CANVAS SOLARIS
Spatial/Design (MCD)

Etichetta: Tribunal Records
Anno: 2003
Durata: 26 min
Genere: techno-death strumentale


I Canvas Solaris sono un trio americano che tempo fa aveva fatto circolare un demo decente ma non di più. Il gruppo faceva vedere di avere delle buone idee, ma avevano ancora molto da lavorare. La Tribunal Records ha voluto rischiare e dargli fiducia, ed il risultato l'ha ripagata per bene, i Canvas Solaris sono maturati un casino in questi ultimi due anni, tant'è che si fa fatica a riconoscerli. La line-up di questo "Spatial/Design" è composta da Nathan Sapp (chitarre e guitar synth), Ben Simpkins (basso e qualche parte di chitarra) ed Hunter Ginn (batteria).
Il genere suonato in questo MCD d'esordio è un techno-death interamente strumentale, dove coesistono elementi death metal ed altri jazz/fusion. Il gruppo dichiara di essere influenzato da tutti i mostri sacri del genere (WatchTower, Atheist, Spastic Ink...), e difatti si inserisce su questi binari, ma bisogna dar loro atto di aver trovato una propria strada ed uno stile personale: secondo me in alcuni punti possono ricordare i Vuvr, ma per il resto il loro stile è ben riconoscibile.
La musica dei Canvas Solaris non è mai puramente death metal. Molti riff hanno la pesantezza del death, ma la loro struttura è più elaborata e curata, a questo poi si aggiungono degli arrangiamenti dal forte sapore fusion. Di veramente death alla fine hanno solo la pesantezza sonora. Le 4 canzoni di questo MCD sono tutte molto contorte e piene di cambi repentini. Spesso il gruppo rallenta e si lascia andare in stacchi jazz soffusi, con Hunter che gioca di tocco sui piatti e gli altri due che danno dimostrazione di ottimo gusto. Ma questi stacchi durano poche battute, poi i Canvas Solaris ripartono con la loro proposta cervellotica e chirurgica: non si possono muovere critiche sulla loro prestazione tecnica.
Quello che invece non mi soddisfa in pieno è l'aspetto materiale di questo MCD. La produzione è discreta ma nulla di più. I suoni della batteria sono scarni e secchi (il rullante...), mentre le chitarre hanno un suono troppo compresso e cupo. Per rendere al meglio secondo me serviva una produzione con dei suoni corposi e rotondi, così non è, ma da quanto dicono l'hanno registrato in soli 3 giorni. L'artwork è decente, anche se ci sono delle pacchianate che potevano risparmiarsi. Ovviamente non ci sono i testi, e per riempire il libretto hanno usato varie formule fisiche e simboli messi lì solo per riempire lo spazio a loro disposizione. Poi devono spiegarmi cosa s'erano fumati per intitolare l'ultima canzone "Dark Matter, Accretion Disk, And Interacting Binary Neutron Star In A Self-Reproducing Inflationary Universe". Insomma, sono il primo ad apprezzare chi dà titoli scherzosi alle canzoni, ma questi ragazzi mi danno tanto l'idea di quelli che cercano di prendersi sul serio e darsi l'aria da intellettuali senza poterselo permettere (nemmeno un normalista andrebbe a piazzare un pi-greco gigante in mezzo ad una pagina...).
Comunque sia, tralasciando le critiche sulla confezione, devo dire che la loro musica è ottima. Servono molti ascolti per poter apprezzare in pieno le loro canzoni contorte, ma se amate questo tipo di musica allora questo "Spatial/Design" può soltanto farvi contenti. Oltretutto la Tribunal Records lo vende a soli 6 dollari più spese postali, e la spedizione è veloce ed affidabile (a me è arrivato dopo 10 giorni).
(teonzo - Dicembre 2003)

Voto: 8.5


Contatti:
Sito Canvas Solaris: http://www.canvassolaris.net/
Mail Tribunal Records: tribunalrecords@aol.com
Sito Tribunal Records: http://www.tribunalrecords.net/