BURZUM
Dauði Baldrs

Etichetta: Misanthropy Records / Cymophane
Anno: 1997
Durata: 39 min
Genere: ambient epico e minimale


"Dauði Baldrs" ("La Morte di Balder") è un lavoro di piccola caratura, musicalmente parlando. Il lato teorico dell'opera è ben più interessante per via delle sue connessioni con gli sviluppi delle ideologie di Varg Vikernes. Come ho già avuto modo di scrivere nella recensione di "Filosofem", Vikernes sentiva in maniera sempre più pressante il bisogno di divulgare le proprie teorie. Ci aveva provato con il libro "Vargsmål" che però trovò serie difficoltà di realizzazione e, soprattutto, distribuzione. Attorno al 1996 ebbe anche l'occasione di essere intervistato da Michael Moynihan per il suo libro, poi diventato culto, "Lords of Chaos". Proprio allora introdusse i suoi fan alla figura di Vidkun Quisling, un gerarca norvegese che creò un governo collaborazionista con la Germania nazista. Sempre nello stesso periodo l'artista cambiò legalmente il suo nome in Varg Qisling Larssøn Vikernes, come comparirà scritto sul retro della copertina di "Dauði Baldrs".
Tutte queste provocazioni cartacee non ebbero però il risultato sperato. I media non erano più interessati al Conte Grishnackh, ora che era rinchiuso in un carcere. Solo Burzum era l'unico potente mezzo di propaganda che avesse a disposizione. Tramite il suo progetto musicale Varg poteva liberamente esporre le proprie teorie, magari velate da metafore, ed essere sicuro che sarebbero state distribuite in svariate parti d'Europa e del mondo.
Per il suo nuovo CD Varg Vikernes non ebbe a disposizione che un sintetizzatore. Decise pertanto di dare una decisa svolta al proprio sound rivolgendosi ad un ambient minimale e dilettantesco. Teorizzò una trilogia ispirata alla mitologia vichinga. Una voce avrebbe narrato delle vicende con in sottofondo la musica del sintetizzatore. In realtà questo non avvenne perché le autorità norvegesi non gli misero a disposizione un microfono.
Per il primo capitolo di questa trilogia (poi rimasta incompiuta) la scelta ricadde sull'episodio della morte del dio Balder. Per narrare musicalmente questo mito, Varg Vikernes si avvalse della sua versione più famosa: quella tratta dal "Gylfaginning" ("L'inganno di Gylfi"), il primo libro dell' "Edda" di Snorri Sturluson (1178 - 1241).
Il CD di "Dauði Baldrs" è diviso in sei brani. Ognuno di essi rappresenta una serie di eventi che hanno luogo a partire dalla morte di Balder, dio della giovinezza e dell'innocenza, per concludersi con il Ragnarok, il crepuscolo degli dei.
Il primo episodio, la title-track, descrive l'inizio di tutta la vicenda. Balder (Baldr) era il dio più amato, saggio e bello di tutti gli dei. Egli era figlio di Odino (Oðin) e Freya (dea dell'amore), nonché marito di Nanna. Una notte Balder fece dei sogni premonitori che annunciavano pericoli per la sua vita. Riferito questo alla assemblea di tutti gli dei (Æsir) fu presa la decisione di ottenere una promessa solenne da parte del fuoco e dell'acqua, del ferro e di tutti i metalli, delle pietre, della terra e gli alberi, gli animali e gli uccelli, dei veleni e i serpenti di non ferire mai il buon Balder. Frigga (la moglie di Odino) fu incaricata di compiere questo lavoro e ben presto ritornò con la lieta notizia che tutte le cose avevano giurato. Gli Æsir decisero di festeggiare e presto divenne un'usanza il bersagliare Balder con tutti gli oggetti e le armi, poiché nulla lo feriva, tutti si divertivano e il dio si ricopriva di gloria. Ben presto Loki, fratello di sangue di Odino nonché figura caotica del pantheon nordico, incominciò ad invidiare il bel Balder. Pertanto un giorno si recò sotto le spoglie di una donna presso Frigga e la interrogò sul giuramento fatto dalle cose a favore del dio favorito dagli Æsir. La dea si lasciò sfuggire che soltanto a una pianta non aveva chiesto nulla, il vischio, perché gli sembrava troppo giovane per chiedergli una tale promessa.
