BURZUM
Det Som Engang Var

Etichetta: Cymophane / Misanthropy
Anno: 1993
Durata: 40 min
Genere: black metal


L'odore di bruciato delle chiese arse in Norvegia non tardò a farsi sentire anche all'estero. Abbiamo scritto nella recensione di "Aske" che il fenomeno stava contagiando anche la Svezia. L'incarcerazione del Conte Grishnackh gettò una luce inquietante sulla gioventù satanica di Oslo, dapprima ritenuta soltanto stramba ed ora pericolosa.
Il 27 marzo 1993 ci pensò il giornale Kerrang! a portare agli onori della cronaca mondiale quanto stava avvenendo nel paese scandinavo. L'articolo, intitolato "We are but Slaves of the One with Horns...", trasformò il black metal norvegese da fenomeno underground a curiosità internazionale.
Focalizzando la propria attenzione su Grishnackh ed Euronymous, il giornalista Jason Arnopp descrisse in maniera sensazionale ciò che stava avvenendo in Norvegia. Anziché cercare di descrivere il black metal da un punto di vista musicale, Arnopp preferì riportare le gesta e le provocazioni delle due personalità più rappresentative della scena. Le frasi di Vikernes erano contraddittorie per il puro gusto di andar contro: "Noi supportiamo il cristianesimo perché opprime le persone, e bruciamo le chiese per renderlo più forte. [...] Gli esseri umani sono senza valore e stupidi. Non è supposto che pensino. E' supposto che seguano un dio o un capo. [...] Il solo lato negativo [dell'omicidio] è che quando ammazzi una persona, questa smette di soffrire. Noi godiamo della sofferenza della gente però, se li uccidessimo, non soffrirebbero più. Comunque, ritengo che sia una cosa molto buona e positiva".
Dal canto suo Euronymous rilasciò sentenze degne di un apocalittico pastore di anime: "Non siamo altro che schiavi di Colui che ha le Corna. Siamo persone religiose e l'obbedienza totale è un concetto fondamentale per noi. Io sono un granello di polvere nell'intero cosmo, paragonato a Lui. [...] Non importa ciò che ci può capitare. Se avessi una grande ragione per uccidere, spenderei volentieri vent'anni in prigione. [...] E' per questo che i nostri nemici dovranno prenderci veramente sul serio in futuro. Non abbiamo nulla da perdere. Predico una nuova Età Oscura...".
L'articolo, benché superficiale, fece parecchio clamore e molta gente si accostò al black metal norvegese dopo la sua lettura. L'epopea maledetta dei Mayhem, i roghi delle chiese, l'Inner Circle erano qualcosa di troppo interessante per cadere nell'indifferenza. Purtroppo poche persone si interessarono al black per motivi strettamente musicali...
Nonostante Arnopp avesse scritto nell'articolo che "[Euronymous] e Vikernes occupano la stessa posizione all'interno dell'organizzazione del Terrorismo Satanico", la realtà era quanto mai diversa. Tra i due non c'era più l'intesa che li legava. Vikernes nutriva ormai un vero e proprio astio nei confronti di Euronymous. Questi, dal canto suo, ne era irritato ma al tempo stesso se ne curava ben poco. Ricorda Faust: "So che c'erano conflitti tra loro ma non penso che Øystein li prendesse troppo sul serio. Vikernes era il più convinto in questo conflitto [...]. Non gli piaceva più [Euronymous] perché ovviamente Øystein attirava molto di più l'attenzione della scena underground rispetto a Vikernes. Per Øystein [questo] non era affatto un grande problema perché era una persona semplice, molto controllata [...]".
Al termine del marzo 1993 Varg Vikernes aveva finito di registrare le tracce di "Filosofem" ma non si poteva dire soddisfatto. Si rendeva sempre più conto che la Deathlike Silence (DSP), l'etichetta di Euronymous, era totalmente inaffidabile. Aspettava ancora che gli fossero restituiti i soldi con cui aveva finanziato le sue prime due uscite: 40.000 corone che aveva chiesto in prestito alla madre. La sua preoccupazione maggiore però continuava ad essere la mancata pubblicazione di "Det Som Engang Var", il suo secondo full-length. Era passato un anno ormai da quando le tracce erano state incise. Ragion per cui decise risolutamente di non rinnovare il contratto con la DSP e di licenziare quanto prima l'album per la sua label Cymophane. Euronymous non era d'accordo e avrebbe voluto trattenere Burzum sotto la sua etichetta. Il rapporto però si era ormai logorato e ad Øystein non bastavano più semplici parole per rabbonire l'ex amico.
