo heavy, che parla di uno che si tromba la (sua?) donna... Segue "Laying Down The Law": altre belle pennate heavy come dio comanda in questo pezzo, e assoli che tagliano le orecchie della vecchia che abita al piano di sopra (cosi' un'altra volta impara a fare casino lei!). Chiude il disco un'altra suite, "Return Of The Passover", bellissima nel suo danzare tra heavy classico ed epic oscuro con la batteria a tenere il tempo di marcia e la chitarra che sembra quasi una twin guitar in alcuni punti (anche se il chitarrista e' uno solo: cosa questa che in seguito portera' la band a cercare diverse volte un secondo chitarrista soprattutto per poter suonare i pezzi durante i concerti), e alla fine il pezzo si conclude con un vero coro epico... ma di quelli veri ed evocativi, mica quella roba al burro d'arachidi che oggi fa da quadruplo strato a ogni album power che esce in vetrina.
In conclusione un ottimo esordio a 33 giri per questo gruppo che purtroppo negli anni successivi venne travagliato da diversi cambi di formazione e che non riusci' a tenere alta la fama quasi da culto che si era conquistata nel continente europeo. I lavori successivi sono infatti decisamente inferiori a questo disco, pur essendo comunque gradevoli da ascoltare e con sprazzi interessanti qui e la'. Ma anche questi lavori rimasero fedeli al sound true metal delle origini, e per questo i Cloven Hoof meritano il mio rispetto.
(Mork - Novembre 2002)

Voto: 8.5