BRASS KNUCKLE THERAPY
Brass Knuckle Therapy
Etichetta: Spinerazor Records
Anno: 2005
Durata: 38 min
Genere: thrash metal
I Brass Knuckle Therapy giungono a noi da Toronto, dove si sono formati
verso l'inizio degli anni novanta come cover band, in modo da poter
rendere un giusto tributo, a loro dire, ai mostri sacri di quel
fenomenale periodo. Dopo la morte del loro chitarrista e fondatore
Craig Pounder e numerosi cambi di line-up, finalmente poco più di un
anno fa anno dato alle stampe il loro primo full-length, che porta il
loro stesso nome, per la Spinerazor Records.
Il lavoro inizia con "Rise" e devo dire che si parte subito alla
grande, sembra quasi di sentire i mitici Motörhead più in forma che mai
ed al massimo dell'incazzatura. Hard-rock sanguigno ed allo stato
brado. La voce roca e selvaggia di Psycho Dave rende il tutto
magistrale e perfetto, così come i cori in puro stile anni '80.
Buonissimi i soli di Big D e Brent S, melodici, coinvolgenti, molto
southern rock'n roll , davvero notevoli. E subito i nostri colpiscono
nel centro.
Una breve intro ci porta a "What Right?", dove lo spirito e
l'attitudine si fanno decisamente più hardcore; in alcuni frangenti mi
sembra quasi di risentire i grandi Nuclear Assault, quelli di "Handle
With Care" e "Survive". Le chitarre taglienti, thrashy, dalla ritmica
saltellante e divertente. Il tutto si conclude con l'ennesimo buon
solo.
Il buon vecchio thrash fa capolino prepotentemente nel pezzo che segue,
"The March", brano decisamente più tirato rispetto ai precedenti, dove
a partiture veloci e coinvolgenti si alternano ritornelli leggermente
più cadenzati e rallentati, creando una successione di atmosfere che
rende caratteristico il tutto; il finale viene poi lasciato in balia
dei due chitarristi che danno libero sfogo alle loro doti tecniche.
"Death is Certain", pezzo che in un certo qual modo è dedicato a Craig,
è un classico mid-tempo, dove è da porre decisamente in risalto la
buona prova vocale di Dave, convincente, accattivante e, soprattutto
nei ritornelli, vero pezzo forte del brano. Degno di nota il solo
centrale davvero ispirato e melodico. Si potrebbe considerare questo
pezzo come un eventuale singolo apripista: penso infatti che
specialmente in sede live questo brano potrebbe fare sfracelli.
"Join The Family" ha un approccio decisamente più duro, anche se
poi andrà a svilupparsi su velocità medie. In questa occasione i
cantati ricordano in maniera spudorata (non so se in maniera voluta) i
vecchi lavori dei Nuclear Assault e in alcuni momenti, vedi i
ritornelli, i primi Anthrax. Quel che colpisce inoltre è l'attitudine
del gruppo, sicuramente scanzonata e rock'n roll.
In "Pinocchio Effect" è di nuovo il basso a porsi in evidenza,
donando un buon ritmo a questo tipico brano rock'n roll. Sonorità
vecchio stile caratterizzano il pezzo che segue, "Conspiracy", che dopo
qualche ascolto mi ha dato come l'impressione di già sentito,
soprattutto di qualcosa di già assimilato, prova ne sono i bridge e i
ritornelli dove è chiara a mio parere la forte influenza Black Sabbath.
Penultimo pezzo di questo primo lavoro è "War": le sonorità si fanno di
nuovo più veloci e robuste, chitarre tipicamente thrash, cantato ruvido
ed urlato. A livello ritmico l'impatto è sicuramente notevole. I
ritornelli invece sono giocati su riff molto più rallentati e pesanti
dalla chiara matrice doom, settantiana.
"Iron Guts" è l'ultimo brano del lotto in questione, e dietro l' angolo
non vi è alcuna sorpresa, altro assalto thrash-core, direttamente dalla
fine degli anni ottanta, suonato con tutta quella foga e quel fare
scanzonato tipico di molti gruppi del tempo, come gli stessi Nuclear
Assault, gli Anthrax, i Suicidal Tendencies, e molti altri ancora.
Ho ascoltato più volte e con piacere questo primo lavoro dei Brass
Knuckle Therapy perché è stato come un vero e proprio tuffo nel
passato; l'ascolto di queste nove canzoni infatti è riuscito a
riportarmi con la mente ai tempi in cui ho iniziato ad ascoltare queste
nostre, tanto amate, sonorità; quando ancora il vero Thrash era in auge
e non aveva perso tanta della sua credibilità; quando ancora tanti di
quei gruppi che ne avevano costruito la storia erano lungi dal pieno e
totale sputtanamento; quando, e perché no, avevo una quindicina di anni
in meno. In definitiva questi cinque ragazzi canadesi non scoprono
niente di nuovo, ma riescono a rileggere con enorme freschezza e
vitalità tutti quegli stilemi che tanto gli sono stati cari in passato.
Voglio concludere questa recensione con un grosso invito a tutti coloro
che, o per età, o per semplice disattenzione, non hanno vissuto in
pieno il periodo d'oro fine '80, inizio anni '90; mi raccomando ci sono
i Brass Knuckle Therapy che impartiscono buone ripetizioni.
(Pasa - Aprile 2006)
Voto: 7.5
Contatti:
Mail Spinerazor Recors: Jason@Spinerazor.com
Sito Spinerazor Records: http://www.Spinerazor.com/