BURZUM
Aske (EP)

Etichetta: Deathlike Silence Productions
Anno: 1993
Durata: 20 min
Genere: black metal


Tre mesi dopo la pubblicazione di "Burzum", il Conte Grishnackh era di nuovo nei Grieghallen Studios di Oslo alle prese con le registrazioni del suo secondo full-length. Il primo album dei Burzum aveva ottenuto un discreto successo. Vikernes poteva ritenersi soddisfatto della situazione che stava vivendo. Quello che un anno prima desiderava si era finalmente concretizzato. Aveva pubblicato un disco per l'infame etichetta Deathlike Silence ed era entrato nelle grazie di Euronymous (Øystein Aarseth). Due privilegi non da poco visto che il leader dei Mayhem era considerato da molti alla stregua di una leggenda vivente.
Helvete (Inferno), il suo negozio di dischi, stava diventando sempre di più un punto di riferimento per la scena estrema norvegese. Se di giorno l'attività si svolgeva nel più normale dei modi, di notte i suoi locali si riempivano di individui di ogni sorta. Si racconta di feste selvagge all'insegna della follia più pura. In un articolo di Darcey Steinke del febbraio 1996 è riportata questa descrizione: "I party erano leggendari: affollati, caotici, illuminati da candele, durante i quali i devoti erano truccati da cadaveri, indossavano cappe nere o riproduzioni di chincaglieria vichinga. Molti si tagliavano con coltelli o bottiglie rotte; gruppi particolarmente ispirati uscivano per devastare cimiteri, abbattere pietre tombali e dipingere pentagrammi e il numero 666. Hellhammer ricorda alcuni individui che sparavano contro i muri e addirittura un ragazzo che si era martellato un chiodo nel teschio. Euronymous continuava a fustigarsi con un nervo di bue facendo sì che il suo sangue penetrasse nella t-shirt formando delle strisce cremisi".
Se c'erano ragazzi disposti a certi eccessi pur di guadagnare l'attenzione del leader dei Mayhem, non c'è da stupirsi che guardassero con rispetto ed invidia un privilegiato come il Conte Grishnackh. Il quale, dal canto suo, cominciava a sentirsi molto importante. Come ho avuto modo di scrivere nella recensione di "Burzum", Vikernes cadeva preda a facili entusiasmi ed alla voglia di strafare. Ora che aveva guadagnato un certo status, l'ammirazione verso Euronymous veniva affiancata da un bruciante spirito di competizione. Il fatto di essere il braccio destro del Principe della Morte lo riempiva d'orgoglio ma al tempo stesso gli stava un po' stretto. Decise di seguire la strada del suo modello ricalcandone i passi.
Innanzi tutto occorreva creare una propria etichetta discografica. Questa label avrebbe dovuto chiamarsi Burznazg ma in realtà non fu mai operativa. Questo a causa di ripensamenti e problemi di varia natura. Soltanto in futuro Christian Vikernes riuscirà a dar vita a questo progetto ma il nome dell'etichetta verrà cambiato in Cymophane.
Il secondo passo consisteva nel crearsi un'immagine che facesse presa sulla gente. Euronymous poteva vantare un seguito di individui adoranti disposti a far di tutto pur di un suo sguardo d'approvazione. Vikernes desiderava questo potere. Decise pertanto di cambiare legalmente il suo nome: un serio adoratore di satana non avrebbe mai potuto chiamarsi Christian. La scelta del nuovo nome ricadde su Varg. Secondo il Conte Grishnackh questo termine significherebbe "lupo" in antico norreno. Non è però da escludersi che inizialmente si sia ispirato ai temibili Warg, i lupi selvatici inventati da Tolkien.
In questo periodo si fece scattare delle foto promozionali a petto nudo su un paesaggio innevato, vestito in cotte di maglia o armato sino ai denti. L'immagine dell'antico guerriero era quella che più si adattava all'immaginario fantasy di Varg. L'uso del corpsepaint, considerato essenziale da Euronymous, non l'entusiasmò mai eccessivamente.
