CASBAH
Russian Roulette - No Posers Allowed 1985 - 1994

Etichetta: Disk Union / B.T.H.
Anno: 2005
Durata: CD1 64 min, CD2 72 min
Genere: thrash


Dopo il nuovo Gonin-Ish e la ristampa dei Jurassic Jade, l'etichetta giapponese ci propone come terza uscita un'altra ristampa antologica. Stavolta tocca ai Casbah, giapponesi anche loro. I Casbah si erano formati nel 1983, la prima pubblicazione ufficiale è il singolo "Live" del 1985, seguito dall'EP "Russian Roulette" del 1986. A questi sono seguiti 5 demo, fino al 1995, quando il gruppo firmò un contratto con la RoadRunner sezione giapponese. Per questa etichetta hanno pubblicato il primo album ufficiale "Bold Statement" nel 1997, seguito da "Dinosaurs" (una raccolta di brani vecchi ri-registrati) nel 1998 e dai due mini "Barefooted On Earth 1-2" nel 1999. Il gruppo si è sciolto nel 2000. L'unico membro fisso della line-up è stato il cantante Taka Hatori, gli altri posti hanno visto vari avvicendamenti.
Questa uscita della B.T.H. è composta da 2 CD, che contengono tutto il materiale registrato dal 1985 al 1994. Le canzoni sono ordinate in ordine inverso rispetto alla data di uscita: si parte dal lavoro del 1994 risalendo via via fino al 1985. Per la precisione ecco come sono composti i CD.
CD 1: tracce 1-3 da "March Of The Final Decade" (demo - 1994); tracce 4-7 da "Swan Song" (demo - 1992); tracce 8-10 da "The Cloning" (demo - 1991); traccia 11 dalla compilation "Heavy Metal Force III"; la traccia 12 è il loro cavallo di battaglia live "Bone Head", preso da una registrazione live e mai registrato ufficialmente.
CD 2: tracce 1-4 da "Believe Or Bleed" (demo - 1989); tracce 5-8 da "Infinite Pain" (demo 1987); tracce 9-10 da "Russian Roulette" (EP - 1986); tracce 11-12 da "Live" (7" - 1985).
Lo stile rientra sempre nel thrash metal, cambiando leggermente col passare del tempo. Nei primi lavori i Casbah suonavano del thrash grezzo, ignorante e bello violento. Possono ricordare quello che all'epoca facevano i vari Kreator, Bulldozer e compagni vari. Le canzoni erano belle tirate e scarne, con dei riff semplici ed assoli approssimati. La voce era bella grezza e cavernosa. Pian piano si sono spostati verso il lato americano (direi primi Sacred Reich), raffinando la tecnica (relativamente parlando), aggiungendo qualche melodia e qualche spunto hardcore, rallentando un po' ma con un tasso di aggressività sempre bello elevato.
Riguardo la qualità, le canzoni le ho trovate godibili. Non ci sono capolavori, almeno secondo il mio giudizio, ma nemmeno cadute di tono. Si tratta di thrash classico puro stile anni '80, niente di schizzato come potevano essere i loro conterranei Doom o Shellshock. A loro merito va detto che hanno cominciato assieme ai mostri sacri del genere, quindi non si può certo dire che i Casbah si siano accodati al carrozzone. A mio discapito va detto che dopo quasi 20 anni che ascolto thrash metal, questo materiale antologico non mi ha esaltato. Se li avessi ascoltati all'epoca li avrei valutati in maniera più positiva. Ascoltandoli adesso non posso fare a meno di confrontarli con i capolavori storici, e dire che non arrivano a quei livelli.
I suoni sono belli grezzi e violenti, ma contando che siamo di fronte a materiale ripescato da demo e singoli vari mi posso dire soddisfatto, la resa è buona. La confezione non ho la minima idea di come sia, ho in mano i promo CD-R nudi e crudi. Sul sito della B.T.H. sembra che per copertina abbiano usato quella dell'EP "Russian Roulette", un disegno trash come usava all'epoca di una donna che si spara in tempia (ovvio!) e con metà testa spappolata.
In conclusione, si tratta di una ristampa interessante a livello antologico, visto che i Casbah proprio non li avevo mai sentiti nominare, ed include molto materiale ormai introvabile. A livello qualitativo siamo su buoni livelli, ma senza raggiungere picchi esaltanti. La classica uscita per i maniaci del genere: se non avete ancora finito la fame di thrash e siete alla caccia di tutti i buoni gruppi di seconda fascia, eccovene servito un altro.
(teonzo - Giugno 2006)

Voto: 7.5


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Mail Disk Union: diw@diskunion.co.jp
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