BURZUM
Burzum

Etichetta: Deathlike Silence Productions
Anno: 1992
Durata: 38 min
Genere: black metal


Cercare di essere esaurienti quando si scrive di Burzum è quasi impossibile. A meno che non si voglia scrivere un tomo. La storia della più famosa one-man-band norvegese è stata raccontata in tutte le maniere possibili. Cercando su internet, il lettore potrà trovarne versioni storicamente attendibili e dettagliate, altre discutibili ed altre ancora dai toni epici, quasi mitologici.
Il famoso saggio di Michael Moynihan e Didrik Søderlind "Lords of Chaos" è forse il libro più completo sulla materia, considerata la particolare cura con cui tratta della figura di Varg Vikernes. Il lettore è invitato alla sua lettura.
Che senso ha quindi tornare per l'ennesima volta sull'argomento Burzum? Dopo DarkThrone e Mayhem, sarebbe una grave mancanza se non mi occupassi anche di questa band. Innanzitutto perché la sua importanza storica nell'ambito del metal è indiscutibile. Inoltre la recensione della sua discografia arricchisce quanto già è stato scritto dei due gruppi sopra citati. Integrare la lettura delle recensioni storiche di Burzum con quelle di Mayhem e DarkThrone è un esercizio che consiglio a tutti.
Non sarò certo io a scrivere l'ultima parola su queste band e sulla storia affascinante che le accomuna. Non ci provo neanche. Tanto meno il lettore troverà tra queste righe qualcosa che non sia mai stato scritto. Cercherò semplicemente di tracciare un quadro che illustri la poetica di Burzum e le dinamiche che hanno portato a determinati eventi storici. Spero inoltre che il lettore si senta stimolato ad approfondire l'argomento tramite la ricerca personale.
Christian Vikernes è nato l'11 febbraio 1973 a Bergen, in Norvegia. Suo padre è un ingegnere elettronico che, di tanto in tanto, ha prestato i suoi servizi alla Marina Militare. Era noto per il suo carattere autoritario e testardo. Divorzierà da sua moglie, Lene Bore, quando Christian è ormai quattordicenne. Il distacco non sarà schoccante perché i rapporti tra l'uomo e la famiglia si erano fatti sempre più conflittuali. A parte i problemi caratteriali, si è scritto anche di maltrattamenti ai danni dei suoi familiari: non saprei dire però quanto questo sia vero. Christian Vikernes ricorderà suo padre come un individuo materialista e lo vedrà rare volte dopo il divorzio. Ammetterà però che l'educazione rigida e il rispetto della disciplina sono state una palestra di vita. Di questo è grato a suo padre.
Christian ha anche un fratello di un anno e mezzo più vecchio al quale è stato molto legato per un lungo periodo di tempo. Inoltre i conflitti con il padre hanno stretto parecchio il rapporto tra i figli e la madre.
L'infanzia di Christian Vikernes è stata quella normale di qualunque bambino nato in una famiglia benestante. Non gli mancava nulla e denotava già una spiccata personalità. Era un bambino dotato di una ricca fantasia ma un po' schivo nei confronti dei coetanei. Sua madre ricorda che giocava molto da solo ma che all'asilo sembrava un pesce fuor d'acqua. I giochi di gruppo o le attività organizzate gli spegnevano ogni entusiasmo.
Il suo gioco preferito erano i soldatini. Era affascinato dalle armi, dai carri armati. C'è anche un aneddoto gustoso, raccontato dallo stesso Vikernes. A Bergen giocava sempre a soldatini con un amico e quello ne aveva di due tipi: americani e tedeschi. Il suo amico voleva sempre tenere gli americani e costringeva Christian ad usare i tedeschi e a fare la parte del cattivo che sarebbe stato sconfitto. Vikernes dice che sono stati quelli i primi momenti in cui ha cominciato a simpatizzare per la Germania. Magari questo episodio non vuol dire niente, però non è da escludere una certa suggestione estetica nella mente in evoluzione del bambino.
