C-187
Collision

Etichetta: Mascot Records / Edel
Anno: 2007
Durata: 41 min
Genere: techno-death/crossover


Penso che voi lettori abbiate già sentito parlare dei C-187. La loro formazione ha fatto scalpore, visto il calibro degli artisti coinvolti. Ed è già un bel po' che la stampa specializzata ne parla, in termini generalmente lusinghieri.
Ora, con un po' di ritardo, anche a noi di Shapeless tocca recensire "Collision", l'album d'esordio di questa band. Come di consueto, il sottoscritto l'ha ascoltato con cura, prendendosi le giuste pause e cercando di maturare un'opinione obiettiva (per quanto sia possibile) sul reale valore di questo CD. Infatti, più passa il tempo e più diventa complesso non farsi influenzare dai giudizi di altri giornalisti, o dalle opinioni generalmente diffuse nei newsgroup e nei forum.
Prima di entrare nel vivo della recensione, è comunque mio dovere introdurre la band, per quanto molte di queste informazioni siano ormai stranote. La nascita dei C-187 segna il ritorno alla musica di Patrick Mameli, mente e cuore dei rimpianti Pestilence. Un ritorno dopo tredici anni durante i quali ha smaltito le tossine della precedente esperienza musicale, ed ha ritrovato il giusto equilibrio personale. Per il suo come-back, il chitarrista olandese si è circondato di musicisti di valore assoluto: il batterista Sean Reinert (Cynic, ex-Death, collaborazioni con Gordian Knot, Aeon Spoke, Aghora), il bassista Tony Choy (Area 305, Cynic, ex-Atheist, ex-Pestilence) ed il cantante Tony J.J. (Mnemic, M.A.N., ex-B-Thong, ex Transport League).
L'album d'esordio, contentente quattordici canzoni per quarantun minuti, è stato registrato presso gli Spacelab Studios, nei pressi di Dusseldorf, sotto la supervisione di Jacob Hansen (Volbeat, ecc.).
La copertina dell'album ci mostra un collage di manette, una pistola, il contorno di un cadavere sull'asfalto, il nastro con cui i poliziotti delimitano la scena di un crimine. Ecco, la copertina rappresenta bene le tematiche dei testi, e comunque la fonte di ispirazione principale di Patrick Mameli. Il nome stesso della band, C-187, sta ad indicare l'omicidio di primo grado, secondo il linguaggio giuridico americano. Infatti Mameli si è dichiarato un grande fan di quelle trasmissioni-realtà, nelle quali una telecamera segue i poliziotti durante le loro azioni. Ed è da questo background che la musica dei C-187 trae linfa vitale, ed anche dalle colonne sonore di tali trasmissioni. Il chitarrista infatti afferma di essersi appassionato al gangsta rap, ed ha voluto mescolare questo suo capriccio con la musica potente e tecnica che da sempre lo contraddistingue. Anche per questo motivo, ha precisato che i Pestilence appartengono al passato. Sarebbe quindi assurdo aspettarsi che i C-187 suonino come i Pestilence.
E infatti così non è.
Si parte con la traccia che dà il titolo all'album. La partenza è folgorante, con un riff in staccato della chitarra che riesce subito a coinvolgere l'ascoltatore. Le urla di Tony J.J. sono potentissime, e si adattano benissimo al suono d'assieme, ricco di dissonanze e dalla ritmica convulsa. Sin da questa prima traccia, si nota come i musicisti puntino alla realizzazione di canzoni d'impatto, oltre che tecniche e ricche di raffinatezze. "Collision" è un brano che funziona anche al primo ascolto, carico com'è di grinta e cattiveria esecutiva.
In "Cruisin' For A Bruisin'" giocano un ruolo fondamentale anche le vocals pulite, più che altro declamatorie, alternate alle solite urla squassanti. Ed è tutto un gioco di contrapposizioni, che raggiunge ottimi risultati quando i musicisti, che prima picchiavano corde e pelli, di punto in bianco accarezzano i loro strumenti. Il solito basso agile di Choy arricchisce un sound pressochè perfetto, e l'assolo praticamente fusion di Mameli è la ciliegina sulla torta.
L'interpretazione di Tony, durante "Roadblock (D.O.A.)", potrebbe richiamare al crossover o al nu-metal, vista la ritmica semirappata della strofa. L'arrangiamento dissonante dà quel tocco di originalità in più al tutto, prima di allontanarsi definitivamente dai clichè con un nuovo, bellissimo assolo di chitarra, dalle influenze jazz.
"Drugged And Mugged" è l'ennesima riprova di come i C-187 ricerchino sempre soluzioni apparentemente immediate. La tecnica e i tocchi di classe vanno riservati all'arrangiamento, alla ritmica ed ai tanti piccoli particolari. Per il resto, le composizioni non risultano mai ostiche, e riescono sempre a colpire il segno. Tutto questo, al di là delle dissonanze, dei rifferama non banali, della spasmodica ricerca di originalità. E' comunque assodato che i musicisti non si rivolgano nostalgicamente al loro passato, ma propongano una musica moderna ed al passo coi tempi.