Tutte queste cose possono sembrare piccolezze ma, unite alla recente uscita del debut-album, ebbero in breve il loro effetto. Infatti Burzum era il nome nuovo e molti fan incominciarono a scrivere e a complimentarsi. All'inizio questo non dispiacque ad Euronymous ma, col passare dei mesi, si rese conto che il progetto di Vikernes stava un po' adombrando la sua band. In effetti era dal 1987 che i Mayhem non pubblicavano nulla di nuovo. Molta gente incominciava addirittura a dubitare che il tanto annunciato "De Mysteriis Dom. Sathanas" avrebbe mai visto la luce. Euronymous decise pertanto di concludere al più presto il processo di composizione del secondo lavoro dei Mayhem. Inoltre la sua band avrebbe avuto priorità su qualunque altro gruppo norvegese in contatto con la Deathlike Silence. Per far questo utilizzò tutta la sua subdola arte ingannatrice. Prometteva grandi cose ma non ne realizzava nessuna. Si trasformò nel re del raggiro e del temporeggiamento.
All'epoca i rapporti tra Varg ed Euronymous erano sospettosi ma in fin dei conti vi era ancora un briciolo di fiducia reciproca. Forse Vikernes non era più così servile nei confronti di Aarseth, ma il chitarrista dei Mayhem manteneva di fatto la leadership. Il Conte Grishnackh era ancora un giovane entusiasta e quindi facilmente plasmabile.
Euronymous evitava qualunque discorso attinente alla pubblicazione del nuovo album di Burzum, causando una punta di irritazione in Varg. In compenso, Øystein Aarseth propose al Conte Grishnackh di suonare il basso nei Mayhem, in vista della registrazione di "De Mysteriis Dom. Sathanas". Questa proposta cancellò temporaneamente qualsiasi rancore: ogni blackster norvegese avrebbe venduto sua madre per suonare nei Mayhem. E' a questo periodo che risalgono le uniche foto in corpsepaint di Varg Vikernes. Queste le sue parole in un'intervista nel n.5 del C.O.T.I.M. Magazine: "[...] i "nuovi" Mayhem sono meglio di quanto siano mai stati, secondo me. Hellhammer è il miglior batterista di sempre ed Euronymous è un genio musicale. Potrebbe mai esserci di meglio?". I toni sono entusiastici. Nella stessa intervista afferma con convinzione che il secondo album dei Burzum vedrà la luce alla fine del 1992 e che presto sarebbero iniziate le registrazioni del terzo disco. Inoltre viene annunciato che Hellhammer sarebbe stato il futuro batterista dei Burzum e che presto la band avrebbe tenuto dei concerti. Come si sa le cose non andranno proprio così.
Euronymous volle poi che un secondo chitarrista collaborasse con i Mayhem. La scelta ricadde sul talentuoso Snorre Ruch dei seminali Thorns. Costui era un assiduo frequentatore di Helvete e un grande amico di Bård Faust, all'epoca inserviente nel negozio di Aarseth. Per l'occasione Snorre sceglierà lo pseudonimo di Blackthorn.
Si noti che queste collaborazioni tra musicisti di band differenti diverranno in futuro un'abitudine nella scena black norvegese. Se questo è stato possibile lo si deve all'esistenza di un punto d'incontro in grado di riunire tutte le differenti realtà musicali estreme. All'inizio degli anni '90 chiunque volesse suonare black metal in Norvegia non poteva fare a meno di guardare a Oslo. A Helvete in particolare.
Nella recensione relativa all'album "Burzum" si è accennato all'Inner Circle, ovvero a un supposto circolo interno dedito ad atti vandalici e altre azioni destabilizzanti. Chiamato anche "Svarte Sirkel" (Circolo Nero) sino all'aprile del 1992 si era contraddistinto per violazioni di cimiteri, furti vari, acquisto di armi al mercato nero, minacce a individui sgraditi e altre azioni criminali. Quel mese ci fu anche un tentativo di incendio doloso nella chiesetta di Storetveit ma l'episodio passò inosservato. Salvo assumere un significato inquietante alla luce di ciò che accadrà il mese successivo...
Questa è la descrizione dell'Inner Circle fatta da Bård Faust: "[Inner Circle] è soltanto un nome che è stato inventato dai tipi che bazzicavano attorno al negozio - sia chi suonava nelle band che altri. La gente continuava a chiedersi chi facesse parte del Black Circle, ma in realtà non esistevano membri. Avevamo soltanto contatti con alcune persone che sapevamo essere in grado di fare determinate cose ma non sono mai esistiti membri, tessere di riconoscimento o riunioni ufficiali. Sapevamo soltanto chi era in grado di fare alcune cose e gli chiedevamo se era interessato a frequentare il negozio. Era una cosa molto semplice, non c'era nulla di più".