Un anno importante è stato quello vissuto in Iraq. Al padre era stato offerto un lavoro per sviluppare un sistema computerizzato per il controllo dell'economia del paese. Si è trasferito quindi a Baghdad con tutta la famiglia e Christian ha frequentato la scuola elementare nella capitale irachena. Naturalmente il suo metodo di studio era differenziato e, probabilmente, il piccolo non ebbe mai modo di socializzare veramente con i suoi compagni di scuola. Inoltre gli venne inculcato sin da subito il senso di differenza. Gli altri bambini potevano essere picchiati dai maestri, lui no. Durante le visite mediche passava sempre per primo. Come conseguenza non aveva amici in Iraq e veniva costantemente messo in condizione di sentirsi diverso dagli altri: privilegiato, ma pur sempre differente.
Tornato a Bergen Christian si era reinserito in fretta nella società norvegese ed ha continuato a frequentare le scuole del posto. La madre ammette che il carattere del bambino diventava sempre più forte e testardo. In tutto e per tutto simile a quello del padre. Aveva tanti amici ma continuava a sentirsi a disagio nei grandi gruppi. Preferiva piuttosto andare ad esplorare i grandi boschi attorno alla città. La sua fertile immaginazione li popolava infatti di creature fantastiche e lui si divertiva così tanto che passava ore e ore in mezzo agli alberi.
L'iniziazione alla letteratura di Tolkien segna il passaggio dall'infanzia all'adolescenza del giovane Vikernes. La lettura dei libri dello scrittore sudafricano influenzarono il suo già ricco immaginario. I boschi non erano più visti come alloggio di creature fantastiche ma innocue. Ecco che le ombre tra i rovi si popolarono di orchi e troll.
Il divorzio dei genitori unì molto Christian e suo fratello maggiore. Da lui ha infatti ereditato la passione per Tolkien ma non solo. Attorno ai quattordici/quindici anni Christian rimase affascinato dal look e l'atteggiamento skinhead del fratello. Questi passava tanto tempo con lui illustrandogli le varie armi, gli esplosivi e - qualche volta - facendogli toccare queste cose con mano.
Non tutti i suoi interessi derivarono però dall'emulazione del fratello. Nel 1987 Christian cominciò ad esercitarsi con la chitarra. I suoi ascolti andavano dal thrash al death e al techno-thrash. Desideroso di tradurre il suo immaginario tolkeniano in musica decise di dar vita al progetto Uruk-Hai. Il fatto che suonasse da solo non era soltanto dovuto alla sua scarsa esperienza ma anche al fatto che, all'epoca, a Bergen non c'erano tante persone disposte a suonare metal. Soltanto ad Oslo pareva che qualcosa stesse cambiando, soprattutto grazie a due giovani e oscure band: Mayhem e Vomit.
Questi erano anni tranquilli nei quali Christian trovò una certa stabilità. Riusciva a ritagliarsi il tempo per coltivare i propri interessi: musica, giochi di ruolo, lettura ed uso delle armi. Spesso i fratelli Vikernes andavano ad allenarsi nei boschi con le armi che erano riusciti a procurarsi. Altre volte invece Christian se ne stava da solo nella sua stanza a comporre e ad incidere le prime composizioni.
Nel 1990 Vikernes entrò a far parte degli Old Funeral come secondo chitarrista. Questa era una band di Bergen dedita a un death metal di stampo floridiano. L'occasione gli capitò quando un suo vicino di casa, Olve Eikemo, lasciò gli Old Funeral per dedicarsi maggiormente alla sua nuova band: gli Immortal. Olve sarà in futuro universalmente noto come Abbath. La parentesi con la band di Bergen fu importante. Infatti essa rappresenta la sua prima vera esperienza con un gruppo. Continuerà a suonare con gli Old Funeral per ben due anni, incidendo due demo ed esibendosi in parecchi concerti.
Christian e Olve ebbero anche modo di suonare assieme grazie al progetto Satanel. Vikernes non era un membro effettivo del gruppo: il futuro Abbath si rivolgeva a lui in qualità di amico. Infatti Christian non adorava il death tecnico dei Satanel. Nonostante egli preferisse strutture musicali meno complesse, questa esperienza migliorò la sua abilità come chitarrista.
