CHEOPE
Downloadideas

Etichetta: Heartlines Music / Alkemist Fanatix
Anno: 2007
Durata: 74 min
Genere: nu-progressive metal


Finalmente! Una bella ventata di freschezza nel panorama muffoso del progressive metal italiano! Ci voleva! I Cheope sono una band romana nata nel 1999 che, a dispetto del nome legato all'immaginario antico dell'Egitto dei faraoni, ha dato vita ad un personalissimo stile che la band chiama nu-progressive metal. La definizione è assolutamente calzante, dato che il gruppo riesce a fondere due stili apparentemente agli antipodi, conciliandoli in un mix che non solo funziona alla perfezione, ma in cui i due aspetti si alimentano a vicenda smussando i difetti dell'uno con i pregi dell'altro. I Cheope prendono l'eleganza del prog metal dei Queensrÿche, senza dimenticare un alone degli onnipresenti Dream Theater, soprattutto per quanto riguarda il riffing; lo mischiano all'energia moderna di System Of A Down, Tool, Korn e perfino Slipknot, ed ecco pronto un disco, "Downloadideas", che convince sotto ogni aspetto. Da una parte, infatti, la componente prog aggiunge melodia, ricercatezza ed eleganza al songwriting, mentre dall'altra il groove del nu-metal impedisce che le composizioni si trasformino nel solito freddo esercizio di stile, dando una bella scarica di adrenalina ad ogni singola canzone.
L'impresa, che sulla carta può sembrare semplice, è tutt'altro che immediata: più d'uno infatti si sarebbe perso nel tentativo di fondere queste diverse realtà, invece i Cheope riescono a farlo senza problemi, complice anche una preparazione tecnica invidiabile, che permette loro di affrontare composizioni così sfaccettate senza perdere il timone.
Immaginate un muro di riff perfettamente bilanciati tra potenza e precisione, che si poggia su una struttura ritmica strabiliante, che vede il suo punto di forza nell'ineccepibile performance di Dario Sacco, un batterista di raro gusto che non si limita a dettare il ritmo, ma riempie le composizione con il suo tocco robusto, pieno di groove, spesso giocato sul sapiente uso delle percussioni. A questo poi aggiungete la voce di Erk Scutti, perfettamente in linea con la musica, che si modula senza problemi nel corso delle canzoni, passando senza problemi da momenti più melodici a ringhi rabbiosi, a seconda delle necessità. Perfetto, il risultato è l'universo dei Cheope, con tutto il suo fascino.
Inutile entrare troppo nello specifico delle canzoni, dato che il livello va sempre dal buono all'ottimo. La struttura di base rimane quella descritta e la band riesce a dosare sapientemente tutti i vari elementi del proprio sound, sia negli episodi più diretti e immediati ("Leave Me Alone"), che in quelli più intricati e progressivi ("Tell Me Why", "Hypnosis"). Vale però la pena di citare un brano in particolare, "Again", un piccolo capolavoro di arrangiamenti: il brano parte in sordina, con un attacco elegante e le chitarre pulite che riportano alla mente gli episodi più catchy dei Pink Floyd di "The Wall", poi il pezzo si anima di riff metallici e parte la follia con uno stacchetto tribale che farebbe invidia ai migliori System Of A Down. Applausi.
Insomma, il CD funziona, questi ragazzi ci sanno fare davvero e non ci sarebbe davvero di che lamentarsi. Io però mi diverto a trovare il pelo nell'uovo e voglio sottolineare l'unica cosa che secondo me impedisce al CD di essere impeccabile: la durata. Non mi stancherò mai di ripeterlo, si contano sulle dita di una mano le band che riescono a riempire 60/70 minuti di musica senza far calare l'attenzione dell'ascoltatore. Il rischio è quello di far perdere dei buoni brani nel marasma generale o di abbassare la qualità dell'album con riempitivi. Personalmente credo che togliendo 20/25 minuti al CD la fruizione sarebbe stata molto più fluida e non lo dico perché ci siano brani da buttare. Semplicemente un buon compromesso avrebbe reso più snello il tutto. Poi si sa, questi sono pareri personali: se a voi i dischi molto lunghi non dispiacciono, allora non indugiate e lasciatevi rapire da questa ottima band. Se invece siete come me... Compratelo lo stesso! Questo disco vale lo sforzo di stare attenti per un'ora e un quarto! Consigliatissimi!
(Danny Boodman - Marzo 2007)

Voto: 8


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