BYATIS
In The Dark Abysses Of Memory

Etichetta: Skull Fucked Prod.
Anno: 2003
Durata: 35 min
Genere: death/brutal


I Byatis si sono formati nel 1997, hanno cambiato un po' la line-up, hanno registrato due demo e se ne sono usciti con questo full-length.
Sostanzialmente questo sarebbe brutal al 100% se non fosse che le chitarre sono mooolto affezionate al death metal vecchia scuola (nonostante i fischiazzi/armonici non manchino eheh), per questo nello spazio "genere" non ho scritto semplicemente "brutal". Tutto il resto però è inquadrabile come brutal death: dalle strutture arzigogolate, ai cambi di tempo distruttivi, alle sfuriate ai 1000 km/h e ai tecnicismi della sezione ritmica, al growl molto cavernoso e via dicendo. Anche il suono degli strumenti è più sul brutal, tranne appunto le chitarre (hanno molti più medi e non sono accordate così in basso).
Questa duplice faccia classica/moderna, se permettete la semplificazione, è il punto di forza dei francesi, dato che non ricordano nessun gruppo in particolare, forse solo un po' gli Obituary di "Cause Of Death" ma molto superficialmente, penso sia dovuto al suono delle chitarre. Segnalo che a fianco alla voce in growl ogni tanto ne compare una in screaming, non riesco a capire se è filtrata o se è particolare di suo, comunque una figata.
Nella bio c'è scritto che dall'iniziale mistura grind/death il gruppo si è poi aperto a più influenze, come il progressive rock (?!?), per poi abbandonare praticamente del tutto la componente grind. Parlare di prog rock è davvero esagerato, anzi è completamente fuorviante, ciò non toglie che la parte solistica è non dico "strana" ma un po' particolare in questo contesto, anche se azzeccatissima (e comunque niente di stupefacente, atmosfere simili sono già state esplorate da Morbid Angel, Nile e mille altri). Ecco, poi in una sola canzone si trovano anche delle ritmiche molto melodiche (non mosce però), ma direi che tutto questo è ben lontano da influenze prog! Non fatevi ingannare dalla copertina.
Insomma, se mai lo scopo dei Byatis era stupire e risultare strambi (non lo so) non ci sono riusciti, ma chissenefrega perché il disco è bello. Non bellissimo ok, ma gradevole assai, e il fatto che duri non molto è positivo perché penso che altrimenti il CD avrebbe rotto le palle, dato che le canzoni si assomigliano tutte. Se trovate 'sto CD in giro a prezzi non assurdi pigliatevelo che male non fa, anche se si può vivere benissimo senza. Concludo dicendo che la mia preferita è l'ultima traccia ("Skuld") che poi sarebbe la terza ed ultima parte di una canzone più lunga ("Nornes"), almeno sulla carta.
(bist - Ottobre 2003)

Voto: 7


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Byatis
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