La gavetta con queste due band fece sì che Vikernes non fosse più soltanto uno spettatore della nascente scena estrema norvegese. Da musicista stava prendendo coscienza delle sue possibilità. Non solo: capì anche il tipo di musica che voleva suonare. Decise quindi di mettere in secondo piano il suo impegno con gli Old Funeral per concentrarsi sui vecchi Uruk-Hai.
In realtà Christian non aveva mai messo questo progetto nel cassetto. Grazie ad esso poteva dar corpo alla sua ispirazione senza dover scendere a compromessi con altri musicisti. Poco importa che per lungo tempo un certo Eric Olivier Lancelot avesse collaborato con lui (fino al 1990). In realtà tutta la musica era farina del sacco di Vikernes e questo suo amico non era che un semplice collaboratore. Lo ritroveremo dal 1994 negli Ulver con lo pseudonimo di AiwarikiaR.
La nuova incarnazione degli Uruk-Hai prese il nome di Burzum, termine tolkeniano che significa "oscurità" al plurale. Il lato tenebroso della fantasia portò Vikernes ad avvicinarsi all'occultismo. Assorbì questo interesse dai suoi compagni di gioco di ruolo e dai libri che avevano in casa. Dato il suo carattere sempre più istintivo e ultra-entusiasta, ogni argomento che stuzzicasse il suo interesse si trasformava in breve in ossessione. Ciò che prima lo interessava veniva invece quasi totalmente dimenticato.
Solo la musica rimaneva un interesse costante e inattaccabile. Inoltre, voleva emergere in questo ambiente a tutti i costi. Entrò quindi in contatto con il leader dei Mayhem, Euronymous. Questi, al secolo Øystein Aarseth, era considerato una figura leggendaria nell'ambito della musica estrema norvegese. La sua eloquenza e i suoi proclami tenebrosi e satanici facevano sempre più presa sui giovani metallari. Come si sa, il male ha il suo fascino. Euronymous era inoltre il titolare di una label chiamata Deathlike Silence Productions, che nel 1989 aveva pubblicato l'esordio degli svedesi Merciless, ma che da un po' di tempo era inattiva. Con tutte queste premesse, è naturale che Christian guardasse a lui per ottenere un contratto discografico. Iniziò quindi una fitta corrispondenza, grazie alla quale i due individui capirono di condividere parecchie idee musicali.
Il 1990 stava volgendo al termine e Vikernes aveva ormai abbastanza brani per metterli su cassetta. Ecco che nel 1991 ha già pronti due demo, il primo senza titolo e il secondo chiamato semplicemente "Burzum". Il primo contiene tre canzoni di cui due appariranno nell'album di esordio, mentre quella intitolata "Lost Wisdom" verrà pubblicata in futuro su "Det Som Engang Var" nel 1993.
Il demo "Burzum" contiene invece dodici tracce ed è da considerarsi una summa della produzione dei vecchi Uruk-Hai/Burzum. Sono presenti le tre tracce del demo precedente, una versione alternativa di "Lost Wisdom", alcuni brani che appariranno negli album futuri e altri che cadranno nel dimenticatoio (o finiranno su bootleg). In ambedue i demo non è incisa la voce. L'effetto complessivo è quello di una musica oscura, malinconica e a tratti epica. Ed Euronymous apprezzava enormemente questo genere. Infatti si decise subito di metterlo sotto contratto, invitandolo ad Oslo per definire l'accordo.
Il primo incontro tra Euronymous e Vikernes ebbe luogo nel marzo del 1991 a Oslo. In quell'occasione non parlarono di molto all'infuori del contratto. Christian ebbe però modo di legare abbastanza con Hellhammer, il batterista dei Mayhem, e con il lugubre cantante Dead. Proprio a questo aveva inviato delle munizioni per fucile a pompa come regalo, qualche tempo prima. Destino infausto, quelle munizioni tornarono utili a Dead quando l'8 aprile decise di farsi saltare le cervella (vedi recensione "Live In Leipzig" dei Mayhem).