Ad aumentare l'ostilità fra i due si aggiunse, pare, un altro fatto. Da un po' di tempo Euronymous stava assieme ad una ragazza svedese di 16 anni chiamata Ilsa Raluce Anghel. Non si sa con precisione ma è stato scritto che Vikernes ne fosse invaghito e che, pertanto, non riuscisse a digerire il fatto che essa avesse una relazione con Øystein (dall'articolo "Music, Murder and Fire - Black Metal: the Scandinavian way").
Nel luglio del 1993 Euronymous decise di chiudere Helvete, il suo negozio. La decisione fu motivata dall'impossibilità di lavorare tranquillamente a causa della gran folla di curiosi e giornalisti. La presenza di questa gente era soffocante e insistente: tutti volevano sapere del terrorismo satanico, dell'Inner Circle e del Conte Grishnackh.
In realtà le ragioni per cui Euronymous chiuse il negozio erano altre due. La prima e principale era di natura economica. L'affitto del locale era sempre troppo elevato e il leader dei Mayhem aveva molti debiti da saldare. La seconda ragione, marginale ma pur sempre significativa, era la ricerca di un posto più sicuro dove stare. Infatti Euronymous aveva ricevuto parecchie minacce via posta da parte di individui legati alla scena estrema svedese. In quel periodo infatti molti appassionati di metal estremo partivano dalla Svezia, e in minor numero dalla Finlandia, per giungere ad Oslo. In alcuni casi i rapporti tra svedesi e norvegesi erano positivi (vedi il caso degli Abruptum); altre volte bastava una parola di troppo per trasformare un insulto personale in una faida tra due fazioni.
Data l'aria che si respirava nell'Inner Circle è naturale che le minacce venissero prese sul serio. Pertanto Euronymous si ritirò nel quartiere di Tøgen, sempre nella capitale. Il suo nuovo numero di telefono e l'indirizzo erano in possesso soltanto dei suoi amici più fidati. In pratica, il Principe della Morte sparì dalla circolazione.
Agosto 1993. Varg stava ultimando i preparativi per il licenziamento di "Det Som Engang Var". Euronymous gli inviò un contratto, già firmato, per convincerlo a tornare sui suoi passi. I due non si parlavano più direttamente. Tanto meno si incontravano di persona. Il Conte Grishnackh ormai non provava che odio per il titolare della DSP. Inoltre, qualcosa stava maturando nella sua testa.
Al termine della prima settimana del mese Varg contattò Snorre Ruch, detto Blackthorn. Già nei Thorns, ha partecipato alle registrazioni dell'album "De Mysteriis Dom. Sathanas" dei Mayhem. Snorre era un tipo facilmente influenzabile. Il suo passato porta una macchia. Nel 1992 gli erano stati diagnosticati dei problemi mentali e gli era stato consigliato di rivolgersi ad un istituto. Snorre non desiderava minimamente di essere ricoverato in una casa di cura. Pertanto se ne andò via da Trondheim, dove viveva, per stabilirsi a Bergen. Questo ragazzo è uno dei personaggi più enigmatici dell'intera vicenda. Nelle sue interviste non ha mai dato una valida spiegazione del motivo per cui si è unito a Varg. Si è sempre difeso dicendo che all'inizio era reticente ma che si fece convincere perché il Conte "è molto autoritario. Fa sì che le persone lo seguano". Sapeva che le intenzioni di Vikernes contemplavano l'omicidio di Euronymous. Ma "era lui [Varg] che voleva questo, io non ero né pro né contro. Non me ne fregava un cazzo di Øystein, non avevo nulla a che fare con lui".
Qualunque congettura sul motivo del coinvolgimento di Snorre sarebbe un esercizio futile. Non c'è una spiegazione razionale e le dichiarazioni dei protagonisti non chiariscono nulla. Vikernes ha ammesso che è stato un errore portare Snorre con lui perché questo ragazzo era "il miglior amico di Euronymous". Come si è visto il diretto interessato respinge decisamente questa affermazione.