Fu così che Loki portò con sé un bastoncino di vischio e, durante una delle tante feste, si accostò al cieco Hod (Hoðr), dio dell'inverno. Loki lo raggirò compatendolo per il fatto di non lanciare anche lui degli oggetti su Balder a causa della cecità. Si propose pertanto di far partecipare anche lui al divertimento semplicemente guidandogli la mano. Quando Hod acconsentì Loki gli piazzò in mano il bastoncino di vischio e lo aiutò a colpire Balder.
Quest'ultimo, trafitto, cadde a terra e morì. Tra gli dei ci fu improvviso stupore e disperazione ma nessuno vendicò immediatamente l'accaduto poiché il Valhalla era un luogo sacro. Tra tutti gli dei piangenti, il più turbato fu Odino perché sapeva che la morte di suo figlio preannunciava la fatale caduta degli dei e ormai il loro regno era destinato a finire.
Improvvisamente Frigga si alzò e chiese a gran voce se qualche dio voleva andare nel regno di Hel (dea dell'oltretomba e figlia di Loki) ed offrire un riscatto per riportare Balder in vita. Hermod (Hermoðr) il valoroso, si prestò a quest'impresa. Per aiutarlo Odino gli consegnò Sleipnir, il suo destriero prodigioso.
Per rappresentare questa vicenda Varg Vikernes utilizza un unico tema ripetuto ossessivamente, talvolta messo a tacere per lasciare spazio solo all'accompagnamento. Il tema è proposto da più sonorità del sintetizzatore; il ritmo è sostenuto talvolta da timpani. L'atmosfera è minacciosa eppure fredda e distaccata.
"Hermoðr a Helferð" descrive il viaggio di Hermod sino al regno di Hel. Arrivato al fiume Gioll, che separa il mondo dei vivi dall'oltretomba, Hermod incontrò la sentinella Modgud. Essa gli disse che Balder aveva attraversato il fiume Gioll qualche tempo prima pertanto Hermod cavalcò sino alle porte di Hell. Entrato nel palazzo vide suo fratello Balder seduto sul trono d'onore. Varg Vikernes decide di rappresentare questa scena con un arpeggio di accompagnamento, sempre uguale e continuo, e una minimale serie di note come melodia.
"Balferð Baldrs" tratta del funerale di Balder, secondo l'usanza vichinga di abbandonare il corpo al mare su di una barca in fiamme. Gli dei posarono il corpo di Balder su Hringorni, la più grande delle navi esistenti. L'imbarcazione era talmente immensa che nessun dio era riuscito a spingerla in mare, nemmeno Thor (þorr). Gli Æsir chiamarono allora la gigantessa Hyrrokin. La sua spinta permise a Hringorni di toccare le acque. Sulla nave fu accesa una pira ma Nanna, dea della luna e compagna di Balder, morì di crepacuore. Così anche il corpo di Nanna fu adagiato su Hringorni. Poi Thor benedì la defunta coppia col suo martello Mjollnir quando un nano di nome Lit passò di fronte ai suoi piedi. Irritato, Thor gli diede un calcio spedendolo direttamente in mezzo alle fiamme dove bruciò. La musica che accompagna questo brano è molto simile a "Dauði Baldrs" ma forse è leggermente più varia, come scelta di suoni. Il tema è come al solito insistente ma può ricordare lo stile di Burzum quando era ancora un black metal band.
