CHAOS CORE
Born In Silence
Etichetta: X-Treme Rising / Alkemist Fanatix
Anno: 2009
Durata: 44 min
Genere: death metal melodico e tecnico
La copertina, dai colori caldi e rossastri, ci mostra in primo piano i
fusti alti e stretti di alcuni alberi. All'orizzonte, seminascosto
dalla vegetazione, il sole sta tramontando. Ben diverse sono invece le
immagini presenti nelle sedici facciate del libretto, collegate ai
testi e di ispirazione principalmente cyberpunk. Ci sono anche due
fotografie dei musicisti, vale a dire David Bonacchi (voce), Diego
Gavazzi e Andrea Pierozzi (chitarre), Matteo Giomi (basso) e Alfeo
Ginetti (batteria).
Questa è la grafica di "Born In Silence", album d'esordio dei
toscani Chaos Core. Il full-length corona un percorso artistico
iniziato nel 2002, e scandito dalla pubblicazione di due demo: "The
Landscape Of Greed" (2005) e "Destiny Machine" (2006).
"Born In Silence" è stato regsitrato tra l'ottobre ed il novembre
2007, presso lo studio All Music di Firenze, sotto la supervisione di
Francesco Felcini. Il missaggio ha avuto luogo invece nello Studio 63
di Ravenna. Alle registrazioni, hanno partecipato i chitarristi ospiti
Dario Cioffi e Marco Ferro.
L'album è aperto da "Lust For Pain". Le coordinate stilistiche di
questo brano la dicono lunga sulla proposta musicale del quintetto. Ci
troviamo di fronte ad un death metal melodico articolato e tecnico, che
riunisce in sè le influenze più disparate. Lo studio di registrazione
ha garantito ai Chaos Core un suono denso ed intenso, e ne valorizza al
meglio l'arrangiamento, data anche una certa nitidezza timbrica. Ogni
passaggio di questa canzone evidenzia quanta cura ci abbiano messo i
musicisti nella sua realizzazione. Nessuna nota è lasciata al caso, o
sprecata. Ogni minimo particolare è studiato con notevole perizia, sia
esso melodico, tecnico o ritmico. Il gutturale profondo di David
enfatizza la potenza esecutiva del gruppo, sempre ai massimi livelli.
"Lust For Pain" è davvero una buona traccia d'apertura (una curiosità:
ho avuto già in passato il piacere di ascoltarla, nella compilation
"Invasione Totale Mini").
Impatto e tecnica sono anche i punti di forza di "Links", seconda
canzone in scaletta, e dall'impeto più aggressivo della precedente. E'
sempre un piacere ascoltare le composizioni di questa band toscana, ed
apprezzarne gli arrangiamenti vivaci e creativi: le linee di basso sono
sempre complesse, e contribuiscono in modo decisivo al suono d'assieme;
le chitarre hanno un affiatamente spaventoso, ed arricchiscono la
musica con tante coloriture tecniche e di buon gusto. Non bisogna
sottovalutare nemmeno il lavoro di Alfeo alle pelli, sempre molto
preciso e potente. "Links" è un brano avvicincente, dal buon tiro.
"The Alkemist" è una composizione nervosa, ma dotata di una melodia
severa e vagamente malinconica. Infatti, la furia esecutiva dei nostri
è stemperata da aperture melodiche più ariose, dal sapore quasi gothic
metal dei tempi che furono. Una nota di merito al lavoro della chitarra
solista, sempre curato e cantabile."The Alkemist" è una canzone
simbolo, perchè risponde in pieno alla definizione di death metal
melodico. Mi ha portato alla mente i Dark Tranquillity del periodo
d'oro, quelli di "The Gallery" con qualche ammodernamento in più.
L'influenza svedese è palese, a differenza ad esempio di "Lust For
Pain", brano nel quale il death melodico dei Chaos Core appare
influenzato anche dai Death e da altre realtà musicali non
necessariamente scandinave.
"Tormento" era già apparsa nel demo "Destiny Machine". E'
contraddistinta da una pesantezza spaventosa, appena appena mitigata
dalla velocità ritmica. Qualche riff, addirittura, potrebbe sembrare di
ispirazione black, se non fosse poi fagocitato dalla furia esecutiva
dei nostri. Idea dopo idea, riff dopo riff, tutto viene masticato,
triturato e sputato fuori in forma diversa, ma sempre coerente con le
idee iniziali. Alla quarta canzone in scaletta è ormai evidente come i
Chaos Core siano in possesso di un suono maturo e ben definito.
"Cages Of Bitter Words", anch'essa presente nel vecchio demo, evidenzia
nuovamente il lato più malinconico dei nostri. Sì, talvolta la musica
dei Chaos Core si esprime tramite melodie meste, che riescono ad essere
introspettive nonostante l'aggressività non venga mai meno. Al massimo,
in alcuni passaggi i suoni tendono ad essere un po' più soft, come ho
scritto prima ai limiti del gothic metal. Si tratta però sempre di
momenti, perchè l'accelerazione è costantemente dietro l'angolo. E la
rabbia, anche se soffocata, è sempre presente. "Cages Of Bitter Words"
è comunque una di quelle composizioni non di altissimo livello, che
penalizzano il valore di un album quale "Born In Silence". In effetti,
quando il death melodico dei nostri si fa così derivativo (come anche,
ad esempio, in "The Alkemist"), i Chaos Core perdono quel fascino e
quella personalità evidenti in "Lust For Pain". Sembra si limitino a
variare su copioni già scritti, e questo è un male. A poco servono i
passaggi più jazzati: sono soltanto altre variazioni, e non compensano
la scarsità di idee.
