CAGE
Darker Than Black
Etichetta: Massacre
Anno: 2003
Durata: 55 min
Genere: Heavy Metal
Spettacolare ritorno degli americani Cage, che con questo terzo capitolo riescono a confezionare un lavoro impeccabile sotto ogni punto di vista, candidandosi seriamente come sorpresa metallica di questo 2003. La loro proposta, partendo da una solida base riconducibile alla vecchia scuola di power americano, ingloba diverse influenze, tra cui sicuramente i Judas Priest dell'inarrivabile "Painkiller". L'arma vincente di questo "Darker Than Black" sono senza dubbio la due asce Dave Garcia e Anthony McGinnis, instancabili nel creare riff a valanga per ogni singola canzone, rimanendo costantemente in primo piano e non limitandosi a compiere un semplice lavoretto di accompagnamento, caratteristica che appiattisce l'attuale proposta del power europeo. Credetemi se vi dico che nelle 12 tracce che compongono il disco (tra cui un'intro e la versione spagnola di "Chupacabra" presente in questo stesso CD) non troverete un solo brano che non risulti più che buono.
Spettacolare inizio con "Kill The Devil", sicuramente figlia di centinaia di ascolti di "Painkiller". Sottolineo che l'influenza priestiana di "Painkiller" non deve essere presa come una clonazione ma come un arricchimento del sound abbastanza personale che i Cage ci propongono. Anche il modo di cantare di Sean Peck può ricordare in qualche frangente quello di un Halford meno acuto, arrivando in qualche episodio a servirsi di screaming vocals per accentuare le parti più violente di questo lavoro.
"Blood Of The Innocent" è una bellissima power song dove all'altezza del pre chorus i più attenti noteranno il fluttuare delle chiome di K.K. e Tipton. Gli amanti delle sonorità più epiche non potranno che gioire nell'ascolto della sostenuta "Eyes Of Obsidian", che comunque al suo interno nasconde anche qualche riff più il linea con il metal figlio degli anni '90. Altro brano da menzionare è "White Magic" con il suo alternarsi di parti vocali tiratissime ad altre più umane, il tutto sorretto come al solito da un riffing esemplare ed instancabile. Onore anche alla sezione ritmica rappresentata da Mikey Niel (batteria) e Mike Giordano (basso). Soprattutto Niel, instancabile nella costruzione di partiture martellanti molto varie che contribuiscono a sottolineare i vari cambi di tempo che caratterizzano la maggior parte delle song contenute in questo scrigno di metallo.
Gli oltre 8 minuti di "Wings Of Destruction" chiudono il disco forse con la canzone più bella del lavoro, un concentrato di metallo puro dannatamente vincente con il suo alternarsi di parti speed e decelerazioni sostenute da riff spettacolari, con un prestazione vocale da 10 e lode.
Non troverete nessun coro o melodia di facile assimilazione, solo heavy metal come lo si intendeva qualche annetto fa.
(Stefanungol - Giugno 2003)
Voto: 9