Di lì a poco entra in gioco un altro individuo, tale Andreas Nagelsett. Sin dall'inizio fu messo al corrente dei piani di Vikernes. Sicuramente il destino di Euronymous era già segnato perché Varg stava architettando un alibi. Avesse voluto soltanto spaventare Øystein, non sarebbe stato necessario il coinvolgimento di Nagelsett. Forse sentiva che la situazione gli sarebbe sfuggita di mano o più semplicemente aveva già deciso di ucciderlo. Dopo la sua incarcerazione, il Conte Grishnackh affermerà che Euronymous aveva intenzione di farlo fuori. Pertanto Varg avrebbe cercato di salvaguardare la sua vita anticipando le azioni del nemico. A proposito di questa vicenda, c'è una leggenda che lascia il tempo che trova: una cartomante avrebbe predetto ad Euronymous che sarebbe morto per mano di qualcuno di sua conoscenza. Øystein pensò quindi ad un'eliminazione sistematica di tutti i suoi potenziali assassini. Il Conte Grishnackh era il primo della lista dei sospetti.
La notte del 9 agosto tutto era preparato. Snorre avrebbe guidato l'automobile da Bergen a Oslo mentre Varg si sarebbe nascosto nel sedile posteriore sotto un mucchio di t-shirt. Infatti, dopo la sua incarcerazione, Grishnackh si considerava un volto noto e temeva che qualcuno avrebbe potuto vederlo mentre si allontanava dalla città. Nel baule dell'auto erano sistemati un'ascia, una baionetta ed una mazza da baseball. Sul suo corpo Varg portava tre coltelli, in una tasca il contratto e nell'altra un paio di guanti.
Durante il loro viaggio di sette ore alla volta di Oslo, Nagelsett si preparò per passare tutta la giornata e la notte nella casa di Varg. Avrebbe dovuto ascoltare musica ad alto volume e scrivere a macchina. A un certo punto sarebbe uscito per affittare una videocassetta con la tessera del noleggio di Varg. Il film era già stato visto dai tre in precedenza. Inoltre avrebbe anche dovuto effettuare un prelievo monetario che alla fine non fece.
Il viaggio di andata si svolse com'era stato programmato, senza intoppi.
Ora le versioni si fanno discordanti. Alcuni dicono che Varg, temendo di non essere aperto, avesse chiesto a Snorre di suonare al videocitofono. Vikernes afferma invece di aver suonato lui stesso, ipotesi avvalorata peraltro dal suo complice. Pare che dapprima Øystein non volesse far salire nessuno ma cambiò idea una volta che gli fu mostrato il contratto. Quando il portone si aprì Varg e Snorre entrarono assieme. All'inizio avrebbe dovuto entrare soltanto Varg. Pare però che abbia insistito affinchè l'altro lo seguisse: questi affermerà che Vikernes desiderava un "supporto morale".
Snorre salì le scale lentamente, fumando, mentre Varg quasi dimenticò il suo complice e corse su fino al quarto piano. Vikernes entrò nell'appartamento di Euronymous. Questi stava di fronte a lui in mutande e dall'aria assonnata pareva che si fosse appena svegliato. Erano circa le tre del mattino. A questo punto la ricostruzione si fa più confusa. L'unica cosa certa è che, dopo una breve discussione dai toni accesi, Vikernes aggredì Euronymous.
Pare che la prima coltellata abbia trafitto la vittima alla schiena. Evidentemente Euronymous aveva voltato le spalle al proprio carnefice nell'atto di dirigersi in un'altra stanza. Varg spiegherà che Øystein stava andando a prendere un'arma e che il suo istinto di autodifesa lo spinse a colpire. Sia come sia, queste sono le parole di Snorre: "[...] Ho camminato sino alla cima delle scale ed appena mi sono fermato davanti alla porta di Øystein, ho rabbrividito. Mentre stavo in piedi fuori dalla porta [...] ho sentito del gran rumore all'interno e improvvisamente Øystein è uscito, col Conte alle calcagna, coperto di sangue, correndo a rotta di collo giù per le scale. Ho capito che la situazione era precipitata. Avevamo stabilito che tutto sarebbe dovuto succedere nell'appartamento e velocemente - nessuna cosa in grande e drammatica come cento coltellate o roba simile. Così ho disceso le scale, li ho superati ed ho attraversato la piazza all'esterno dell'edificio. Ho cominciato ad avviare la macchina e il Conte mi ha raggiunto quasi immediatamente".