Dopo questo primo incontro Vikernes entrò gradualmente in confidenza con Euronymous. Stravedeva per lui. Sua madre era letteralmente impressionata perché nessuno, nemmeno suo padre, aveva mai avuto tanto ascendente su Christian. Le frasi a effetto e il grande carisma del chitarrista dei Mayhem affascinarono totalmente il leader dei Burzum.
Occultismo, satanismo e guerra erano le parole più in voga in quel periodo. Non è un caso quindi che Euronymous chiamasse Helvete (Inferno) il proprio negozio di dischi. Il negozio aprì tra il maggio e il giugno del 1991. Dead era morto da un mese e la disgrazia aveva reso ancora più cupa e maledetta la fama dei Mayhem (vedi recensione "De Mysteriis Dom. Sathanas").
Il locale a disposizione di Euronymous era troppo grande rispetto a quanto effettivamente gli servisse per il negozio. Decise pertanto di adattare le stanze in eccesso (il retro e la cantina) a luoghi di ritrovo per feste oppure per ospitare gli amici. Da quel momento le visite di Christian ad Oslo si fecero più frequenti. Infatti tra la capitale e Bergen ci sono sei ore di viaggio, pertanto le visite in giornata risultavano troppo sfiancanti. Ora che Euronymous aveva opportunità di ospitare il problema non si poneva più. Anche i periodi di permanenza di Vikernes nella capitale norvegese si fecero sempre più lunghi.
In questi mesi del 1991 egli entrò in contatto con individui rappresentativi della scena estrema. Si trovò a condividere la sua stanza a Helvete con un ragazzino del Telemark, tale Tomas Thormodsæter Haugen (il futuro Samoth degli Emperor). Altre persone con cui legò parecchio erano Bård "Faust" Eithun (Thorns, futuro Emperor), che da luglio stava lavorando nel negozio di Euronymous, e Gylve Nagell (Fenriz), il batterista dei DarkThrone.
Questi lunghi periodi di permanenza a Oslo non fecero però che avvicinare sempre di più Vikernes ed Euronymous. Christian pendeva letteralmente dalle labbra del leader dei Mayhem. Questi, dal canto suo, era affascinato dall'entusiasmo di quel ragazzo di cinque anni più giovane. Come Faust ricorda in un'intervista: "Tendeva sempre a strafare. Se faceva una cosa che andava bene, allora voleva farlo dieci volte meglio entro quella sera stessa". Christian, a differenza dei suoi amici, non beveva né fumava. Eppure si faceva rispettare per il suo estremismo in ogni circostanza. Come conseguenza, gran parte del pensiero di Christian finì per influenzare lo stesso Euronymous.
Progressivamente la visione del mondo dei due divenne sempre più misantropica e autodistruttiva. Il satanismo perse qualunque contatto con Crowley o La Vey. Il satana che essi "adoravano" era quello dell'iconografia medievale, mostruoso e con le corna. I cristiani vennero visti come una piaga insanabile che andava distrutta. Non c'erano profonde considerazioni filosofiche dietro a queste posizioni, anzi, le motivazioni erano superficiali e piene di contraddizioni. C'era soltanto la voglia di essere il più cattivi possibile.
Mi scuso con il lettore se molti di questi fatti sono già stati riportati e approfonditi nelle recensioni relative ai Mayhem. Dal momento in cui Vikernes arriva a Oslo, la storia di Burzum si lega inesorabilmente con quella del gruppo di Euronymous. Non si può scrivere dell'uno senza dover citare l'altro. Cercherò pertanto di concentrare la mia attenzione sulla figura di Christian Vikernes nella speranza che eventuali mancanze possano essere riparate da una lettura integrata della discografia dei Mayhem.
