CACOPHONY
Speed Metal Symphony
Etichetta: Shrapnel / RoadRunner
Anno: 1987
Durata: 45 min
Genere: Heavy Metal neoclassico
L'ascolto dei Cacophony mi ha sempre procurato sensazioni contrastanti. Se
da un lato la canzone in sè (cioè riff, line vocali etc.) era al limite
della decenza, dall'altro il lavoro di Jason Becker e Marty Friedman in fase
solista ti faceva dimenticare quanto di brutto sentito in precedenza.
Praticamente il talento dei due guitar hero era evidente specialmente nei
momenti strumentali, ma quando interveniva Peter Marrino (voce) tutto veniva
affossato.
Logicamente non tutta la colpa è da attribuire a lui, anche Marty e Jason,
che scrivevano tutte le canzoni, non avevano un grande fiuto per i riff. Si
potrebbe tirare in ballo la bassissima età dei due (Jason aveva appena 18
anni), e quindi una maturità non ancora raggiunta, ma non credo sia una
buona scusa, considerando anche le uscite future.
Non vorrei però correre il rischio di sembrare troppo drastico nel
giudizio, quindi cercherò di analizzare più a fondo le caratteristiche dell'album.
I Cacophony proponevano una mistura di US Metal dalle tinte oscure, con
qualche escursione nel Thrash, più una certa tendenza ad inserire, quando ci
riuscivano, cori e ritornelli orecchiabili, cari al Class Metal tanto in
voga nel periodo.
La prima traccia "Savage" ne è un esempio. Questa è anche una delle poche
canzoni salvabili interamente. Però voglio far capire che quando si entra
in zona assoli cambia tutto: atmosfera; ritmo, lo stacco è talmente
evidente che sembra di stare in un altro brano.
Certo, non sarà la produzione, affidata a Marty stesso, a rendere giustizia
alla band, è troppo impastata ed incentrata sulle chitarre, tanto che la
bravura di Atma Anur (batterista) non risalta alle orecchie degli
inesperti.
Comunque, a parer mio, i capolavori dell'album sono, come previsto, le due
strumentali: "Concerto" e la title-track.
Finalmente si ha l'occasione di sentire, senza cadute di tono, cosa sanno
combinare Marty e Jason. Due brani per certi versi simili, che fondono la
personalità dei due chitarristi insieme, fraseggi esotici ed
orientaleggianti per Marty e neoclassico per Jason, un'accoppiata
impossibile da trovare altrove.
La title-track poi è assurda, in alcuni momenti sembra di sentire i Rondò
Veneziano in versione Metal, chitarre che suonano all'unisono cose
impossibili, i due sembrano essere ad una gara di staffetta, quando arriva
uno parte l'altro. Pensate alle grandi coppie chitarristiche del Metal:
Tipton/Downing o i geniali Weikath/Hansen, raddoppiategli la tecnica ed
avrete l'accoppiata Marty/Jason.
In definitiva, un album di culto tra gli amanti del genere, ma dalla qualità
altalenanti, tanto che il voto che troverete in basso non è altro che la
media tra il valore delle canzoni (un 7 scarso) ed il lavoro solista dei
due guitar hero (un bel 9).
(carma1977 - Maggio 2003)
Voto: 8
Concordo completamente con la rece di carma1977. Gli assoli sono stramegafichi, il resto è trascurabile, anzi, il cantato fa proprio cacare! Non capirò mai da dove abbiano preso quel cantante ignobile... brrr... Io gli do un voto un pelo più alto perché quando lo metto su mi riascolto sempre e solo le due strumentali, ed è la goduria.
(teonzo - Maggio 2003)
Voto: 8.5
I Cacophony sono uno dei tanti gruppi della Shrapnel, con ottimi strumentisti con cantanti quasi sempre anonimi, che hanno realizzato dischi di speed pompatissimi, suonati alla grande ma con poca creatività. Il disco è ascoltabile ma nulla più, forse i patiti del virtuosismo strumentale lo apprezzeranno di più.
(metalchurch - Agosto 2003)
Voto: 6.5