CLINICAMENTE MORTI
7

Etichetta: autoprodotto / Extreme Agency
Anno: 2008
Durata: 35 min
Genere: death metal


Mi spiace che la recensione di questo disco dei Clinicamente Morti abbia tardato così tanto a venire alla luce. Secondo quanto ci ha scritto la band, una copia del loro CD era già stata spedita a Shapeless, ma qui in redazione non è mai stata ricevuta. Il gruppo è stato così gentile quindi da inviarcene un'altra copia, cosa che abbiamo interpretato come un grande segno di fiducia nei nostri confronti. Ed ora finalmente ecco la recensione di "7", il primo full-length del gruppo leccese. Prima di quest'album, i Clinicamente Morti avevano pubblicato il demo "Obitorio" nel 2006, avevano partecipato allo split a cinque "Extreme Metal Inside", nonchè fatto parte di alcune compilation ("Akompilation Vol.3" e "Italia Violenta").
"7" è stato pubblicato a tre anni dalla formazione del gruppo. Le registrazioni hanno avuto luogo al Full Blast Studio nel dicembre del 2007. La formazione che ha inciso il CD consiste in Nico Parente (voce), Salvatore Camillo e Alessandro Cossa (chitarre), Carlo Cantisani (basso) e Giovanni Leone (batteria).
La copertina del CD è strana, con una sagoma umana sulla quale è sovrimpresso il numero sette, e dietro alla quale si vedono due corna che formano una mezzaluna. Il libretto contiene tutti i testi, una foto della band e le varie informazioni relative a questa pubblicazione.
"Humana Doctrina" è un'introduzione vigorosa, composta sotto il segno del death metal più puro. Si tratta di un brano strumentale semplice, carico di groove ed energia. Il suono è molto oscuro e minaccioso, e preparara il nostro stato d'animo a questo viaggio tra i sette peccati capitali.
"Schiavo D'Avidità", canzone che rappresenta l'Avarizia, non presenta particolari accelerazioni rispetto all'introduzione. Anzi, ne prolunga le sonorità, e quando varia non pigia sull'acceleratore, ma si sviluppa su ritmiche sempre cadenzate e soffocanti. I Clinicamente Morti puntano moltissimo sul dinamismo ritmico, che rende interessanti le canzoni senza perdersi in difficoltà compositive eccessive. Il quintetto si produce in una musica potente e priva di luce, più attenta all'aspetto complessivo della composizione, piuttosto che allo sfoggio di tecnica.
Dall'Avarizia si passa all'Invidia, con "Il Seme Dell'Odio". Brano nervoso, che punta molto su figure staccate e ritmiche spezzettate, sorprende nella sua apertura in occasione dell'assolo di chitarra. Inoltre, le linee vocali di Nico sono sempre dinamiche, e trascinano in maniera incredibile. Molto buono l'utilizzo dell'italiano per i testi.
"Fame Di Peccato", e qui arriviamo alla Gola, è una canzone un po' più spedita delle precedenti, ma lo stile compositivo del gruppo rimane invariato. I Clinicamente Morti fanno parte di quella schiera di death metal band più attente al groove ed all'impatto, piuttosto che alle miriadi di note e alle ritmiche al fulmicotone. Diciamo che i baresi possono aver preso più dai Deicide e dagli Obituary, piuttosto che dai Morbid Angel o dai Cannibal Corpse. Non che somiglino in modo particolare a qualcuno di questi gruppi, che data l'importanza hanno sicuramente influenzato in qualche modo la band: il mio è un discorso di attitudine, di modo di intendere il death metal. In più, spesso i Clinicamente Morti si liberano in successioni potenti di riff semplici e minimali: una traccia di modernità, che avvicina più volte i nostri ai territori del deathcore.
La Superbia trova il suo specchio ne "Il Culto Del Superbo". Traccia malvagia e nevrotica, si sviluppa attraverso tutta una serie di variazioni tritaossa, eseguite con perizia ed attitudine. Il brano rallenta anche, ed in questi momenti le parole ruggite dal cantante vengono enfatizzate. E' notevole come queste tracce siano diverse l'una dall'altra, pur mantenendo un suono così coerente. Buona la prova di tutti: peccato per il basso, registrato ad un volume inadeguato. Il suo lavoro è importante, e in questa canzone non soltanto ritmico. Purtroppo si sente così distante... Ah, buono l'assolo di chitarra.
In "Appetito Carnale", sul tema della Lussuria, fa capolino anche della melodia. Insomma, i Clinicamente Morti non ci fanno mancare nulla! Brano cazzuto, è costituito da un riffing bellissimo ed una severità esecutiva che inquieta l'ascoltatore, stringendolo tra le sue spire di malvagità. Gran bella prova!
"Il Giorno Dell'Ira" (mi pare inutile indicare a quale peccato faccia riferimento) è costruita su una serie di riff di valore, che avanza in maniera ostinata, cambio dopo cambio, senza dar segno di volersi fermare. Anzi, l'atmosfera di minaccia è palpabile dalla prima all'ultima nota.
Giungiamo alla fine con "Colpevole D'Indolenza", che fa capo al peccato di Accidia. Caratterizzato da un incedere insistente, il brano non concede sconti. La seconda parte è decisamente più tirata della prima, e il brano si conclude su una lunga coda melodica, che mette in luce tutte le capacità espressive di questo gruppo. Chiude una coda di chitarra acustica, che con la sua pioggia in sottofondo fa molto finale di "Floods" dei Pantera, eheh.
I Clinicamente Morti sono un gruppo in ascesa, e "7" ne mette in evidenza le qualità. Prima di adesso, li avevo ascoltati solo su compilation o nel loro sito di MySpace, ma ascoltarne un lavoro completo e tutta un'altra cosa. La musica brilla quindi per le sue sfaccettature, e la band mette in mostra una buona completezza. Ma il vero punto di forza è la brillantezza nel songwriting, che non si perde mai in inutili perdite di tempo, ma punta sempre al sodo. Affondando i denti nel collo dell'ascoltatore, ma seducendolo anche con le sue ritmiche irresistibili. Un buon lavoro, per una band interessante che, ne sono sicuro, non fermerà qui la sua evoluzione, ma ci regalerà in futuro dischi ancora più belli.
(Hellvis - Agosto 2008)

Voto: 7


Contatti:
Mail Clinicamente Morti: aenima87@virgilio.it
Sito Clinicamente Morti: http://www.clinicamentemorti.it/

Sito Extreme Agency: http://www.myspace.com/extremeagency