CEREBRAL TURBULENCY
Impenetrable
Etichetta: Khaaranus Productions
Anno: 2001
Durata: 35 min
Genere: grindcore
Rispetto al precedente "Forces Closing Down" la line-up è ancora cambiata, sono rimasti il solito batterista Michal e il bassista Robert. L'innesto di Adam alle chitarre e del grandissimo Robin alla voce ha cambiato il volto di questo gruppo, trasformandolo in una delle realtà più belle del panorama grindcore, quantomeno secondo i miei gusti!
La Repubblica Ceca possiede la scena grind più bella in assoluto (non sono il solo a pensarla così); invece che scrivere tonnellate di nomi per sostenere questa tesi vi consiglio di spulciarvi per bene i cataloghi della Bizarre Leprous e della Obscene, tanto per iniziare. Comunque, con "Impenetrable" e poi con "Germ Of Error" i Cerebral Turbulency si sono guadagnati un posto tra i primissimi nomi di casa loro, e non solo.
Chitarristicamente il disco in questione deve molto all'hardcore (e al crust), comunque non credo che questo vi debba spaventare se non gradite particolarmente il genere, nel complesso l'album è totalmente grindcore. I riff sono composti per la maggior parte delle volte solo da successioni di accordi dannatamente catchy, ma le canzoni non risultano mai troppo simili (anche facendo solo accordi non sono pochi i modi con cui si può plettrare). Qualche volta ci sono riff di tipo diverso, ad esempio più veloci e velenosi, quasi tendenti al death, ma sono episodi sporadici.
Non è finita qui, perché "Impenetrable" è una figata soprattutto grazie alle parti di batteria e alle vocals.
Michal è migliorato moltissimo, qua ci sono un po' tutti i ritmi e i tempi che servono: dai midtempo tupa-tupa, ai blast-beat belli veloci, a certi tempi che fanno venir voglia di saltare come un matto. Il drumming è potente, vario e azzeccatissimo in ogni passaggio, ma riesce a mantenere anche un sano alone di minimalismo. Non ci sono soluzioni che ti lasciano di stucco per particolare inventiva o abilità nell'esecuzione, ma è tutto fottutamente al suo posto, e non cambierei una virgola di come è suonata la batteria qui. Va detto che Michal punta molto sulla timbrica per stuzzicare l'ascoltatore, così vengono usati spesso piatti come il china, lo splash e soprattutto una specie di campanaccio dal suono fighissimo (sembra uno di quelli che portano le mucche al collo), ma senza esagerare, questi suoni sono particolari ed un loro abuso li avrebbe in un certo resi inutili. La cassa è triggerata e ha il tipico suono "tic" che normalmente aborro, qui invece sta bene (per questioni di mixaggio direi).
La voce di Robin è una delle mie preferite in assoluto. Il "ragazzo" (dall'aspetto veramente bizzarro, non parliamo di come si muove dal vivo ahahah!) varia molto: per la maggior parte del tempo usa un growl urlato molto particolare e potente, di tonalità medio-bassa e poco modulato, ma può fare anche dei versi tipo maiale, bassissimi e divertenti, inspirando col naso. Questa tecnica mi fa impazzire. In più qualche volta ci sono anche growl gorgoglianti ottenuti col pitch-shifter, oppure qualche urlo più pulito da gruppo hardcore. Infine Robert, il bassista, affianca spesso Robin col suo screaming rabbioso e potente, qui di tonalità media. Il suo non è affatto un ruolo marginale per quanto riguarda le parti vocali del disco. Comunque la cosa figa della voce è che svolge una funzione molto ritmica - spesso sottolineando i tempi saltellanti della batteria - contribuendo ad aumentare il feeling catchy ed incalzante che caratterizza tutto "Impenetrable". Fosse per me definirei questo disco "dancing grindcore" eheheh.
La produzione è ottima, si distingue tutto benissimo, i suoni sono definiti e potenti ma non leccati, e l'accento è posto sulla grassa distorsione delle chitarre, si punta più sulle frequenze medie rispetto allo standard delle altre produzioni del genere.
Il disco nell'insieme funziona veramente bene, fa venire una voglia di muoversi irresistibile, alle sfuriate si alternano parti più cadenzate che fanno venire voglia di ballare come deficienti, merito di tutti i componenti che insieme creano qualcosa di unico. E' stata dura scrivere questa recensione, perché ascoltando il disco non riesco a stare molto seduto. Inoltre non ci sono intro/outro rompicazzo, le 26 canzoni scorrono senza molta pausa tra una e l'altra, l'assalto è continuo.
Chi ha una minima familiarità col genere non troverà neanche un passaggio o un cambio di tempo "inaspettato", ed è questa la forza di questa musica, scorre esattamente come vuoi e come ti aspetti che scorra, ma lo fa con il classico "tiro della madonna". Senza contare che non mi sentirei di paragonare questi "nuovi" Cerebral Turbulency a nessun altro gruppo, li trovo veramente personali come sound.
A livello di "finezze" devo segnalare un paio di assoli sognanti dal feeling particolarissimo ("Adios A Las Coridas" e "Harmless Citizien"), creano un'atmosfera strana, un contrasto molto interessante. Ogni tanto vengono anche usati degli scratch (quella roba che fanno i DJ sui vinili), sempre al posto giusto - sentitevi ad esempio la meravigliosa "Throw Your Mask Away".
Ah dimenticavo, finalmente i Cerebral Turbulency si presentano con una copertina decente, un artwork decisamente... verde. I testi trattano in generale le solite tematiche sociali, nel solito modo diretto e senza fronzoli (fuck questo, fuck quello).
A livello qualitativo il salto fatto con "Impenetrable" è enorme, non sapevo se dare 9 o 10 come voto, così ho messo 9emmezzo per evitarmi pippe mentali, fa troppo caldo; il succo comunque è che non bisogna lasciarsi sfuggire questo CD.
(bist - Luglio 2004)
Voto: 9.5
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