Tra l'aprile e il giugno del 1992 l'Inner Circle decise che era giunto il momento di fare sul serio. Le minacce e le invettive anti-cristiane si sarebbero trasformate in azioni. Atti di terrorismo vero e proprio. Euronymous si rese conto che con un individuo come Varg al suo servizio tutto questo poteva essere possibile. Vikernes infatti voleva dimostrare costantemente di potersi spingere oltre e, fatto decisivo, aveva ben pochi scrupoli.
Il 6 giugno, alle ore 6 del mattino (altre fonti indicano le 3) la chiesa di legno di Fantoft venne rasa al suolo da un incendio. Le chiese di legno (Stav Kirke) sono l'orgoglio della Norvegia, capolavori architettonici tipici di quello stato. Quella di Fantoft risaliva al dodicesimo secolo. In poche ore non ne restava che uno scheletro incenerito. Sin dall'inizio le autorità capirono che l'incendio aveva un'origine dolosa. Non riuscivano però a raccapezzarsi.
Dietro a questo incendio c'era la mano di Varg Vikernes. Non lo ammetterà mai in pubblico ma alcuni esponenti della scena estrema hanno rilasciato dichiarazioni difficilmente travisabili. Questo è quanto ha affermato Ihsahn della band Emperor, che quel giugno si trovava a Oslo assieme al suo collega Samoth: "La prima volta che ho sentito parlare di roghi di chiese è stato sul giornale. Poi ho incontrato Vikernes che mi ha detto: - Visto? Ho bruciato una chiesa! - e mi ha mostrato delle foto. Non so se le ha mostrate a tutti ma non penso che sia stato molto discreto riguardo a questo. Era impressionante - era veramente molto cattivo, il fatto di aver bruciato una chiesa".
In effetti questa azione ebbe un ritorno d'immagine pazzesco. Nessuno aveva mai fatto le cose così in grande come il Conte Grishnackh. L'incendio di Fantoft lo elevò ad uno status tale da far tremare Euronymous, il quale continuava ad aizzare la gente a commettere atti di male puro. Le risposte non tarderanno ad arrivare.
Durante un tour in Norvegia, il bus dei Paradise Lost fu bersagliato da una sassaiola. Ricorda il cantante Nick Holmes: "Improvvisamente il nostro bus fu circondato da ragazzini dai dieci ai dodici anni che ci tiravano dei sassi. Quei bambini agivano da selvaggi. Pazzi". Già in precedenza la band era stata minacciata tramite posta alla pari di altri gruppi inglesi, svedesi e finlandesi.
Il 26 luglio a Upplands Väsby, vicino a Stoccolma, il leader dei Therion Christopher Jonsson scoprì che qualcuno aveva cercato di dar fuoco alla sua casa e trovò una scritta incisa sulla porta: "Il Conte è stato qui e ritornerà". Vicino c'era la copertina del primo LP di Burzum con tanto di autografo. Qualche giorno dopo Jonsson ricevette una lettera dalla Norvegia nella quale veniva minacciato di morte dal Conte Grishnackh. In realtà Varg Vikernes questa volta non c'entrava nulla (o quasi). Infatti l'autrice del misfatto era la diciottenne Suuvi Mariotta Puurunen, detta Maria. In seguito al suo arresto lei disse di conoscere Varg e di aver agito dietro sua commissione. Vikernes liquidò in fretta la faccenda dichiarandosi estraneo e la ragazza venne internata a causa di evidenti turbe psichiche.
Questi due episodi sono inquietanti. Ogni mente labile poteva trasformarsi in un facile emissario disposto a far di tutto. Un gesto plateale come il rogo della chiesa di Fantoft aveva riempito il cuore di molti teenager di un furore indomabile.
Nel frattempo i problemi tra Varg Vikernes ed Euronymous sembravano non arrivare ad una soluzione. Il leader dei Mayhem continuava a rimandare la pubblicazione del secondo album dei Burzum e il Conte Grishnackh era addirittura furibondo. Infatti Øystein era riuscito nel frattempo a pubblicare la ristampa di "Deathcrush" per la sua DSP e anche l'esordio degli svedesi Abruptum "Obscuritatem Advoco Amplectere Me". Di "Det Som Engang Var" nemmeno a parlarne, anche perché non c'era abbastanza denaro disponibile. Euronymous propose allora di registrare un EP, sicuramente meno costoso di un full-length. Pertanto Varg programmò di ritornare nei Grieghallen Studios per preparare le registrazioni di "Aske".
