CELTIC FROST
(nota: si legge Keltik e non Seltik)
Emperor's Return
(EP)
Etichetta: Noise Records
Anno: 1985
Durata: 21 min
Genere: Black/Thrash Metal
L'EP "Emperor's Return" venne pubblicato dai Celtic Frost nel 1985, poco tempo dopo "Morbid Tales" (vedi recensione). Nonostante i dubbi della Noise Records, grazie al disco di debutto la band svizzera già incominciava ad attirare a sè un sempre crescente numero di fans. Al tempo stesso era lampante che i Celtic Frost non erano semplicemente gli Hellhammer con un nuovo nome ma una band autonoma ricca di nuove idee e formule espressive.
Terminate le registrazioni di "Morbid Tales", Tom G. Warrior ed Eric Martin Ain dovettero darsi da fare per rimpiazzare il defezionario batterista Stephen Priestly: quest'ultimo infatti non intendeva prolungare oltre la sua collaborazione con la band (salvo poi ritornare sui suoi passi dal 1988 giusto in tempo per l'interlocutorio "Cold Lake"). Dopo alcuni mesi di stasi dovuta proprio a questo problema, il sostituto fu trovato nell'americano Reed St. Mark. Quest'ultimo già suonava con una band svizzera ma non era soddisfatto della propria situazione. Gli venne suggerito quindi dai manager della sua etichetta di unirsi ai Celtic Frost, band che essi distribuivano. All'inizio St. Mark non era molto entusiasta alla prospettiva di dover suonare una musica così "strana" ma presto si ricredette e, dopo una sessione che si vocifera essere durata solo 30 secondi (!), diventò il nuovo batterista del gruppo di Warrior e Ain.
Reed St. Mark si dimostrò subito un batterista completo ma soprattutto un individuo dotato di creatività e di un'incredibile presenza scenica. Nonostante fosse piuttosto digiuno dell'ambiente heavy più estremo sicuramente godeva di un'esperienza internazionale superiore a quella dei due svizzeri. In pratica, al di là delle iniziali incomprensioni tecniche, i tre musicisti presto divennero un'entità unica e compatta dove ciascuno contribuiva al progresso musicale della band.
"Emperor's Return" è il primo frutto di questa collaborazione. Questo EP presenta cinque tracce di cui due ("Dethroned Emperor" e "Morbid Tales") erano già state pubblicate nella versione per il mercato americano del primo album ma erano assenti nella versione europea. "Circle Of The Tyrants", "Visual Aggression" e "Suicidal Winds" sono quindi le uniche tracce inedite.
"Circle Of The Tyrants" è un brano cadenzato molto valido, difatti verrà ripreso nell'album "To Mega Therion". Il testo è epico e amaro: è la riflessione di un uomo che ha visto la sua gloria svanire nelle ombre di un passato che non ritornerà più. Ancora una volta i Celtic Frost si dimostrano ottimi compositori di fangose melodie metalliche e Tom G. Warrior un discreto ma sensibile scrittore di testi significativi.
"Visual Aggression" è una canzone brutale come il titolo potrebbe far presagire. Non è un brano epocale ma sicuramente comunica un senso di violenza piuttosto pronunciato. Peccato che ricordi molto da vicino "Bloodlust" dei Venom.
"Suicidal Winds" invece è una bella canzone corredata da un testo altrettanto godibile. La musica anche qui è aggressiva e marcia come al solito. Il riff è irresistibile e la band dà un'ottima prova di affiatamento.
"Emperor's Return" non si differenzia stilisticamente da "Morbid Tales", fatta debita eccezione per la parte di batteria. Sicuramente ha rappresentato per i Celtic Frost un passo verso l'ulteriore maturazione del loro sound che si rivelerà splendidamente nell'album successivo, l'ottimo "To Mega Therion".
(Hellvis - Novembre 2002)
Voto: 7.5
Vale lo stesso discorso fatto per "Morbid Tales". Ho la versione in CD
dove sono ristampati entrambi e le differenze nello stile sono poche.
(gg - Gennaio 2003)
Voto: 9