Sin dall'inizio Vikernes dimostrò un'entusiastica propensione per l'azione. A differenza di Euronymous, che era un grande oratore, Christian aveva metodi più spicci. La sua prima dimostrazione furono le minacce ad Occultus nel giugno del 1991, di cui ho trattato nella recensione del "Live In Leipzig". Euronymous ne fu grandemente gratificato. Vedeva Vikernes come un individuo senza scrupoli, capace di ben altre azioni oltre che rubare oggetti sacri dalle chiese da esporre a Helvete. Infatti attorno al leader dei Mayhem si radunavano frotte di ragazzini disposti a fare di tutto pur di essere degnati della sua attenzione. Questi erano i primi passi del cosiddetto Inner Circle, una fantomatica "organizzazione" dedita al "terrorismo satanico" (vedi recensione "De Mysteriis Dom. Sathanas"). Vikernes invece dimostrava carattere, personalità e non si faceva certo mettere i piedi in testa. Euronymous lo vedeva come il perfetto braccio destro.
Ad ottobre Christian fu presentato ufficialmente alla scena estrema di Oslo. L'occasione si presentò durante un concerto dei Morbid Angel. La sera stessa ci fu un grave scempio di tombe nel cimitero della capitale (anche se Vikernes, accusato in tribunale anche di questo crimine, affermerà che il fatto era successo un giorno prima).
I primi mesi del 1992 vedono la mente dei Burzum nei Grieghallen Studios di Oslo alle prese con le registrazioni del suo disco d'esordio. L'album è stato prodotto dallo stesso Vikernes (e Pytten, il famoso produttore degli studios) e co-prodotto da Euronymous. Queste sono le sue parole nei riguardi della seconda uscita della Deathlike Silence in un'intervista di Kaari Lakso: "[...] Questo LP è incredibilmente grandioso; nel momento in cui scrivo questo è già stato registrato. E' una specie di mix tra Hellhammer, Bathory e Mayhem (ebbene sì!), se riuscite ad immaginare una cosa simile. E' veramente oscuro, deprimente, atmosferico, arrabbiato ma al tempo stesso melodico e triste. Le vocals sono estreme, e NON sto parlando dei soliti "growling" che sono più simili all'abbaiare di un cane [...]".
L'uscita di "Burzum" è stata preceduta dalla pubblicazione di un promo (conosciuto come "Promo 1992") contenente due tracce in anteprima: "Feeble Screams From The Forests Unknown" ed "Ea, Lord Of The Depths". Questa seconda traccia è lievemente diversa rispetto a quella che poi finirà sull'album. Nel demo "Burzum" del 1991 era intitolata semplicemente "Lord Of Depths".
Nel frattempo Christian Vikernes decise di non usare più il suo vero nome e scelse lo pseudonimo di Conte Grishnackh (Count Grishnackh). Anche questo nickname ha origini tolkeniane. Da questo momento il Conte è ufficialmente una personalità della scena estrema norvegese. Siamo nel 1992 e in quell'anno molte cose erano destinate ad accadere. Ne parleremo nelle prossime recensioni di Burzum.
"Burzum" vede la luce nel maggio del 1992. Annunciato da un'intervista su Orcustus, la fanzine di Bård Faust, diventa immediatamente una pietra miliare del genere. Verrà ristampato nel 1995 dalla Misanthropy/Cymophane con l'aggiunta dell'EP "Aske". La copertina originale è in classico bianco e nero. Ritrae una figura spettrale che vaga in un paesaggio inquietante.
Il lato A del vinile si intitola "Side Hate" - lato Odio - e si apre con "Feeble Screams From The Forests Unknown". Come abbiamo visto questa traccia era già apparsa nei due demo precedenti dell'artista. La versione definitiva di questa canzone risale al settembre 1991.
E' importante sottolineare che il periodo di composizione delle canzoni non corrisponde quasi mai a quello di pubblicazione dell'album. Per esempio, il successivo EP "Aske", che verrà pubblicato qualche mese dopo "Burzum", conterrà tre brani di cui uno è contemporaneo a "Feeble Screams..." mentre l'altro risale addirittura al '90.