Il 1 agosto 1992 un altro rogo scosse l'opinione pubblica norvegese. Questa volta fu la chiesa di Stavanger ad andare a fuoco. A quanto pare nessuno dell'Inner Circle ha partecipato a questa azione ma non lo si può escludere del tutto. Di sicuro da quel momento le autorità norvegesi si resero conto che questo tipo di attentati non erano azioni estemporanee. Altri roghi sarebbero stati da mettere in preventivo.
L'euforia della cricca di Helvete era alle stelle. Samoth ricorda nel già citato articolo del 1996: "Era un periodo eccitante. Andavamo in giro e discutevamo del nostro astio verso il cristianesimo e come ritornare alla vecchia religione vichinga". In effetti è proprio in questo periodo che al satanismo da incisione medievale si affianca un ritorno alla radice pagana. Dietro a tutto questo stava il solito Conte Grishnackh, ora improvvisamente interessatosi all'antica mitologia vichinga. Il rogo delle chiese venne giustificato come una vendetta verso chi ha eretto questi templi sugli altari pagani. Inoltre era un monito verso i cristiani, una dimostrazione d'odio, una minaccia di morte.
Il 20 agosto accadde un fatto inatteso di cui scriverò più diffusamente nelle recensioni degli Emperor: Bård Faust uccide a coltellate un omosessuale nel parco olimpico di Lillehammer. Lo stesso Faust non saprà dire perché ha accettato di seguire quell'uomo nel bosco, ben conscio che lo stava abbordando. Forse già sentiva il desiderio di uccidere per compiere un'azione più estrema di un semplice incendio doloso. Forse, come può capitare seguendo un'ideologia così entropica come quella del male assoluto, Bård aveva semplicemente compiuto il passo decisivo verso l'autodistruzione.
Non per nulla il giorno dopo, 21 luglio, partecipò con Varg ed Euronymous al rogo della chiesa di Holmenkollen. L'attentato finì sulle prime pagine dei giornali il giorno successivo. L'omicidio di Faust non occupò che un trafiletto. Le indagini erano in corso ma prove o testimoni non ce n'erano.
Ma l'escalation era ben lungi dal fermarsi. Il primo settembre la chiesa di Ormøya andò a fuoco. Il 13 settembre fu la volta di Skjold, al rogo della quale partecipò anche Samoth ("C'era una piccola porta sotto l'altare dove abbiamo versato diversi galloni di benzina, abbiamo acceso il tutto con dei fiammiferi e poi siamo scappati in macchina. [...] C'era uno strano feeling nell'auto. Fuori era tutto tempestoso, tonante e piovoso. Ci trovavamo in una stretta strada di campagna senza nessuna luce a parte i nostri fari").
Il 2 ottobre fu la chiesa di Hauketo ad essere rasa al suolo, il 23 dicembre quella di Åsane e il 25 dicembre quella di Sarpsborg. Quest'ultimo incendio fu il più drammatico perché un pompiere morì mentre cercava di domare le fiamme. Il fenomeno diventava sempre più spaventoso e incontrollabile. Le forze dell'ordine organizzarono gruppi specializzati per prevenire questi attentati. Si conta che i roghi di chiesa in Norvegia, tra tentativi e successi, vadano dai 45 ai 60 dal 1992 al 1994.
Se le attività dell'Inner Circle assorbivano gran parte delle energie di Varg Vikernes è anche vero che la musica rimaneva il suo interesse principale. In agosto aveva terminato le registrazioni di "Aske", godendo tra l'altro della collaborazione di Samoth in una canzone. Alla fine di settembre aveva registrato completamente il suo terzo album "Hviss Lyset Tar Oss", nel quale traspariva in modo evidente la sua infatuazione per i miti nordici. Inoltre continuava a suonare il basso ed aveva ormai quasi finito di registrare le parti di basso in "De Mysteriis Dom. Sathanas" dei Mayhem.
Mano a mano che i mesi passavano però, la sua opinione nei confronti di Euronymous stava sempre peggiorando. Non riusciva più a provare la ben che minima sudditanza nei confronti di Øystein Aarseth. Anzi, non si capacitava che quell'uomo potesse essere visto ancora come un mito. Varg lo reputava un individuo abile solo a parlare ma incapace di passare ai fatti. Inoltre non aveva gradito lo slittamento del suo secondo full-length tanto che era quasi deciso di pubblicare l'EP "Aske" sotto la propria etichetta.
