CAJAVERO
In Mosh We Trust
Etichetta: autoprodotto
Anno: 2009
Durata: 30 min
Genere: thrash con influenze hardcore
Sono già 4 gli anni di vita dei Cajavero, ensemble fiorentino che
denota un certa spigliatezza ed un certo disinteresse nei confronti
della serietà, pur avendo tutte le carte in regola per risultare
un'ottima compagine (eccettuata una registrazione degna, riferendosi
direttamente al lavoro qui recensito). Una biografia "completa ed
esaustiva", grazie alla quale riesco addirittura a conoscere i
soprannomi dei membri del quintetto (Rui al basso, Ghizzo alla
batteria, Cance e GM alle chitarre, Cafa alla voce), racconta che il
demone del rock 'n roll ha chiamato a sé i 5 prescelti per diffondere
il verbo thrash metal, con una forte inflessione e predilezione per il
versante mosh del genere, come testimoniato a chiare lettere sin dal
titolo dell'album, "In Mosh We Trust", e da quello che sembra essere il
motto dei nostri: non essere timido, mosha o mori!
Se la cornice finora delineata potrebbe non promettere molto di
buono, certamente l'approccio poco serio non sembra influire sulla
qualità dei brani, che comunque nella loro semplicità inquadrata e
diretta riescono a scorrere fluidi, mettendo in mostra musicisti
preparati; purtroppo, come già anticipato, la pessima qualità della
registrazione evidentemente casalinga non rende appieno giustizia alla
riuscita sonora nel complesso, lasciando solo intendere ritmica e riff
in più occasioni.
Sono 13 i brani che compaiono in "In Mosh We Trust", più una
simpatica traccia finale costituita da ben 9 minuti di spezzoni vocali
più o meno sensati da parte dei ragazzi durante la recording session,
fra la registrazione di un brano e l'altro. Sono 30 i minuti finali di
questo "EP allargato", ben suddivisi in brani senza fronzoli, che non
si perdono in quisquilie ma vanno diretti al punto, sulla falsa riga
dei gruppi hardcore della prima ondata, il tutto frammisto ad una
indubbia radice thrash che ricorre nel mentre: S.O.D., Sepultura,
Biohazard, ma anche Machine Head ed un pizzico di Pantera sono i nomi
che mi sovvengono più assiduamente al termine dell'ascolto.
Non serve soffermarsi molto sui brani e sulla loro struttura in
sé, e titoli come "No Vegetarian", "Mosh 'N' Roll", "Mosh Or Die",
"Prostitute Man", "Ass Paper" (per la cronaca, "carta da culo", la più
nota "toilet paper"...) e "Satan Claus" la dicono lunga sull'attitudine
della band; la scanzonata (l'avreste mai detto?!?!) "Mosh 'N' Roll",
dove tra le righe del cantato si riconosce una citazione al "...Pino
Scotto..." nazionale, eroe dei due mondi, si delinea come la summa del
pensiero dei Cajavero, tra sfuriate thrashcore ed un refrain
orecchiabile che si imprime facilmente in testa.
Sarebbe chiedere troppo alla nostra scena un approccio più "easy"
come quello dei nostri? Mi auguro calorosamente di no; meno rockstar, e
più musicisti consci della dimensione prettamente underground che
viviamo nel nostro paese, fatta di tanti "sacrifici" per uscire allo
scoperto, ma anche di tanta arroganza e poca umiltà in troppi casi,
gioverebbe semplicemente al movimento nella sua integrità. Questo non
significa doversi per forza alimentare di una buona dose di autoironia,
ma principalmente rendersi conto di come si possano raggiungere ottimi
livelli senza dover mettere bastoni fra le ruote, senza elevarsi al di
sopra degli altri, ma semplicemente tentando di divertirsi e
contemporaneamente divertire il proprio pubblico.
La valutazione di "In Mosh We Trust" è dettata più che altro dalla
qualità sonora, che non rende appieno le capacità che il combo dimostra
di possedere, che avrebbe una resa infinitamente superiore e
risulterebbe decisamente più coinvolgente di quanto possa dare a vedere
allo stato attuale. Attendo il prossimo passo discografico dei cinque,
per non essere smentito riguardo alla validità della proposta, e magari
poter godere di un ottimo prodotto sotto tutti i punti di vista,
supporto!
(PaulThrash - Settembre 2010)
Voto: 6.5
Contatti:
Mail: cajavero@gmail.com
Sito internet: http://www.myspace.com/cajavero