BURGUL TORKHAÏN
The Adventures Of Burgul Torkhaïn

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2001
Durata: 44 min
Genere: death tecnico e melodico


"The Adventures Of Burgul Torkhaïn" è un viaggio nella creatività. Il gusto barocco del sorprendente. Attraverso dieci tracce più un'introduzione, il death viene esplorato in tutte le sue potenzialità. Spesso e volentieri, i confini del genere vengono anche ampiamente superati. Inoltre, la band dà mostra di possedere una perfetta padronanza degli strumenti. L'idea di formare questo side-project venne proprio in aiuto alle mire musicali del bassista Kristofer Lorent. Nelle sue band principali (Yyrkoon tanto per fare un nome, ma non solo) queste velleità non potevano essere soddisfatte. Il suo desiderio era quello di suonare un death aggressivo, tecnico ed imprevedibile. Grazie al batterista Gilles Delecroix (dei Gronibard) ed al chitarrista Pat Frescura (dei Lucretia), tra il 2000 e il 2001 le idee del bassista si concretizzarono nell'album "The Adventures Of Burgul Torkhaïn".
Il concept ruota attorno alla figura dell'eroe che porta il nome della band: Burgul Torkhaïn. Le sue avventure si svolgono in un mondo fantasy e sono fieramente epiche. In origine l'album era autoprodotto, ma è stato ristampato nel 2002 grazie all'interessamento della Thundering Records. Nel frattempo la band ha composto il materiale per il nuovo album, non ancora pubblicato, che dovrebbe intitolarsi "Bestiary". La sua uscita è prevista per l'inizio del 2004.
Nel dicembre del 2002 la line-up dei Burgul Torkhaïn subisce dei cambiamenti. Oliversticks è il nuovo batterista mentre al posto di Pat Frescura troviamo ben due chitarristi: Fack Desgardins e Ben Moritz. Il 2003 è stato l'anno dei grandi concerti, che hanno visto la band partecipare al Rotond Fest in Francia e al Tuska Festival in Finlandia.
Solitamente commento gli album traccia per traccia. In questo caso però vorrei porre l'accento sull'assoluta coesione stilistica di questo lavoro. Uno dei gravi difetti dei generi in cui la tecnica ha un ruolo di primo piano è quello di mettere troppa carne sul fuoco. Non basta prendere tanti elementi diversi e mescolarli assieme, unendoli tramite strutture complesse e una tecnica invidiabile. Il rischio è quello di creare una mistura senza capo né coda. Considerato che il gruppo francese gioca sulla sottile linea che separa il death canonico dal techno-death, il pericolo di incorrere in un fallimento era altissimo.
I Burgul Torkhaïn non sono né la migliore band che suona death strambo né ne rappresentano il futuro. Dimostrano però che ci sanno fare. E lo fanno con criterio. Ovvero, vogliono suonare ottima musica senza la pretesa di cambiare il mondo. Ecco che quindi le varie canzoni sono unite da un'attenta ricerca di un proprio stile. Le composizioni vengono caratterizzate da una vasta gamma di suoni e soluzioni assolutamente non dispersivi.
Grazie a un sezione ritmica spaventosa e ad un chitarrista estremamente efficace, i Burgul Torkhaïn ci portano in un universo musicale aggressivo, epico, emozionale ed arabeggiante. La melodia è il collante perfetto: non un fattore dominante ma ce n'è abbastanza da non passare inosservata.
Alle volte le canzoni sono sparate in faccia senza indulgere in preziosismi. Si ascoltino ad esempio le brevi "Burgul Torkhaïn", mossa da uno spirito quasi thrash, o la più heavy "The Choice". Altre volte invece la band vuole dar mostra delle proprie qualità. Le tracce sono in questo caso più lunghe e complesse, ricche di feeling e di passaggi difficili. Cito i due strumentali "Ke-Ptalas Ben Amothep" e "Amothep", ma anche la stupenda canzone "People Of The Sea" (la traccia più bella, a mio avviso).
Le tracce di media lunghezza sono perle che sorprendono per la freschezza di determinate sezioni. La conclusiva "The Mountain Of Tal-Dagor" è un po' una mosca bianca, con quei suoi inserti elettronici e uno stile molto vicino al black sinfonico.
Questa band francese ha inciso un disco di valore che ci tengo a consigliare. E' un lavoro onesto che appassiona e lascia il desiderio di riascoltarlo. Sono passati due anni dalla sua pubblicazione e fra poco uscirà il nuovo "Bestiary": sono sicuro che i Burgul Torkhaïn avranno delle sorprese in serbo.
Per ora godiamoci questo CD.
(Hellvis - Ottobre 2003)

Voto: 8


Contatti:
Burgul Torkhaïn
1 / 4 Rue de l'Arbalètre
02860 Nouvion le Vineux
FRANCE
Mail: burgultorkhain@hotmail.com
Sito internet: http://www.burgul.fr.st/




Un bell'album questo. Le canzoni sono molto varie, e questa è sempre una cosa positiva. Ci sono delle punte veramente molto alte, come le due strumentali, indice che il gruppo ha talento e può fare ottime cose. Peccato solo per la batteria plasticosa.
(teonzo - Ottobre 2003)

Voto: 8