Durante l'inseguimento, Euronymous strillava e suonava i campanelli ma, stranamente, nessuno parve accorgersi di niente. La furia di Varg era incontrollabile tant'è che il corpo della vittima venne martoriato da ventitre coltellate: sedici alla schiena, due alla testa e cinque alla gola. Inoltre, durante l'omicidio non si premurò di indossare i guanti che si era portato proprio per quello scopo. Buon ultimo, non ricordò nemmeno di prendere il contratto che aveva mostrato ad Euronymous. Il foglio era datato 9 agosto 1993 e firmato: Varg l'aveva dimenticato nell'appartamento della vittima.
Il viaggio di ritorno fu drammatico. I due erano silenziosi e fremevano ogni volta che incontravano una pattuglia. Snorre ricorda di aver chiesto a Varg dove fosse il contratto. Il Conte rispose che l'aveva lui. Lungo la strada si fermarono a Nittedal per cambiarsi di abiti e telefonare a Nagelsett: volevano informarlo dell'accaduto. A dire il vero Varg non sapeva nemmeno se Euronymous fosse morto o no. In uno stagno li vicino il Conte si lavò le mani, i capelli e il coltello. I vestiti sporchi di sangue vennero legati attorno ad una pietra e fatti affondare.
Arrivati a Bergen, i tre si separarono. Varg non riusciva a calmarsi e telefonò a Lee Barret, proprietario dell'etichetta che si occupava della distribuzione in Gran Bretagna della DSP. Queste furono le sue parole: "Sono io! Il Conte Grishnackh! Euronymous è morto! Piscerò sulla sua tomba!".
Il mattino dopo il corpo di Euronymous fu ritrovato. Molti musicisti della scena appresero quanto era successo dalle news o dal passaparola. Tutti gli appartenenti all'Inner Circle, già noti per i roghi di chiese, vennero torchiati dalle autorità. Varg affermò di non avere la minima idea su chi avesse compiuto un tale misfatto, anche se sospettava fortemente dei satanisti svedesi.
Le modalità dell'omicidio inoltre erano simili al caso, da poco riaperto, dell'omosessuale assassinato a Lillehammer (vedi recensione "Aske"). Anche quella vittima era stata accoltellata con furia innumerevoli volte. Ricordo che il caso si era riaperto proprio grazie alle inaudite rivelazioni fatte da alcuni individui dell'Inner Circle al Bergens Tidende il 20 gennaio 1993.
La polizia non tardò a scoprire il colpevole. Troppe prove gravavano su Vikernes. Inoltre gli interrogatori andarono quasi tutti a buon fine. La tanto ambita Ilsa, ex-fidanzata di Euronymous, dichiarò alle autorità quanto segue: "Sono quasi sicura di sapere chi ha ucciso Øystein. L'assassino era geloso e voleva usurpare ad Øystein la posizione di leader della scena... Non credo che Øystein sia stato ucciso dai satanisti svedesi. La maggior parte degli svedesi è troppo codarda per poter commettere un omicidio. Non rivelerò il nome del vero assassino. La scena black metal scatenerà la sua vendetta contro di lui. [...] L'uomo di cui parlo fa parte della scena norvegese. Molti di coloro con i quali ho parlato [...] sono giunti alla mia stessa conclusione. Non posso proprio dire il nome della persona che penso sia l'assassino perché rischierei la vita. [...] Non penso che [Øystein] avrebbe mai lasciato entrare un estraneo nel suo appartamento; non era il suo stile. Questo mi rende ancora più sicura sull'identità dell'assassino".
Certe affermazioni strinsero il cappio attorno al collo di Varg. Ilsa non era l'unica che pensava al Conte. Anche altri sospettavano di lui. Tutti sapevano della lite tra Varg ed Euronymous. Molti di loro, troppo deboli per resistere ai duri interrogatori, inevitabilmente si lasciavano sfuggire qualche tessera cruciale per ricostruire il puzzle dell'omicidio.