Nel pensare ai difetti altrui Varg dimenticò di analizzare i propri. Come già si è scritto nel corso di questa recensione, il Conte Grishnackh adorava vantarsi delle proprie azioni. Questa sventatezza si univa ad un'altissima opinione di se stesso. Non c'è da stupirsi che proprio le sue parole indirizzarono le indagini sui roghi di chiese verso la scena black di Oslo. Il 20 gennaio 1993 apparve un'intervista sul Bergens Tidende intitolata "Abbiamo acceso i fuochi". In essa un individuo senza nome parla del rogo di Fantoft aggiungendo particolari che sino a quel momento erano noti soltanto alla polizia. In particolare, l'uccisione di un coniglio gettato poi nella chiesa.
In breve la polizia fermò Vikernes e lo interrogò sulle sue dichiarazioni. Non era stato difficile risalire a lui. L'intervista era stata organizzata da amici del Conte che avevano contattato direttamente il giornalista. Inoltre Varg aveva lasciato il suo numero di telefono all'intervistatore.
A casa di Vikernes la polizia trovò dei volantini sui quali era stampata la chiesa di Fantoft ridotta in cenere. Questi flyers avrebbero dovuto essere distribuiti con "Aske". Inoltre il Bergens Tidende aveva fatto pervenire agli agenti un articolo che questi amici del Conte Grishnackh avevano spedito al giornale nella speranza che fosse pubblicato. L'articolo non fu preso in considerazione e assunse importanza solo in seguito all'intervista di Varg. Infatti questi ragazzi affermavano che Vikernes aveva bruciato otto chiese e ucciso un omosessuale a Lillehammer. Questo secondo caso era giunto a un punto morto: la nuova pista riaprì le indagini che porteranno all'arresto di Faust.
Il Conte Grishnackh viene quindi arrestato in attesa di accertamenti. Nel frattempo tutti quelli che avevano contatti con Helvete vennero interrogati. Tutte le black metal band erano nella lista dei possibili sospetti (Immortal, DarkThrone, Hades, Emperor, ecc.). Durante il suo primo incarceramento Varg decise di collaborare con i DarkThrone scrivendo dei testi per loro: alcuni compariranno su "Transilvanian Hunger" e un altro su "Panzerfaust". Dopo sei settimane e un giorno il Conte Grishnackh viene scarcerato per mancanza di prove definitive. Purtroppo molti dei suoi appunti erano stati sequestrati dalla polizia. Dovette quindi rivolgersi per forza ad Euronymous per la pubblicazione di "Aske".
Il proprietario della Deathlike Silence, che nel frattempo era riuscito a tenere assieme l'Inner Circle nonostante gli interrogatori della polizia, decise di mantenere la sua promessa. Infatti pensava che l'assenza di Varg gli avesse ridonato la leadership su tutto, sbagliandosi in pieno. Infatti Vikernes, che nel frattempo era apparso su giornali e televisione, incominciava a sentirsi importante. Faust ha detto di lui: "[agli inizi] era un tipo a posto ma quando l'hanno arrestato per la prima volta, nel gennaio 1993, ed è diventato una persona conosciuta in Norvegia, allora è diventato molto più difficile trattare con lui perché si considerava un individuo famoso e via discorrendo". Inoltre il numero di proseliti aumentava: il 7 febbraio 1993 ci fu il primo rogo di chiesa al di fuori della Norvegia. Il fatto avvenne a Lundby in Svezia e, nonostante nessuno sia mai stato arrestato per questo, si sospetta che dietro ci sia la mano di It, un membro degli Abruptum.
Con la libertà di Varg molti supposero che l'Inner Circle si sarebbe riorganizzato. In realtà le cose andranno molto diversamente. Di questo si scriverà nella recensione di "Det Som Engang Var".
"Aske" è stato registrato nell'agosto del 1992 eccezion fatta per lo strumentale "Dominus Sathanas" che risale all'aprile dello stesso anno. Come per l'album di debutto gli studi di registrazione sono sempre i Grieghallen di Pytten. Varg Vikernes ne ha curato interamente la produzione. In copertina campeggiano i resti bruciacchiati della chiesa di Fantoft e le prime 1000 copie contenevano un flyer che ritraeva la stessa immagine e un accendino. Una scelta provocatoria considerato che l'EP ha visto la luce nel marzo del 1993, quando il Conte Grishnackh era appena stato prosciolto dall'accusa di incendio doloso. Anche il titolo, che significa "Ceneri", è più che eloquente. Secondo Varg, l'accendino non era una sua trovata ma un'idea della Voice Of Wonder, che distribuiva la DSP.
