CHTHONIC
Relentless Recurrence
(Ristampa)
Etichetta: SPV / Deathlight Records
Anno: 2007
Durata: 56 min
Genere: black metal melodico
Non tratterò in questa sede delle note biografiche degli Chthonic. L'ho
già fatto, e diffusamente, nella recensione del DVD + doppio CD live "A
Decade On The Throne", lussuosa celebrazione dei primi dieci anni di
esistenza della band.
Tanto per rinferscarvi la memoria, comunque, "Relentless Recurrence" è
stato pubblicato nel 2002. La formazione dell'epoca vedeva Freddy alla
voce e al violino, Jesse alla chitarra, Doris al basso, Viven al
sintetizzatore e A-Jay alla batteria. Attualmente il violino è passato
a Su-Nung, Dani è il batterista e C-Jay è il tastierista. Il CD è
serigrafato. All'interno, ci sono due "libretti": uno con le traduzioni
in inglese delle canzoni. L'altro contiene una pagina per ogni canzone,
separate come tante fotografie, che mostrano immagini naturali,
astratte e la figura di una donna. C'è anche un fogliettino con scritte
rosse in cinese.
Abbiamo quindi a che fare con una ristampa, che ha cambiato
l'artwork. Quello nuovo è spettacolare (tanto per cambiare). Il
digipack è marroncino, è mostra l'immagine in negativo di una donna dai
capelli lunghi. Spettrale.
L'album è aperto da "Nemesis", un'introduzione misteriosa,
crepuscolare, caratterizzata dai vocalizzi di un soprano, i samples di
un coro femminile orientale, ed una distesa melodia ambient, carica di
malinconia. Essa prepara il terreno per "Onset Of Tragedy" (ah, ricordo
che i titoli originali sono tutti in cinese). Si tratta di una canzone
in puro Chthonic-style: molto melodica, con un arrangiamento
intelligente e sofisticato, di matrice europea e ben suonata. E com'è
tipico di questa band, manca un po' quell'elemento inquietante che può
distinguere un ottimo gruppo di black melodico da un altro. Eh sì,
perchè la melodia può essere un'arma a doppio taglio, e talvolta può
smussare i lati più malefici del black. Sono tanti i gruppi "innocui"
nel gran calderone del black melodico, e gli Chthonic sono fra questi.
Se però vogliamo escludere la negatività come un elemento fondamentale
del black, e volessimo considerare il black melodico come un genere a
sè, beh, questi ragazzi sono molto preparati, e la qualità di
registrazione è pulita e grintosa.
"Obituary Runing" è un intermezzo spettrale, capace di evocare
immagini notturne e distanti. Ed ecco, questi passaggi sono invece in
grado di inquietare, e di intrigare gli amanti delle sensazioni più
funeree.
"Grievance, Acheron Poem" è un altro esempio delle qualità degli
Chthonic. Mantenendosi fedeli al loro stile, mettono in primo piano la
melodia delle tastiere, con la chitarra impegnata nella ritmica. La sei
corde sale in primo piano quando il tutto si incattivisce, sempre ben
sostenuto da una sezione ritmica di prim'ordine. Da sottolineare le
vocals stentoree e malatissime di Doris. Freddy è invece in grado di
esibirsi sia in un gutturale aggressivo, che con urla sguaiate e
potenti. Gli Chthonic reggono bene il confronto con i concorrenti
europei, grazie anche ad una qualità esecutiva sicura e precisa.
Proprio per questo a volte tendo ad essere un po' severo con loro (lo
sono stato anche recensendo il DVD): sono molto bravi, ed è un peccato
che si limitino quasi sempre a scelte così scontate. Soprattutto per
quanto riguarda la tastiera: in fase ambient, è fantastica; nel suono
d'assieme, a volte sembra limitarsi al compitino. Bella e spettrale la
voce femminile; non molto intonata, ma adeguata al ruolo. Ah, riguardo
al testo, fa un po' sorridere questo riferimento all'Acheronte ed
all'Inferno, quando in genere il gruppo si dedica ai miti del suo
paese!
"Revert To Mortal Territory" si presenta subito come una canzone
violenta, che non vuole scendere a compromessi. Oltre a quelli già
presenti nella sua musica, ovviamente. Quando tirano al massimo,
riescono a far paura. Talvolta però optano per momenti più delicati, e
per le solite melodie un po' ruffiane, un po' naif.
Altro intermezzo, "Funest Demon Born" vede Freddy alle prese con
il violino tradizionale cinese, quello a due corde e suonato in
verticale, accompagnato dal pianoforte.
"Vengeance Arise", nel bene e nel male, riprende gli stilemi dei
brani precedenti. Rimane ferma la gamma espressiva del gruppo, molto
varia. Descrivere queste traccie, talvolta diventa un po' imbarazzante.
Questo perchè, seppur diverse le une dalle altre, presentano gli stessi
pregi e gli stessi difetti. A favore di questa traccia, l'uso del
violino cinese garantisce al tutto quella sensazione di "orientale" che
non guasta.
"Slaughter In Tri-Territory" esemplifica al meglio quanto scritto fino
ad ora, gestendo con cura melodia e violenza. I miei complimenti alla
sezione ritmica, sempre abile a sostenere la band con cura. Senz'altro
una delle canzoni migliori del lotto!
"Grab The Soul To Hell" pigia di nuovo sull'acceleratore, per
mostrare il volto più cattivo del gruppo, ed in questo caso anche il
thrash ed il death hanno il loro spazio. Beh, questo miscuglio di stili
è insito nel black melodico del 2000, ormai evolutosi per una sua
strada. Ma, come al solito, i momenti migliori si hanno nei momenti di
pausa, durante gli spettrali interventi ambient. Soprattutto è curioso
l'uso del cinese, un'altro dei punti di forza del gruppo. Quando Jesse
strilla, non è che la cosa si intuisca più di tanto. Ma durante le
parti narrate, beh, il cinese si sente eccome!
Dopo qualche minuto di silenzio, ecco partire la ghost-track che
dà il titolo all'album. Bella, sullo stile delle altre, forse un po'
più malvagia (nel senso Chtonic del termine, ovviamente!).
Un buon disco, questo "Relentless Recurrence": l'ampio uso della
melodia e gli arrangiamenti strutturati potrebbero renderlo piacevole
anche ai detrattori del black. Una buona riscoperta, che ha
nell'artwork bellissimo un punto di forza notevole.
Gli Chthonic non sono il gruppo del futuro, ma di sicuro sanno quello che fanno, con coerenza e professionalità.
(Hellvis - Settembre 2007)
Voto: 7
Contatti:
Sito Chthonic: http://chthonic.org/
Sito SPV: http://www.spv.de/
Sito Deathlight Records: http://www.deathlight-records.com/