CANVAS SOLARIS
Sublimation

Etichetta: Tribunal Records
Anno: 2004
Durata: 38 min
Genere: death/jazz strumentale


Dei Canvas Solaris avevo recensito qualche mese fa il loro primo MCD "Spatial/Design". Per le notizie biografiche vi invito a leggere quella rece, visto che la line-up è rimasta la stessa. Dopo circa un anno sono tornati in studio ed hanno registrato il loro primo album dal titolo "Sublimation".
Lo stile è rimasto praticamente lo stesso, ossia un death/jazz strumentale, o techno-death o come lo si vuole chiamare... Quando si mescolano assieme death metal e jazz possono uscire un sacco di cose diverse (già all'inizio gli Atheist e i Pestilence non avevano molto in comune!), e difatti anche i Canvas Solaris hanno il loro stile ben distinto. Di death metal ci sono vari riff ed i suoni di chitarra, ma siamo solo a livello estetico, non si tratta di musica violenta che ispira a prendere in mano una motosega. Per quanto riguarda il jazz, ci sono dei passaggi che possono rientrare in questo settore, ma sono brevi e sparsi in giro per le canzoni. Dare indicazioni più precise è un compito arduo, mancano i riferimenti.
L'album comprende 7 canzoni. La cosa che stupisce è che già al primo ascolto fila tutto liscio. Probabilmente sono io che con gli anni digerisco sempre più facilmente questo tipo di musica, ma anche riascoltando il CD e facendo il confronto con altri lavori del genere mi sembra che i Canvas Solaris siano riusciti a trovare il modo di rendere fluida la loro musica. Intendiamoci, si tratta sempre di partiture tecniche e cervellotiche, ma ora sono riusciti a dare al tutto un aspetto unitario, non c'è la sensazione che ogni strumento vada per conto proprio e nemmeno quella che tentino di ficcare più idee del necessario dentro ad una canzone tanto per fare i fighi. I Canvas Solaris hanno quindi trovato il giusto equilibrio tra la dimostrazione tecnica e la musicalità delle canzoni. Ci sono anche alcuni esperimenti nuovi per loro, tra cui degli inserti sognanti di tastiere molto stile Portal (mitica Aruna!), oppure i ritmi tribali sulla title-track.
La produzione è migliorata, stavolta la batteria ha dei suoni migliori, belli acustici e naturali. Anche le chitarre sono rese per bene, il problema è dato dal basso, un po' sotterrato. La confezione è buona, ovviamente non ci sono i testi, e sono presenti le loro solite frasi in stile nerd con pretese astrofisiche. Per fortuna non sono arrivati agli eccessi del lavoro precedente!
Che altro dire? Per me si tratta di un grande album, composto da un gruppo ormai maturo e completo. Per gli amanti di queste sonorità si tratta di un acquisto obbligatorio (tenuto anche conto del prezzo appetibile a cui viene venduto dalla Tribunal), mentre sono sicuro che possa piacere anche a chi non conosce questo genere. Se magari vi piace il prog metal, dategli una possibilità: non ci sono voci estreme, e la musica non ha nulla da invidiare a nessuno.
(teonzo - Luglio 2004)

Voto: 9


Contatti:
Sito Canvas Solaris: http://www.canvassolaris.net/
Mail Tribunal Records: tribunalrecords@aol.com
Sito Tribunal Records: http://www.tribunalrecords.net/