"I Heimr Heljar" prosegue invece con la narrazione delle vicende di Hermod. Il mattino dopo il suo arrivo nell'oltretomba, il dio pregò Hel di lasciar libero suo fratello Balder. Hel gli rispose che per liberarlo doveva essere sicura che tutte le cose del mondo lo amassero veramente. Pertanto tutti avrebbero dovuto piangere la morte del dio dell'innocenza. Se soltanto una persona si fosse rifiutata di piangere, Balder sarebbe rimasto per sempre nel suo regno. Varg Vikernes ha optato per un brano fortemente percussivo, simile ad una danza dai toni violenti e decisi. E' la traccia più veloce del CD.
"Illa Tidandi" rappresenta il ritorno di Hermod ad Asgard (la dimora degli dei). Saputa la storia, gli Æsir mandarono messaggeri nel mondo ordinando a tutte le cose di piangere la morte di Balder. Tutti risposero alle richieste degli dei salvo una gigantessa di nome Thanks. Si rifiutò poiché nessun beneficio ha avuto quando Balder era in vita e tanto meno ne avrebbe avuti qualora egli fosse ritornato dalla morte. La melodia di questo episodio è molto intima, giocata sulle delicate note del pianoforte inserite in un contesto trascendente, privo di ritmica. Un brano funereo, sospeso in un vuoto gelido.
"Moti Ragnarokum" è l'epilogo della vicenda e il crepuscolo degli dei. Le profezie antiche si avverano e gli dei si preparano ad affrontare i giganti e i figli di Loki. Tutto questo porterà alla fine del mondo e di gran parte degli dei. Dalle ceneri di ciò che era prima e dai pochi sopravvissuti rinascerà una nuova vita e un mondo nuovo. Varg Vikernes crea una melodia malinconica ma al tempo stesso epica. Si tratta del brano più complesso dell'intero CD, pur rimanendo minimale e in fin dei conti semplice.
Oltre i testi, nel libretto sono presenti delle illustrazioni di ispirazione vichinga e medievale. Vado a elencarle dando priorità all'immagine posta come copertina del digipack. Ce ne sono più versioni: la più comune vede un re dai fieri tratti nordici (e con un mantello azzurro con tanto di svastiche) inchinato di fronte a un sacerdote oscuro. Nello sfondo si vedono dei guerrieri vichinghi sull'attenti. Dietro il re, un soldato regge su un braccio un neonato e con l'altra mano tiene saldamente una spada corta. Un'altra versione della copertina mostra un uomo nudo che viene flagellato. Ai suoi piedi si vedono un gran numero di cadaveri. Un uomo intabarrato mostra una croce cristiana alla vittima. Un particolare interessante è che i tre aguzzini hanno tratti nordici e capigliature vichinghe. Quando una di queste due illustrazioni compare in copertina, l'altra si ritrova nel libretto.
Altri disegni mostrano delle donne totalmente bianche che danzano in tondo mentre una di loro è riversa sul terreno; una svastica illuminata al centro di un disegno astratto; delle donne ariane legate ai pali del supplizio col fuoco sotto di loro; un tramonto rosso sul mare: nel sole calante è raffigurata l'onnipresente svastica. Sì, questo simbolo appare nell'artwork di "Daudi Balðrs" in maniera ossessiva. Questa è la nota che Varg Vikernes ha inserito nel libretto (in tedesco e in francese): "Il martello di Thor (þórshammer), ugualmente conosciuto con il nome di Swastika, croce Flyfot, ruota del sole o Hakenkreuz è un antico simbolo indo-europeo. E' il simbolo dei poteri donatori di vita del sole e dei poteri che preservano la vita di Thor. E' il simbolo più sacro della tradizione nordica".
