BURZUM
Ragnarok (A New Beginning) (bootleg)

Etichetta: Aske Records
Anno: 2000
Durata: 47 min
Genere: black metal / ambient


"Ragnarok (A New Beginning)" è un curioso bootleg della one-man-band Burzum. E' stato pubblicato dalla fantomatica etichetta norvegese (c'è scritto "Made in Norway" ma nel caso dei bootleg queste informazioni sono da prendere con le pinze) Aske Records presumibilmente nel 2000.
In copertina figura una celebre foto del giovane Conte Grishnackh in vesti vichinghe che stringe fra le mani una mazza chiodata. All'interno c'è un celebre flyer che ritrae il Conte disegnato e col viso parzialmente coperto dai capelli. Una scritta recita: "Coming soon - to a Church near You!" - "Prossimamente - in una Chiesa vicino a te!". Nel retro vi è la foto di una fiamma in mezzo agli alberi: probabilmente una Chiesa che va a fuoco.
Questo bootleg è stato pubblicato in 1000 copie numerate a mano.
La prima traccia si intitola "Et Hvitt Lys Over Skogen" ("Una Luce bianca sulle Foreste") e risale al 1992. E' stata registrata nei Grieghallen Lydstudios durante le sessioni di registrazione di "Hvis Lyset Tar Oss". Si tratta di un brano piuttosto tradizionale, di ottima caratura. Non so quando sia stato composto originariamente ma dallo stile avrebbe figurato meglio su "Det Som Engang Var" piuttosto che sull'album successivo. Forse è per questo che Vikernes non l'ha incluso in "Hvis Lyset Tar Oss" e nemmeno tenuto in disparte per "Filosofem", nel quale opterà per uno stile musicale differente.
Le successive quattro tracce sono tratte dal demo strumentale "Burzum" del 1991. I titoli sono "Lost Wisdom", "Spell Of Destruction", "Channeling The Power Of Souls Into A New God" e "Outro". Insomma, niente di nuovo sotto il sole. La qualità di registrazione, com'è giusto che sia per un demo/prove primitivo, è veramente scadente.
La versione di "A Lost And Forgotten Sad Spirit" è quella apparsa nell'edizione della Deathlike Silence dell'E.P. "Aske" con Samoth al basso. Quando la Misanthropy Records ha ripubblicato "Aske" assieme all'album "Burzum", questa versione è stata sostituita da quella presente sull'album d'esordio della one-man-band di Vikernes. Rimando alla recensione di "Aske" per approfondimenti su questa traccia.
Ecco ora il classico caso dei bootleg truffaldini. La canzone chiamata "Duet With Mayhem" è in realtà l'outro che originariamente concludeva la prima edizione di "Deathcrush" dei Mayhem. Come si sa, all'epoca Varg Vikernes non conosceva nemmeno Euronymous! Una bufala quindi, perciò passiamo oltre. Se volete saperne di più su questo divertissement, leggete la recensione di "Deathcrush".
Il brano che conclude il bootleg si intitola "Hávamál", ovvero "Le Parole di Odino l'Altissimo". Si tratta di un poema presente nell'Edda poetica. In esso, Odino istruisce la gente con parole di saggezza e rivolge i suoi insegnamenti agli ospiti ed ai vagabondi, a tutti gli uomini, agli amanti e si conclude con l'elenco di alcune sue avventure, tra cui l'ottenimento della magia delle rune e altro. Questa canzone si trovava nella sezione download del vecchio sito di Burzum. In sottofondo si può sentire lo strumentale "Han Som Reiste" (da "Det Som Engang Var") mentre in primo piano una voce intona il cantico vichingo. Si tratta della voce di Sveinbjörn Beinteinsson, il cosiddetto "Allsherjarsgoði", ovvero "L'invocatore dell'Intero Popolo". Nato nel 1924 in Islanda, il suo nome è diventato famoso negli anni '70 per aver fondato l'Ásatrúfélag, ovvero l'organizzazione pagana islandese. Dedito alla riscoperta della religione Ásatrú (l'insieme delle credenze religiose nordiche) e alla tradizione vichinga, è rimasto in capo all'organizzazione sino alla sua morte, avvenuta nel 1993. "Hávamál" è nata come celebrazione della figura di Beinteinsson. E' una registrazione apocrifa anche se molto probabilmente Vikernes ne ha dato il benestare. Pare che la voce sia stata presa dall'incisione dell'Edda effettuata da Beinteinsson in stile Rimur, senza accompagnamento musicale, per l'etichetta dei Current 93. Dura più di dodici minuti ed è un po' noiosa alle orecchie dell'ascoltatore anche perché il testo è in islandese.
"Ragnarok" è un bootleg interessante anche se non fondamentale. Solo per i collezionisti.
Per una breve lista di alcuni tra i più principali bootleg di Burzum, rimando alla recensione di "Svarte Dauen".
(Hellvis - Febbraio 2004)

Voto: 6.5