"Fifth Sun", per fortuna, vede i Chaos Core rialzare finalmente la
testa. Il songwriting appare compatto ed esuberante: si noti la
complessità dell'arrangiamento, ma anche l'esecuzione "sentita" e
coinvolgente. Ma quando sembra che tutto vada in crescendo, ecco farsi
strada una seziona acustica affascinante, inattesa. Un break che
enfatizza il successivo ritorno a sonorità più possenti. La melodia,
ovviamente, è presente anche qui: i giri d'accordi, però, sono
personali e non scontati. Sì, il richiamo a certo death melodico
svedese è sempre presente, ma il gruppo dimostra di saperlo
interpretare secondo la propria estetica. "Fifth Sun" è una prova di
carattere.
"Amon-Ra" è un'altro residuo del demo "Killing Machine" (l'altra
sarà, ovviamente, la traccia con questo titolo). Complessivamente, e
per fortuna, le canzoni più recenti mostrano dei passi avanti decisi in
quanto a personalità. Ma anche "Amon-Ra" non è così asservita ai canoni
stilistici del death metal melodico di matrice svedese. Anzi, si può
considerare come uno degli episodi migliori del CD: avvincente, ricca
di suspence, travolge ed affascina. Le melodie orientaleggianti ci
stanno, anche se un po' scontate. "Amon-Ra" funziona, funziona alla
grande, ed i Chaos Core hanno fatto benissimo a riproporla. Ottimo
lavoro.
L'inizio misterioso, oscuramente quasi prog, di "Waning Picture" è
un crescendo di sensazioni, ed anche una prova di grande sensibilità
artistica. I Chaos Core hanno un potenziale davvero immenso, ed è un
peccato che talvolta sia inflazionato da un'adesione eccessiva ai
canoni di un genere che, ormai, sembra mostrar la corda, per colpa di
tutti quei gruppi che l'hanno riproposto all'infinito senza rinnovarlo.
L'estetica progressive che caratterizza "Waning Picture" rappresenta la
marcia in più di questa composizione, la cui melodia risulta essere
piuttosto nella norma. La bravura esecutiva dei nostri, la scelta dei
suoni, delle figure ritmiche riescono comunque a far colpo
sull'ascoltatore.
"Destiny Machine" è un'altra dimostrazione di come i nostri
sappiano esprimersi egregiamente, quando vogliono. L'arrangiamento è
molto interessante, poichè strizza a volte l'occhio ai Death, talvolta
anche ad altri gruppi (un passaggio, addirittura, mi ha ricordato gli
Opeth). Come di consueto, i Chaos Core riescono ad infondere
naturalezza anche alle battute più arzigogolate, e questa è una prova
della sicurezza tecnica dei musicisti. Ovviamente, la tecnica non è
tutto. Per fortuna, a volte i pistoiesi dimostrano di avere anche delle
idee. E quando lo dimostrano, i risultati sono stupefacenti. E' un
peccato che non riescano ad esprimersi sempre al meglio: non
dimentichiamoci, però, che "Born In Silence" è comunque un disco
d'esordio! E che il gruppo, sebbene sia attivo dal 2002, ha ancora
tempo e possibilità di affinare le proprie qualità, e di crescere.
"Fog" è l'ultima composizione dell'album. In essa, gli elementi
progressive incontrano un'estetica genuinamente gothic, ed il risultato
è senza dubbio interessante. Ottimi anche i passaggi più jazzati.
Quando il gruppo interviene al gran completo, la melodia rimane sempre
comunque in primo piano. E, se la sezione ritmica crea e sostiene con
talento, la chitarra solista regala emozioni, grazie alle melodie
sempre azzeccate e di ottimo livello. "Fog" è uno strumentale che
dimostra quanto sia grande il potenziale dei nostri.
Che bell'album, dunque, questo "Born In Silence". Sicuramente, i Chaos
Core sono uno dei gruppi più sicuri e creativi della scena death
melodica italiana. Ad essi manca ancora quel briciolo di personalità in
più, capace di rendere la loro musica unica ed inconfondibile. Il loro
grande talento è espresso al meglio solo a tratti, o solo in alcune
composizioni. Altre volte, è invece limitato dall'osservanza stretta di
stilemi e caratterstiche tipiche dei gruppi storici. E questo è un
peccato. Perchè, a parer mio, i Chaos Core hanno la possibilità di
esprimersi in maniera veramente personale. E' solo una questione di
volontà, e di fiducia in sè stessi.
Auguro al gruppo di trovare presto la forza per compiere quel passo in
avanti, così piccolo ma decisivo. Nel frattempo, gli amanti del death
melodico potranno comprare "Born In Silence"in tutta tranquillità: è un
disco piacevole, potente e tecnico, ricco di espressività e di idee.
(Hellvis - Febbraio 2010)
Voto: 7.5
Contatti:
Sito Chaos Core: http://www.myspace.com/thecoreofchaos
Sito Alkemist Fanatix: http://www.alkemist-fanatix.com/