Il testo di questa canzone è nostalgico, amaro. Si parla di un'età dell'oro irrimediabilmente scomparsa. Le figure retoriche utilizzate dal Conte sono quasi sempre legate alla natura. La traccia si apre in maniera abbastanza arrembante. Il ritmo è tenuto da una drum-machine. Le chitarre tracciano linee musicali molto semplici. E la voce... La voce è uno strillo inumano, molto acuto. Si tratta di vocals spettrali, sgraziate e francamente estreme. Sino a quel momento non si era udito nulla di più disturbante.
Grishnackh supplisce alla semplicità delle composizioni con una grande creatività. Nel corso della canzone ci sono diversi cambi di tempo, di riff e dei radi sprazzi melodici. Le sezioni centrali sono senza dubbio più lente e cupe. L'atmosfera che vi si respira è malata, ostile. La musica gelida e minimale si contrappone alle strutture complesse allora in voga nel death metal. I riff e i passaggi melodici sono ripetitivi, senza fronzoli. Insomma, sin dal suo esordio Burzum si dimostra una band totalmente dedita al black metal e relativamente personale.
"Ea, Lord Of The Depths" (novembre '91) si apre con un riff ben più melodico di quelli ascoltati nel brano precedente. Il testo parla di una divinità del pantheon mesopotamico. In futuro Vikernes consiglierà di considerare Ea come un'immagine di Odino, ma le motivazioni che addurrà saranno fiacche. In realtà si tratta di un testo giovanile che non ha nulla a che vedere con le sue future smanie odiniste. Vikernes odia essere tacciato di incoerenza e spesso si difende con scuse imbarazzanti. La canzone non è velocissima ma è dinamica. Non ci sono cambi di tempo come in precedenza: il ritmo è costante. Il basilare succedersi di riff principale e parti cantate rende "Ea, Lord Of The Depths" decisamente accattivante. C'è anche spazio per un breve assolo di chitarra.
"Spell Of Destruction" (luglio 1991 - presente nei demo, anche conosciuta come "Black Spell Of Destruction") è una delle tracce più oscure di tutto l'album. Lenta e meditabonda, avanza con una cadenza funerea. Non c'è un vero e proprio riff: chitarra e basso creano minimali successioni armoniche che opprimono l'ascoltatore. Gli strilli del Conte Grishnackh sono quanto di più tormentato e inumano si possa immaginare. In particolare, la lentezza del brano li riempie di astio ed odio. Ad esempio nel passaggio fra la prima parte di "Spell Of Destruction" e la seconda le urla si fanno così esasperate da dare l'impressione che chi le emette stia realmente soffrendo sulla propria carne. E' una delle tracce più tenebrose mai scritte.
A differenza di Mayhem e DarkThrone, Burzum si contraddistingue per una proposta musicale più varia. Sono presenti infatti dei brani di solo sintetizzatore. "Channeling The Power Of Souls Into A New God" (maggio 1991 - presente nei demo) lascia presagire la futura svolta ambient del periodo post incarcerazione. E' uno strumentale meditabondo, distante dalla malvagità delle tre canzoni precedenti. Si tratta di una delle prime visioni mistiche di Vikernes, ed è un intermezzo evocativo che calza a pennello nel punto in cui è stato inserito. Si conclude con una voce che sussurra le parole "Worship Me" - "Adorami".
Il lato B del vinile si intitola "Side Winter" - lato Inverno.
"War" (ottobre '91) è, per ammissione stessa di Vikernes, un omaggio ai Bathory. In effetti la vena ispiratrice è la stessa di tracce come, ad esempio, "Necromansy" (dal primo album di Quorthon). Il testo tratta naturalmente del tema della guerra, vista come liberazione del proprio istinto sanguinario. La musica è una sorta di thrash oscuro reso ancora più estremo dalle vocals del Conte Grishnackh. Con "War" i Burzum saldano il conto con la tradizione e danno il benvenuto all'inquietante tematica bellica.