"Stalker" parte in maniera piuttosto delicata ed introspettiva, con arpeggi di chitarra, che presto si trasformano in riff rabbiosi e pesanti. Il vocalist si libera anche in una cantato pulito, che dona al tutto un aspetto incredibilmente malato e "noir". La batteria di Reinert accompagna la band con espressività e competenza.
"Murda" ci ripropone le vocals ritmiche di Tony, accompagnate da un ritmo irregolare, per un brano d'impatto totale. Molto potente e cattivo, mette in mostra tutte le qualità dei musicisti senza strafare. Comunque, potrebbe rivelarsi un buon singolo.
"Homicide" ci propone la solita miscela di riff di qualità, vocals aggressive e tecnica eccezionale. Molto belle le sezioni più jazz, dove ritornano le atmosfere "noir" già incontrate in "Stalker". Ciò che rende (ed ha reso) unici questi musicisti, è la capacità di creare canzoni mutevoli e con accostamenti stridenti, senza però mai perdere in naturalezza. La traccia fila liscia dall'inizio alla fine, e questa è una gran cosa.
"P.C.P. (Murda In My Head)" ripropone le figure già ascoltate in precedenza, ovviamente tutte in veste nuova e sempre emozionante. Nel gran calderone stilistico si intravedono anche cadenze thrash. La canzone ha comunque il suo punto di forza nelle irregolarità ritmiche, nonchè nelle solite dissonanze. Talvolta sembra impossibile inserire un assolo melodico in queste trame, ma i C-187 ci riescono!
Con "Rip Deal" il gruppo torna a picchiare (beh, non è che nel frattempo abbia smesso) e mette in mostra un groove di tutto rispetto. Le caratteristiche che hanno reso vincenti i brani precedenti ci sono tutte, e corro il rischio di ripetermi elencandole di nuovo. E' chiaro comunque che questa musica appaghi il cervello ed anche le orecchie, e si presti a più ascolti, oltre che a svariati tipi di ascolto. Le canzoni funzionano al primo impatto, anche se restando ad un livello superficiale d'ascolto, "Collision" potrebbe rivelarsi un album lungo e dispersivo. Ascolti più approfonditi invece possono portare alla luce tante gemme preziose, apprezzabili però soltanto con una certa concentrazione.
"Sidewalk Chalk" è un brano malato, dotato di un riffing curioso e melodico, cadenzato, quasi canzonatorio. Esso si alterna alla voce declamante di Tony J.J., con un risultato di effetto. Anche l'assolo di chitarra è più nella norma, e sembra aver messo in disparte le influenze jazz. Interessante.
In "Knee Deep In" si rifanno strada i modernismi presi dal crossover e dal nu-metal, tradotti ovviamente in chiave techno-death. Il songwriting denota la consueta ricerca dell'originalità a tutti i costi. Rispetto a molti gruppi, il cantato pulito non rende più moscio il suono, ma l'impatto rimane assoluto.
"Life Is Dead" è una canzone semplice, molto diretta e di facile presa. Come al solito, la cosa è solo apparente...
"Strapped With Heat" ha un riff curioso, prima di aprirsi ai soliti tecnicismi del gruppo. I C-187 non concedono nulla, e macinano i resti dell'ascoltatore, senza la minima pietà. Davvero possenti!
"New Territory" conclude il CD senza lasciarci rifiatare. Comunque sia, anche qui l'estro non manca: belli i vocalizzi puliti, ottimo l'arrangiamento.
"Collision" è un album valido, al passo con i tempi e di sicuro effetto. Forse l'unico vero limite del CD è dato dalla presenza di troppe canzoni. Se infatti il disco riesce a colpire subito il segno, già a metà della tracklist l'attenzione tende ad allentarsi. Non perchè il disco sia noioso (tutt'altro), ma perchè terminato l'effetto sorpresa non rimane che ascoltare le canzoni con attenzione, e se non si ha al momento la giusta predisposizione, si rischia di trovare il tutto molto pesante.
Si tratta comunque di piccolezze. Infatti in quest'album di idee ce ne sono tante, e le sorprese non si contano. Comunque sia, la cosa che mi ha fatto più piacere è la "freschezza" del songwriting. Si sente che i musicisti hanno provato piacere a comporre queste canzoni. Non c'è nulla di maniera, ma pura ispirazione (oltre al tanto mestiere). Ed è forse quest'ultimo elemento che fa perdonare la tanta carne al fuoco, e mi porta a dare un buon voto a questo album.
C-187: un ottimo supergruppo, che crescerà.
(Hellvis - Settembre 2007)

Voto: 8


Contatti:
Sito C-187: http://www.c-187.com/

Mascot Records
P.O. Box 231
2650 AE Berkel
THE NETHERLANDS
Sito Mascot Records: http://www.mascotrecords.com/

Sito Edel: http://www.edel.com/