CARCASS
Necroticism: Descanting The Insalubrious

Etichetta: Earache
Anno: 1991
Durata: 48 min
Genere: Death Metal


Già nel precedente "Symphonies Of Sickness" i Carcass si erano spostati (rispetto al debut) verso un Grind-Death e quindi verso territori più classicamente metallici, ma rimanendo ancora degli eccellenti ed ignoranti macellai, con meno foga e un pizzico in più di maturità, ma sempre interessati ad ogni genere di mutilazione e in generale manifestazioni mortifere nel corpo umano. Qui invece il cambiamento è radicale: si può parlare di Death Metal a tutti gli effetti, ed i Carcass ne escono completamente rinnovati, nonostante il tema principale sia sempre il gore.
Ora sono sadici, distaccatissimi e cinici analizzatori, da ragazzini squartatutto dalla furia splatterosa si sono trasformati in spietati professionisti con una particolare "forensic skill", in breve ascoltando questo disco sembra di assistere ad una monumentale ed efferata guida all'autopsia.
Si trova riscontro di ciò anche dal punto di vista strettamente musicale: l'album è dannatamente complesso, ricco di prelibatezze raffinate inserite in lunghe canzoni (mai noiose data la quantità di riff diversi e soluzioni geniali raramente riscontrabili in altri lavori), pieno di fighissimi cambi di tempo e pure suonato in maniera piuttosto tecnica, insomma, un'enciclopedia del Death Metal raffinato eppur inquietante, nonché psicologicamente violentissimo (ma non solo)... le chitarre paiono veri e propri bisturi che praticano incisioni, le due voci sono come al solito straordinarie e marcissime (in particolare Walker è molto migliorato tecnicamente e gli viene lasciato sempre più spazio rispetto a Steer), la sezione ritmica fa indubbiamente il miglior lavoro di tutta la carriera del gruppo, potente, varia, ispiratissima e bastardamente pungente.
Nei pezzi ci sono ogni tanto brevi aperture melodiche (assolutamente non lagnose, non disperate, anzi a modo loro anch'esse sadiche), che non sono ben amalgamate col resto come sarà in "Heartwork", qui si sente lo stacco netto, questo è un modo fantastico per creare contrasti, finendo col far risaltare entrambe le parti. Una precisazione per chi avesse dubbi: 'sto disco spacca ed è bello violento e marcio, non sottovalutate il fatto!
Colin Richardson si conferma un produttore abile come pochi altri, anche qui come in "Symphonies of Sickness" adatta perfettamente i suoni allo stile musicale, in questo caso estremamente chirurgici (ma non fastidiosamente freddi).
"Necroticism..." è un must di grandissima importanza, imperdibile per chiunque voglia ascoltare qualcosa di ricercato ed intelligente, ma non nella direzione della calma (che solo poche volte non sfocia in moscezza) bensi nella direzione del fare a pezzi in modo metodico.
(bist - Luglio 2002)

Voto: 9.5



Il mio album preferito dei Carcass: è violento ma non come i precedenti, "melodico" ma non come i successivi, insomma, per me rappresenta una miscela perfetta tra tecnica, cattiveria e parti ragionate. Un album obbligatorio per gli amanti del death.
(teonzo - Luglio 2002)

Voto: 9



Un disco da manuale, ma da manuale di medicina operatoria. Testi di un cinismo malsano, per un sound non più brutalmente rozzo (e fascinoso), bensì freddo, incredibilmente freddo (ma di nuovo fascinoso), che vive di contrasti tra i momenti violenti (una violenza quasi impersonale) e le sottili melodie (taglienti come la chirurgia insegna), un disco ricco di spigoli, che si muove con insensibile distacco, creando un'atmosfera gelida come mai mi era capitato di sentire. Un agghiacciante capolavoro.
(Orion - Luglio 2002)

Voto: 8.5



Credo sia noto a tutti il salto di qualità dei Carcass con questo terzo album: sotto il profilo tecnico (in buona parte dovuto all'ingresso nella formazione di Michael Amott), compositivo (la struttura intricatissima dei pezzi mi fa impazzire), nella gestione delle parti cantate, nella cura dei testi (assai maturi, ricchi di neologismi). Non riesco mai a trovare un pezzo sbagliato, poco ispirato, o semplicemente fuori posto. Credo davvero che "Necroticism" rappresenti l'apice della loro carriera.
(EverEve - Ottobre 2004)

Voto: 10