La nostalgia di un'età dell'oro scomparsa a causa della cristianità, l'elogio della guerra come unica vera igiene del mondo, il riconoscimento di un istinto primordiale di sopravvivenza tramite la sopraffazione, l'astio del vivere in una società conformista sono i messaggi che "Burzum" vuole comunicare all'ascoltatore. Le idee di Christian Vikernes si annunciano subito avverse al modo di vivere civile e democratico. Non si tratta più della cattiveria a tutti i costi degli Slayer o del satanismo godurioso dei Venom: il Conte Grishnackh crede in ciò che dice. Vuole trasformare queste idee in fatti. Proprio per questo Burzum è un progetto più estremo ideologicamente rispetto ai suoi contemporanei. Come si sa, il Conte Grishnackh sarà fin troppo coerente con queste sue teorie.
A questo atteggiamento nei confronti del mondo si contrappone la ricerca introspettiva del proprio retaggio pagano. Per questo la sua musica è soprattutto atmosferica e riflessiva. Nel 1992 Christian Vikernes stava addentrandosi sempre di più nel satanismo e la religione asatru non è ancora il suo interesse primario. Ma il desiderio per una realtà metafisica opposta a quella tuttora dominante era già presente. In futuro cambieranno i nomi ma non la sostanza.
Uno dei primi tributi alla mitologia vichinga, o dovremo dire tolkeniana, è il breve strumentale per chitarre "The Crying Orc" (marzo 1991). Non è nulla di più che un intermezzo per chitarre dotato di una melodia malinconica che si affievolisce a poco a poco. Ideale comunque per rendere il vinile più variegato.
A questo strumentale segue la prima versione di "A Lost Forgotten Sad Spirit", composizione già presente senza traccia vocale nel demo "Burzum". Questa traccia è sparita nella ristampa della Misanthropy ed è stata sostituita dal suo remake presente in "Aske". Rimando alla recensione di questo EP per ulteriori commenti.
"My Journey To The Stars" (gennaio 1992) è una traccia bellissima. Lo stile di Burzum è inconfondibile, ricco di afflati epici e al tempo stesso inequivocabilmente black. Il clangore di battaglie sanguinose, l'orgoglio di animi sconfitti ma assetati di rivalsa: tutto si trova in queste note. Il testo riassume quanto detto prima: la ricerca di se stessi nei piani più alti della coscienza, l'isolamento dal mondo. Al proprio ritorno gli occhi aperti mostreranno che soltanto odio e guerra potranno permettere alle varie razze di separarsi e, alla più forte, di regnare sulle altre. "My Journey To The Stars" è ricca di cambi di tempo e riff. Le sezioni melodiche sono più frequenti ed è perfettamente arrangiata. L'uso della drum machine non fa che rendere ancora più marziale e distante la musica di Burzum. In futuro il viking metal prenderà spunto da tracce come questa. La seconda parte è decisamente meno epica e più ripetitiva, puro black norvegese. Le chitarre e il basso sono ossessivi. Avanzano inesorabilmente prima di sfumare nel drammatico finale, dove Vikernes strilla ripetutamente la parola "hate".
"Burzum" si conclude con una traccia atmosferica intitolata "Dungeons Of Darkness" (gennaio 1992). E' un crescendo inquietante dove si odono dei suoni strani e che dà realmente l'impressione di trovarsi in un tunnel senza uscita. Diretto all'inferno.
Assieme all'album dei DarkThrone "A Blaze In The Northern Sky" e a "Diabolical Fullmoon Mysticism" degli Immortal, "Burzum" è una delle uscite-chiave del 1992, nonché un album estremamente influente per il black metal norvegese.
Un capolavoro da avere assolutamente, senza il quale il black avrebbe seguito altre strade.
(Hellvis - Novembre 2003)

Voto: 10



Questa, più che una recensione, è una tesi di laurea su Burzum! Rinnovo i miei complimenti ad Hellvis, e ne approffito per aggiungere il mio misero parere: capolavoro imperdibile!!! Questo è la summa del black metal!!! Vi definite black metaller, odiate tutti, siete sempre incazzati e non avete questo disco? O peggio, non vi piace? Allora passate a Michael Bolton!!!
(Randolph Carter - Maggio 2004)

Voto: 10