CARCASS
Reek Of Putrefaction
Etichetta: Earache
Anno: 1988
Durata: 39 min
Genere: GoreGrind
Siamo agli inizi del movimento Grindcore, detta molto in breve
un'esagerazione totale del punk che prevede canzoni cortissime,
velocità e aggressioni smisurate, mandando decisamente al diavolo
tutto ciò che è melodia, tecnica e raffinatezza. Il gruppo simbolo
sono i Napalm Death, il cui chitarrista Bill Steer formerà appunto i
Carcass. La differenza rispetto all'altro gruppo inglese è notevole:
musicalmente la Carcassa è meno punk e meno veloce (anche se
l'ignoranza con la quale è realizzato il tutto è qualcosa di
spaventoso) ma guadagna in potenza e soprattutto introduce, nei testi
e nelle atmosfere, il gore.
Non sentite la puzza di cadavere in decomposizione, bruciato e
mutilato??? Non osate dichiarare di essere amanti del marciume più
esasperato e del macello fine a se stesso senza compromessi, se non
avete mai sentito questo disco.
Questi giovincelli propongono canzoni dalla struttura non proprio
convenzionale, ma con riff veramente semplici e d'effetto. La batteria
è spesso lanciatissima, chitarre ritmicamente vomitate che
impazziscono in pungenti e schizofrenici "assoli" (ma sarebbe meglio
chiamarli noise), e due voci pazzesche, quella in growl di Bill Steer
e quella in screaming del bassista Jeff Walker, che in seguito si
occuperà da solo delle linee vocali e sarà lodato in massa soprattutto
per "Heartwork". Inutile dire che sono quanto di più grezzo e marcio
si possa desiderare, Walker in particolare per me è una divinità, la
luce da seguire (anche senza considerare ciò che farà in seguito,
molto più ragionato), in tutti i casi sicuramente uno dei più grandi
nomi tra gli screamer della scena estrema.
Sicuramente avrete dei problemi nell'assimilare 'sta roba e servirà
qualche ascolto, non per complessità o altre minchiate (sebbene i
pezzi non siano poi così semplici!), ma perché, come i nostri
all'inizio non sapevano suonare, non sapevano neanche registrare.
Insomma il marciume della musica viene reso incomprensibile alle
orecchie del povero ignaro da un effetto "nucleare", sembra che
abbiano preso un disco e lo abbiano sottoposto a radiazioni e
chemioterapia, il suono è "passivo", non aspettatevi i powerchord
roboanti come nei gruppi Metal, ma un olocausto di bassi puzzolenti e
collassati.
E poi i testi... uh... girava la leggenda che i componenti del gruppo
fossero iscritti alla facoltà di medicina e amassero le autopsie.
Questo non è vero, ma non c'è da stupirsi di questa voce. Riempire tre
dischi parlando delle manifestazioni "materiali" della morte e senza
ripetersi, io non so ancora come facessero a tirar fuori tutti quei
termini tecnici e nuove idee...
Questo disco è la macelleria perfetta, un capolavoro di putredine che
considero irraggiungibile, nonché fonte d'ispirazione di numerosissimi
gruppi di ieri e di oggi (inaugurando una corrente Grind). I Carcass
poi cambieranno stile ad ogni disco, andando in territori Death Metal
sempre più pensato, fino ad inserire melodie e semplificare le
canzoni. A parte un ultimo disco meno ispirato, sono tutti lavori
eccellenti, ma se avete sentito qualcosa dei Carcass che non vi è
piaciuto date al gruppo un'altra possibilità perché sono tutti lavori
diversissimi.
(bist - Luglio 2002)
Voto: 10
Grrrrrrriiindd!!! Non posso che ripetere quanto detto da Beast '84: putrefazione, marciume, ignoranza compositiva: tutto quello che serve per un album estremo. E` entrato da poco nella mia collezione, e ancora non riesco a riconoscere le canzoni, anche perche` sono tantissime (ben 22).
(gg - Luglio 2002)
Voto: 8
Insano, malatissimo, brutale, grezzo, psicotico...
descrivere "Reek Of Putrefaction" coincide col descrivere il Grind così come
dovrebbe essere! Un album sicuramente non per tutti, e che vanta un valore
storico non indifferente: indimenticabili alcune tracce, soprattutto
"Pyosisified, Rotten To The Gore", per la loro sprezzante voglia di schifare! A
questo album ci si affeziona prima col cuore che con le orecchie... Il
voto, sappiatelo, non è dal "TruzzKiller recensore" ma dal "TruzzKiller fottuto
fan".
(Truzzkiller - Luglio 2002)
Voto: 10
Eccezionale debutto! Malato fino all'inverosimile, sia nelle liriche che nell'aspetto strettamente musicale. Un album sconvolgente con cui Bill Steer ha superato ampiamente l'originalità e l'estro di cui aveva dato dimostrazione sui primi lavori dei Napalm Death. Quando ascolto questo CD sorrido per tanti aspetti, ad esempio è difficile seguire le parole sul booklet, e spesso mi perdo ahahah. Senza rendersene conto, i Carcass hanno messo un primo, deciso passo nella storia con questo lavoro, la cui registrazione era stata addirittura distrutta dall'ingegnere del suono!
Un "must" per gli amanti del grind.
(EverEve - Ottobre 2004)
Voto: 9.5