Il 17 agosto Varg Vikernes fu arrestato nella sua casa a Bergen. L'accusa era di omicidio colposo. Nella sua abitazione trovarono 150 kg di dinamite. Avrebbe dovuto utilizzarli per far saltare la Nidarosdomen, una chiesa dell'undicesimo secolo. Anche Snorre e Nagelsett furono arrestati.
Il giorno dopo la polizia fermò Bård Faust in un pub. Qualcuno l'aveva indicato come l'assassino di Lillehammer.
Tralascio i particolari dei processi. Tutti vennero considerati colpevoli. Faust fu condannato a quattordici anni, Snorre a otto. Anche chi era coinvolto nei roghi di chiesa ricevette una pena variabile dai due ai tre anni di reclusione. Vedi Samoth o Jørn degli Hades.
Varg Vikernes, il Conte Grishnackh, fu condannato a ventuno anni di reclusione: il massimo della pena in Norvegia. Era stato trovato colpevole dell'omicidio di Euronymous e di tre incendi dolosi.
Il giorno della sentenza due chiese furono bruciate: quasi un simbolo di protesta. Cinque settimane dopo, un'altra chiesa andò a fuoco. Ma ormai il terrorismo satanico era giunto al termine della sua attività. L'epopea del black metal norvegese aveva conosciuto il suo Ragnarok.
"Det Som Engang Var" ("Ciò che una volta era") è stato pubblicato nell'agosto del 1993 poco prima dell'arresto di Vikernes. Le registrazioni sono state effettuate nell'aprile del 1992 ai Grieghallen Studios sotto la supervisione di Pytten. La prima stampa dell'album è stata licenziata dalla Cymophane in 950 copie, esclusivamente in formato CD. Dopo l'arresto di Varg la Voices Of Wonder ha distribuito qualche centinaio di copie prima di rescindere il contratto con l'artista a causa delle sue dichiarazioni troppo "naziste".
Un anno dopo la Misanthropy Records ristamperà "Det Som Engang Var" in CD o in LP con poster allegato.
La copertina, in bianco e nero, ritrae uno spaventoso portale. Le mura che lo circondano sono decorate con immagini demoniache. Il cielo è nuvoloso e solcato da lampi. Sotto le mura si vede un paesaggio nebbioso, nel quale si muove la stessa figura misteriosa e incappucciata che compare nella copertina dell'album "Burzum".
All'interno del libretto è disegnato Odino, nella sua forma terrena di viandante con un occhio nascosto dalla falda del cappello. Sotto vi è scritta una frase in tedesco: "Così nobile come gli antichi uomini germanici, così nobile era la sua Arte. Egli realizzava i sogni di questo mondo".
La traccia di apertura si intitola "Den Onde Kysten" ("La spiaggia malvagia" - gennaio 1992). Si tratta di un'introduzione meditabonda. Giocata su sonorità minimali e molto gravi, dà l'impressione di trovarsi in un luogo oscuro, privo di vita. La risacca delle acque è silenziosa in questa spiaggia disperata.
La prima canzone vera e propria si intitola "Key To The Gate" (agosto 1991) ed è un capolavoro. Si tratta di una delle più belle composizioni di Burzum e del black metal in generale. E' un inno eretico, le parole esprimono la brama di un individuo per l'inferno. Nemico del mondo, porta con sé le chiavi che gli permetteranno di penetrare nel portale della dannazione. L'apertura è atonale, giocata su dissonanze che si tramutano in un riff semplice ed efficacissimo. Le vocals si fanno sempre più torturate. La sezione centrale è lenta, tipicamente alla Burzum. I suoni diventano cupi, la drum machine accompagna le note con la sua freddezza meccanica. Il finale invece assume toni più epici e sfocia in una grandissima melodia di chitarra, semplice e bellissima. Questa canzone è talmente carica di feeling oscuro da commuovere ad ogni ascolto.
"En Ring Til Å Herske" ("Un anello per regnare") procede con un ritmo lento ma inesorabile. Gli accordi sono inquietanti, arricchiti dai vocalizzi puliti del Conte Grishnackh. Quando la voce comincia a strillare, "En Ring Til Å Herske" assume tutte le caratteristiche tipiche del suono di questa one-man-band. A differenza di molti artisti black a lui contemporanei, Varg puntava molto sulla capacità della musica di creare determinate atmosfere. La riunione tra i boschi notturni di cui parla il testo, illuminata dal Fuoco dei Maestri, è evocata in tutta la sua sacralità. Composta originariamente nel marzo del 1992, sin dal titolo dimostra che la passione dell'artista per Tolkien non è mai venuta meno.