Di grande importanza è il commento alla sua opera che Varg Vikerness ha incluso all'inizio e alla fine del libretto: "La Logica (Loki), spinta dal suo desiderio per la ragione, unisce la cecità che è in noi (Hoðr) con le religioni morte (il vischio parassita sull'albero della vita, Yggdrasill) e tramite di esse uccide il senso delle nostre vite (Baldr). Il significato della vita è profondamente perduto nell'inconscio della psiche umana (Helheimr). Alcune persone sono motivate dall'energia di Urano (Oðinn/Hermoðr) ed essi cercano di viaggiare nella loro interiorità per poter riscoprire il senso della vita. Ma questo non può avere successo, non in questa maniera. Quando noi (þorr), amareggiati, diciamo addio al nostro amato senso della vita, congediamo anche ogni tipo di fiducia (Litr) e lo bruciamo sul rogo. L'intera umanità soffre, bruciamo da dentro, piangiamo. La Logica (della scienza moderna), con la sua arrabbiata spinta scientifica, la sua "arroganza" e le sue contraddizioni, impedisce agli Occultisti (Hermoðr) di riscoprire il senso della vita.
Non c'è il male dietro a tutto questo, solo logica fredda e calcolatrice. La logica piange lacrime secche nella sua mancanza di sentimenti. Tutto questo porta al Ragnarok: Inizio, Causa, Simbolo, Testimonianza, Destino e Crepuscolo degli Dei. La battaglia nella psiche umana è combattuta tra la mente cosciente (Æsir) e mente incosciente (Jotunn). Nessuno Jotunn può tornare vivo da Asgard (coscienza)".
La scelta del poema più famoso del "Gylfaginning" non nasce quindi dal desiderio di divulgare l'antica mitologia vichinga. In realtà Varg Vikernes vuole interpretare il mito come metafora della vita presente. Nel momento in cui la scienza ha superato la magia, gli dei sono morti. Ecco il Ragnarok. Nella visione di Vikernes manca però la rigenerazione. Gli dei sono morti ma non ne sono sorti di nuovi. Come al solito, il leader del progetto Burzum propende per un'interpretazione personale e discutibile. La rigenerazione non è ancora avvenuta perché le coscienze non si sono ancora risvegliate. Finché i pagani resteranno intontiti dalle droghe della scienza giudaico-cristiana, il mondo continuerà a vivere questo momento di stasi continua.
Questa stasi è innaturale perché l'universo è fatto di continue morti e rinascite (come nell'Universismo di Quisling o, perché no, anche la teoria del ghiaccio eterno di Horbiger). Morti e rinascite di mondi e di coscienze. Occorre quindi che degli eletti risveglino l'uomo e lo spingano a ritrovare gli dei perduti. E' nel nazismo esoterico che Varg Vikernes trova un'auctoritas sulla quale fondare le sue teorie. Ma, secondo il suo classico vezzo di confermare la coerenza del suo pensiero, teorizza discutibili paralleli tra l'Universismo di Quisling e il paganesimo, tra l'Edda di Snorri e l'antisemitismo.
Ora più che mai Burzum si fa veicolo di messaggi politici scomodi e provocatori. Non si tratta più della black metal band di una volta. Ora l'ideologia ha preso il sopravvento sull'aspetto musicale del progetto. Varg Vikernes si elegge a guida spirituale dei propri seguaci. Per far rivivere il vero spirito pagano nordico occorre: "[...] Rimpiazzare la morale con l'hamingja (onore e fortuna decise dalla stirpe) e il "bene" ed il "male" con le leggi della natura. La sopravvivenza dei più forti. Fare della lealtà una virtù. Lealtà alla tribù, alla famiglia e alla stirpe, agli Æsir e ai Vanir e - non per ultimo - a se stessi. Inoltre, occorre rivelare anche le tradizioni esoteriche [...]" (da un'intervista con Vikernes di Stephen O'Malley - Descent Magazine).
"Dauði Baldrs" vuole riportare questi valori alla conoscenza dell'uomo nordico contemporaneo tramite l'esposizione del mito. Nell'evoluzione ideologica di Varg Vikernes questo episodio riveste un'indubbia importanza. Musicalmente, si tratta di un lavoro povero di alti contenuti artistici. Vikernes non è un tastierista e, nell'ambito dell'ambient, non regge il confronto con i veri professionisti del genere.
(Hellvis - Febbraio 2004)

Voto: 6.5