CATCH 22
Soulreaper: Evilution / Devilution
Etichetta: Metal On Metal Records
Anno: 2008
Durata: 47 min CD1, 35 min CD2
Genere: US Metal
I Catch 22 hanno ormai una storia più che decennale, essendo stati
partoriti dalla mente di T. J. Berry, leader, chitarrista e cantante
nonché songwriter della band, nel 1992, con l'intento di suonare
classico heavy metal, proposito coltivato negli anni e tutt'oggi
mantenuto. Inutile soffermarsi maggiormente sulla biografia; basta
rendersi conto della passione che non accenna a scemare, e dopo sedici
anni riesce a portare il combo a produrre questo nuovo album,
interamente devoto al verbo metal, nient'altro che US Metal nella sua
forma più pura.
"Soulreaper" è il quarto full-length dei Catch 22, seguito a
"Through Eyes Of Pain" e "Time Reveals All", rispettivamente datati
1997 e 1998 ed autoprodotti dalla band, e "Awaken" del 2003, edito
dalla Molten Metal Records; l'attenzione della nuova indie italiana
Metal On Metal Records, indirizzata prevalentemente alla produzione di
band a cavallo fra il metal classico ed il thrash old style, ha
permesso ai Catch 22 di vedere il proprio lavoro venire alla luce nella
veste di doppio CD nell'aprile del 2008, dopo un anno e mezzo di attesa
(il CD è stato realizzato nel dicembre del 2006). Progetto quindi
sostanzioso e, in un certo senso, pretenzioso, parola che non deve
essere travisata e sviata dal significato che in sede di recensione
vuole assumere, ovvero progetto per il quale si è deciso di spendere
anche "più energie del dovuto" ed attendere il responso di critica e
pubblico per più di 80 minuti di musica, mole decisamente al di sopra
della media.
"Soulreaper" è stato scisso in un primo capitolo, "Evilution
Rising", ed un secondo dalle atmosfere più oscure, "Devilution
Descending", entrambi registrati da una formazione differente da quella
che troviamo attualmente in forza; il perno attorno al quale ruotano i
Catch 22, T. J. Berry, alle chitarre e voce, Mike Allen al basso ed
Andy Brookhart alla batteria. Oggi affiancano il mastermind Hank Ramage
al basso, Jesse Forrest alla chitarra ritmica e Joe Bailey alla
batteria.
Veniamo alla musica, con le composizioni che più forniscono il
proprio contributo alla buona riuscita dell'album; si parte con il
primo CD, "Evilution Rising", introdotto da uno dei brani migliori del
lotto, ovvero la titletrack dell'intero lavoro, "Soulreaper", una
classica galoppata heavy speed nella miglior tradizione imposta da
Judas Priest, Savatage e "surrogati" (un paragone che continua a
ronzarmi in testa rimanda ai Seven Witches di Jack Frost, con cui i qui
recensiti hanno moltissimi tratti in comune; senza dimenticare che i
Catch 22 sono nati prima!). Segue "Cyberchrist", ottimo compromesso fra
ritmiche serrate e tempi cadenzati, in cui si accentua la vena thrash
metal del terzetto USA, mentre "Atlantis Rising" esalta il lato più
melodico ed US Metal oriented, con l'inserimento di molte partiture
acustiche, caratteristica che contraddistingue moltissime sfaccettature
di Soulreaper. "Swimming With Sharks" prosegue il discorso intrapreso
in precedenza, e troviamo di seguito "-Innothing-", dal forte sapore
thrash e più diretta, pur mantenendosi sullo stile della band; lo
stesso vale per "Rising", che molto ricorda gli Iced Earth degli esordi
e celebra una forte propensione alla melodia stile NWOBHM.
Con "Crawling" e "Never" si schiudono le porte di "Devilution
Descending", dando sostanza a quanto detto in precedenza riguardo alla
sfumatura cupa di questo secondo CD (associabile ai connazionali
Manilla Road, con cui i nostri hanno molto a che fare), e ribadendolo
con "Vertigo", impreziosita da un solismo di pregevole fattura e dal
sapore orientale. "Lies of the Sinner" ritorna sui lidi di "Evilution
Rising", seguita a ruota da "Killing Floor" con il suo incedere a la
Exciter. Passando per ottimi compromessi fra melodia e potenza quali
sono le seguenti "Killing Floor", "T.F.A." e "Greed (I Can't Believe)",
si arriva alla conclusione di questo lungo cammino musicale, affidata
ad una breve trilogia, "Cycle of the Sick", che proclama ancora una
volta le qualità del songwriting della band (per dirla tutta, la
qualità del songwriting di T. J. Berry, il quale si è occupato della
quasi totalità dei brani, sia a livello musicale che "lirico") e
termina in crescendo un lavoro che ha il pregio di non presentare alti
e bassi, ma si mantiene su coordinate costanti e decisamente gradevoli.
Se l'obiettivo risulta essere riproporre in maniera personale un
discorso iniziato negli anni '80 da decine, centinaia di band, si può
asserire che i Catch 22 siano riusciti nell'intento; un filo conduttore
lega tutti i brani, una impronta che porta il nome di Catch 22, un
marchio ben impresso che dimostra come anche la riproposizione di una
musica identificata da molti (troppi) come obsoleta possa risultare
terreno fertile ed espressivo... insomma, una proposta che ha ancora
molto da dire, e difficilmente verrà spazzata via dai nuovi trend e
dalle nuove ondate "metalliche", che come tutte le mode passeranno in
sordina a breve termine, a differenza dell'inossidabile heavy metal che
da 30 e più anni resiste all'assalto e prosegue fiero sul proprio
cammino... keep the faith alive!!!
(PaulThrash - Gennaio 2009)
Voto: 8
Contatti:
Sito Catch 22: http://www.myspace.com/catch22metal
Sito Metal On Metal: http://www.metal-on-metal.com/