"Lost Wisdom" (giugno 1991) è ormai entrata a far parte dei classici di Burzum. Il suo riff principale, insolitamente catchy, coinvolge l'ascoltatore sin dal primo ascolto. Come al solito si tratta di una composizione semplice. La sua peculiarità è il continuo cambio di tempo, giocato su un riff trainante e strofe molto più lente. Il Conte scandisce parole cariche di astio contro la chiesa. Le sue urla, così ostili, sono rese ancora più odiose dalle successioni armoniche determinate e cariche di tristezza.
La quinta traccia è una composizione per sintetizzatore: "Han Som Reiste" ("Colui che viaggia" - aprile 1992). Questo brano anticipa quelli che saranno i futuri sviluppi del progetto Burzum, quando abbandonerà il black metal a favore di un'ambient minimale ed eroica. Il titolo si riferisce chiaramente ad Odino, lo stesso che compare nel disegno all'interno del booklet. La musica è molto melodica, forse un po' ingenua. Il ritmo è tenuto da due note del sintetizzatore, una sorta di basso continuo.
La scelta dei titoli, delle immagini e della tracklist del CD dimostrano come l'interesse verso la mitologia vichinga stesse poco a poco scalzando il satanismo. In "Det Som Engang Var" ambedue le componenti sono presenti ma i segni del cambiamento sono percettibili. Non da ultimo, si noti che la maggior parte dei titoli è in norvegese.
"Når Himmelen Klarner" ("Quando i cieli si schiariscono" - febbraio 1989) è un altro strumentale, questa volta suonato con chitarra, basso e batteria. Il ritmo è lento, quasi doom, ma la melodia è epica, vichinga. Nella sua semplicità disarmante, la musica invita l'ascoltatore a mettersi in viaggio. Il cielo è limpido ed occorre muoversi per raggiungere la meta. Una visione amena, sicuramente. Privo di qualunque orpello inutile, "Når Himmelen Klarner" è l'ennesima prova della capacità di sintesi del Conte Grishnackh: comunicare sensazioni con poche note.
"Snu Mikrokosmos Tegn" ("Voltando il segno del microcosmo" - marzo 1992) è la canzone più tipicamente black dell'intero album. La drum machine sostiene un ritmo discretamente arrembante mentre le chitarre eseguono semplici successioni armoniche. La voce è come al solito sopra le righe. Terminata la prima parte, il brano si assesta su una ritmica più cadenzata. La chitarra suona riff più marcati. Il Conte Grishnackh trasforma le sue urla in una sorta di guaito mentre la voce pulita e il sintetizzatore rendono l'accompagnamento pieno ed espressivo. Il testo è l'affermazione di potere del signore di una foresta senza vita. Un re la cui unica compagna è la notte.
L'epilogo dell'album porta il titolo di "Svarte Troner" ("I troni neri" - aprile 1992). E' una composizione non dissimile dall'introduttiva "Den Onde Kysten" se non che è dotata di una sonorità quasi cibernetica. C'è anche una voce che mormora frasi incomprensibili. Il CD si conclude su questa traccia inquietante e misteriosa.
"Det Som Engang Var" è fondamentale per capire gli sviluppi del black norvegese. Non presenta grandi novità rispetto all'esordio: non si dimentichino l'anno di registrazione né la data di composizione di alcune canzoni. La qualità di registrazione è però migliorata. Il fatto di contenere due tra le più belle canzoni del black metal, la sua varietà inusuale in questo genere musicale e l'inserimento (per ora solo in nuce) di tematiche vichinghe sono i motivi per i quali reputo "Det Som Engang Var" un disco imprescindibile.
(Hellvis - Dicembre 2003)

Voto: 9.5



10 anche questo disco, insieme al primo sono fenomenali. Anzi, se devo essere sincero, "Det Som Engang Var" mi piace pure un pelino di più!
(Randolph Carter - Maggio 2004)

Voto: 10