BURNING BLACK
Prisoner Of Steel

Etichetta: Sweet Poison Records / Gatti Promotion
Anno: 2008
Durata: 43 min
Genere: heavy metal


Sono passati ormai tre anni da quando ci siamo occupati dei Burning Black, in occasione dell'uscita del loro demo "Smell The Fire", la cui rece è disponibile nell'archivio dei demo. In questi anni i ragazzi sono cresciuti, e non solo anagraficamente. La formazione si è stabilizzata e di quella del loro primo demo ho riconosciuto solo Giovanni Moretto (chitarra) e Massimo De Nardi (voce), completata da Alessandro Jacobi (basso) che già aveva partecipato come ospite alla prova d'esordio, Marco Maffeis (chitarra) e Luca Scomparin (batteria). La band si è indubbiamente consolidata, sia dal punto di vista della padronanza degli strumenti che nell'affiatamento. Quindi una notevole crescita è riconoscibile un questo nuovo lavoro, anche dal punto di vista della produzione, indubbiamente di buon livello con un'ottima scelta dei suoni. Ovviamente il genere suonato non è cambiato di una virgola: puro e semplice heavy metal dalle mille influenze, soprattutto teutoniche e nord europee, anche se non è riconoscibile nessuna band ispiratrice in particolare. Non mancano i colpi ben assestati, come le veloci e trascinanti "Hell Is Now" e "Angel Of War" in apertura dell'album, oppure la nuova versione di "Smell The Fire". Non male anche "...Without Fear", introdotta dalla strumentale "Without Waiting..." oppure la title track che chiude l'album. Purtroppo però dal punto di vista compositivo la band mostra una imbarazzante mancanza di idee. Se questo poteva essere accettabile per una band alle prese con il primo demo, non lo è più quando si approda al tanto agognato album di esordio. Ok l'heavy metal senza compromessi e contaminazioni, ma attenzione a non usare queste caratteristiche per evitare di tenere i neuroni sempre accesi: cercare di avere una propria personalità rimane sempre la priorità principale. Capita spesso durante l'ascolto, per carità, sempre piacevole, di riconoscere riffs già sparati dagli amplificatori di Hammerfall, Paragon, Destillery o Wolf, bands che già non brillano certo per inventiva. Quindi, pur riconoscendo una notevole crescita da parte dei Burning Black, come già ho detto in precedenza, l'evoluzione di cui si parla nella loro biografia mi sembra ancora lontana. Non mi convince pienamente neanche la voce Massimo: indubbiamente aggressiva e potente, ma secondo me, non sufficentemente educata. Le carenze maggiori si sentono nella lenta "No More Heroes", dove l'interpretazione mal si adatta alle parti arpeggiate. Anche in questo caso sono convinto si tratti solo di rendersi conto dei propri limiti e magari di prendere qualche lezione di canto (se lo ha fatto Geoff Tate non vedo perchè non lo possa fare un comune mortale). Le premesse sono comunque molto buone e quindi ho la certezza che le prove che la band darà in futuro, magari prendendo decisioni più coraggiose e caratterizzanti, non potranno che essere positive (l'esempio dei veterani Judas Priest è emblematico, sempre pronti a mettersi in gioco dopo più di trentacinque anni di musica). Intanto l'intensa attività live dei Burning Black, che suoneranno anche nelle prossime date italiane di U.D.O. e Primal Fear, non potrà che essere positiva per la popolarità della band e per acquisire una maggiore consapevolezza delle proprie capacità. E' certo che sentiremo di nuovo parlare di loro.
(J.L. Seagull - Luglio 2008)

Voto: 7


Contatti:
Mail Burning Black: info@burningblack.it
Sito Burning Black: http://www.burningblack.it/

Sito Sweet Poison Records: http://www.lost-poison.com/

Sito Gatti Promotion: http://www.gattipromotion.it/