CELESTIA
Apparitia - Sumptuous Spectre

Etichetta: Drakkar Productions
Anno: 2002
Durata: 43 min
Genere: Black Metal


I Celestia sono l'ennesimo gruppo francese capitatomi di recente, e per giunta di black metal! Anche loro accasati presso la Drakkar, come i norvegesi Tsjuder (recensiti su Shapeless), i Celestia danno alle stampe questi 43 minuti di desolazione, solitudine e misantropia davvero notevoli.
Questo album sembra provenire da un'altra epoca, da un tempo dove la musica che si suonava si sentiva dentro, non come oggi che si suona la roba che va per la maggiore. Il black metal dei Celestia è il grido disperato di tutti coloro che non si sentono parte di questo mondo, di tutti quelli che non ne condividono gli ideali futili e utilitaristici; infine di tutti quelli che percepiscono una sottile linea di tristezza che conduce le nostre esistenze, che cerchiamo vanamente di nascondere ma che poi viene sempre a galla, prima o poi.
Il black dei Celestia attinge a pienissime mani dai primi dischi di Burzum, infatti il nome del Conte mi è venuto subito in mente appena partito il CD, e specialmente con la seconda traccia, "Necromelancholic Reucries", con delle gradevolissime tastiere in sottofondo nel cantanto. Ma non inorridite, i Celestia fanno un uso più che minimale delle keyboards, infatti nel brano quasi non si sentono, e sono utilizzate solamente per creare un effetto particolarmente notturno; nelle restanti tracce non ce n'è. ehm, traccia!
Bel brano anche "Wandering Through The Past Memories", dotato di un efficace riff lugubre e malinconico, sorretto da una batteria in mid-tempo. Su "Perverted Decadent Dying Love" la voce diventa molto simile a quella del pazzo Attila Csihar, specialmente nei toni più bassi. "Spectra" è invece un brano veloce, con un bell'assolo finale, ma quello che non cambia sono i riff, sempre dal sapore misantropo e decadente. Stesso effetto che si crea anche su "The Fragrance Of The Dead Rose", introdotta da un arpeggio strappalacrime, ma che poi prosegue sparata, con dei riff su tonalità alte alla Gorgoroth (senza però raggiungere le velocità dei norvegesi).
Tirate le somme, abbiamo un album sincero, suonato con l'anima. Un CD certo non per tutti, data la proposta musicale decisamente settaria ed estrema. Ma anche un disco suonato bene, prodotto coerentemente con le tematiche e il genere: infatti abbiamo un suono certo non pulitissimo, non chirurgico, ma neanche un roglio sonoro, come se Giuliano Ferrara avesse fatto indigestione di fagioli messicani! L'unico punto debole dei Celestia sta senz'altro nel fatto che le canzoni si differenziano poco o niente tra di loro, cosa che salta fuori con evidenza quando si ascolta tutto l'album di fila. Alla lunga questa uniformità compositiva stanca, soprattutto i riff sono quasi tutti simili. Però non mi sento di penalizzare eccessivamente i Celestia, anzi, secondo me ci sono buone premesse per fare ancora di meglio nel futuro. Per adesso quest'album va bene così come è, non mi lamento. Bravi!
(Randolph Carter - Settembre 2003)

Voto: 8


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Sito Drakkar Productions: http://membres.lycos.fr/drakkar666/