CALES
Bonds Of Togetherness
Etichetta: Tentamen Records
Anno: 1996
Durata: 40 min
Genere: folk/gothic metal
I Cales sono una delle tante gemme nascoste in giro per la Repubblica Ceca. Sembra quasi impossibile che quel paese, assieme alla Slovacchia, sia in grado di produrre un gran numero di gruppi che siano contemporaneamente fighi e personali... eppure è così! A guardar bene i Cales sono un progetto parallelo di P.H. Blackosh, alias Petr "Blackie" Hosek, chitarrista dei Root, un gruppo piuttosto conosciuto tra i cultori dell'underground del metal di tinte oscure, e di cui parlerò in futuro. Blackie in questo album si occupa di chitarre, basso e cori, la line-up era completata da J.S. De Sed (voce) e R.E. Koscielniak (batteria). Alle registrazioni hanno partecipato vari ospiti, tra cui il grande Big Boss (cantante dei Root).
L'album comprende 8 canzoni, di cui 3 strumentali, e lo stile è piuttosto difficile da descrivere. "Folk/gothic" è una definizione rattoppata che può trarre in inganno. Di folk hanno varie melodie acustiche e le tematiche (i testi sono naturistici, basati sui miti celtici). Di gothic metal hanno vari dettagli, come certi arrangiamenti e certe melodie vocali, spesso sono mescolati col resto degli elementi della musica dei Cales, ma in certi casi escono in maniera evidente, come sulla finale "Statues". Sia chiaro che intendo il lato più sognante ed etereo del gothic metal, non quello depressivo/suicida, per intenderci siamo più vicini ai The Gathering che agli Anathema.
Le canzoni sono quasi sempre su tempi medi, sono abbastanza vivaci e varie. I riff sono belli fantasiosi, sempre melodici e ruffiani, ma mai semplici o banali. Il lavoro di batteria segue la stessa filosofia: i fill non sono mai tronfi o sboroni, sono pieni di gusto anche se articolati. La voce varia da parti cantilenanti ad altre più urlate, senza arrivare ad essere troppo aggressiva, esattamente come la musica. I suoni sono in bilico tra il metal ed il folk, ci sono molte chitarre acustiche, ma c'è anche quasi sempre una chitarra distorta. La qualità vincente delle canzoni dei Cales è data dall'equilibrio: non sono né mielose né cattive, non sono tecniche ma nemmeno grezze, prendono delle caratteristiche di vari generi ma non assomigliano a nessun altro gruppo.
La produzione è decente e non di più. Si riescono a seguire gli strumenti, ma i suoni sono piuttosto leggerini. La confezione è carina, piuttosto scarna visto che il libretto ha solo 4 pagine, ma la grafica è accettabile e ci sono i testi.
"Bonds Of Togetherness" è il classico album che a guardarlo nei dettagli non ha nulla di clamoroso, ma ad ascoltarlo tutto di fila si fa apprezzare per bene, e viene voglia di risentirlo anche subito. La prima stampa è esaurita da tempo, ma se cercate nei vari mailorder lo potete trovare in offerta a pochi euro, come è capitato a me tempo fa. Sul sito dicono che fra poco lo ristamperanno con la dovuta rimasterizzazione, quindi dovrebbe guadagnarci ancora.
(teonzo - Luglio 2004)
Voto: 7.5
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Sito internet: http://cales.mysteria.cz/