Ormai l'edizione in vinile di "Aske" per la DSP è un pezzo per collezionisti. Lo si può trovare più comunemente ristampato dalla Misanthropy/Cymophane del 1995 con il primo album: il titolo è "Burzum/Aske".
Come per l'album di debutto il vinile di "Aske" denomina il lato A come "Side Hate" e il lato B come "Side Winter".
La prima traccia è stata composta nel dicembre del 1991 e si intitola "Stemmen Fra Tårnet" ("Una Voce dalla Torre"). E' la prima volta che Varg scrive un testo in norvegese per i suoi Burzum. Non ci sono sostanziali differenze stilistiche rispetto all'esordio. I riff sono molto ripetitivi e semplici, così come la struttura del brano. C'è qualche cambio di tempo ma non incide nell'andatura costante di "Stemmen Fra Tårnet". Quello che è migliorato è il mixaggio e l'esecuzione che si è fatta più precisa. Come al solito il ritmo è tenuto da una drum-machine. Le lunghe note di tastiere che accompagnano la parte centrale della canzone creano un'atmosfera inquietante. Il tono generale della composizione è malinconico ed evocativo. Anche il testo non è da meno: c'è una voce che chiama da una torre ritenuta abbandonata. Una voce dolcissima, femminile e notturna. Gli ascoltatori si svegliano e non vedono altro che la luna, pertanto si mettono in cammino per capire chi sia colei che chiama da quella torre nascosta nella foresta disabitata.
"Dominus Sathanas", traccia originariamente composta nel maggio del 1990, è in pratica uno strumentale per chitarre e basso. I riff sono pesanti e cavernosi, quasi sabbathiani. Varg si limita a recitare delle frasi incomprensibili e a seguire la musica con vocalizzi puliti. Non abbastanza perché questa traccia possa essere considerata una canzone vera e propria. Anche in questo caso si respira grande feeling e un'atmosfera realmente spettrale.
Il lato B contiene un remake di "A Lost Forgotten Sad Spirit" (settembre 1991), traccia già apparsa sul secondo demo e nell'album "Burzum". Questa versione è più lunga di circa un minuto rispetto all'originale. Per l'unica volta nella carriera della sua band, il Conte Grishnackh si serve di un sessionman. Si tratta di Samoth degli Emperor, il quale si occupa della parte del basso. E' più che naturale che Vikernes si sia rivolto a lui visto il lungo periodo passato assieme nella cantina di Helvete quali ospiti di Euronymous. La traccia si apre in maniera abbastanza grintosa. I passaggi armonici creano efficaci atmosfere epiche e angoscianti. La ritmica è veloce e coinvolgente. Improvvisamente la traccia rallenta in maniera sensibile, facendo sprofondare l'ascoltatore nella più cupa delle depressioni. Pochi artisti sono in grado di tradurre la tenebra in musica e penso che il Conte Grishnackh sia uno di questi. Il testo parla di una natura ormai morta, quasi un monumento a quello che è stato, e di un ragazzo deceduto su un altare la cui anima può solo infestare quei luoghi ma non tornare alla vita. Un giorno potrà farlo ma non è ancora giunto il momento. Questa metafora rappresenta l'antico spirito pagano e naturale, sconfitto ed ucciso, che un giorno ritornerà per prendersi quanto gli è stato strappato. Resta però la consapevolezza dell'attuale stato di sconfitta. Un poco alla volta la lentezza quasi doom lascia spazio a ritmiche e riff più agili, alla Celtic Frost. Il riffing è sempre basilare e ripetitivo come vuole il black norvegese. La sezione finale è un lento procedere funereo, squadrato e marziale che si conclude sulle parole: "Un triste spirito dimenticato da lungo tempo/ Condannato/ A tormentare con la sua presenza/ Senza fine". La musica sfuma nel nulla. La prima versione, quella contenuta su "Burzum", non è molto diversa. La differenza principale è data dall'arrangiamento della drum-machine. La traccia è più veloce rispetto a quella che apparirà in "Aske" ma non più di tanto. Il suono degli strumenti e della voce del Conte Grishnackh sono naturalmente in linea con le restanti composizioni dell'album.
"Aske" è un pezzo di storia del black e merita un voto alto. Non il massimo dei voti perché in fondo presenta solo una canzone inedita. Riconferma però quanto di buono si era già sentito nell'album precedente. La ristampa della Misanthropy è vivamente consigliata.
(Hellvis - Dicembre 2003)

Voto: 9