BRALALALALA
Well Come To The Galaxy

Etichetta: autoprodotto
Anno: 2002
Durata: 48 min
Genere: thrash


Questo è il primo album dei Bralalalala, un gruppo di San Francisco composto da una sola persona, ossia tale Jean Joersen, che ha delle tendenze da "pazzerella" e nel libretto del CD compare in vesti da ragazza, tant'è che usa il nome Jeanne Joersen. Il tizio suona tutti gli strumenti (almeno così ho capito) e ci propone del sano thrash metal anni '80, quindi è il caso di lasciar da parte le idee di questa persona e parlare della sua musica, che è quello che ci interessa sulla zine.
Nell'album sono comprese 8 canzoni di durata media piuttosto lunga (oltre i 6 minuti), tutte molto elaborate e piene di riff. Lo stile è un thrash piuttosto complesso nella struttura, in cui le ritmiche hanno il ruolo principale (i pochi assoli sono sempre in sottofondo), ed a cui vengono amalgamate un po' di influenze funky e rap (soprattutto nel cantato), e qualche spruzzatina minima di jazz nella struttura portante delle canzoni. I primi riferimenti che mi vengono in mente quando ascolto questo album sono gli Anthrax di "Among The Living" (per lo stile cadenzato di molti riff e per il tono scanzonato delle canzoni) e gli Acid Reign di "The Fear" (per i riff pesanti e molto vari). Altri nomi che mi sono venuti in mente per alcuni dettagli sono i Mordred di "Fool's Game" (per le influenze funky e rap) e gli Anacrusis di "Manic Impressions" (per la struttura elaborata delle canzoni, influenzata in maniera minima dal jazz).
In generale questo lavoro ha delle ritmiche molto buone, ci sono veramente molti riff in questo album, e pure batteria e basso fanno il loro lavoro contribuendo a pestare per bene e senza fermarsi sui soliti giri. Le canzoni hanno un buon tiro, visto che i riff sono di sano e vero thrash metal, però manca il colpo finale, quello che ti stacca la testa dal collo, perché la complessità ritmica toglie immediatezza alle canzoni... il risultato finale è a metà tra il thrash duro e puro ed il thrash cervellotico: non è abbastanza diretto da spingere al pogo selvaggio, e non è nemmeno troppo cervellotico per soddisfare i fan del techno-thrash. A questo va aggiunto il cantato di Jean, per me non molto riuscito: la voce è a metà strada tra quella di un ragazzo e quella di una ragazza, è usata in maniera aggressiva ma manca di potenza, e sappiamo tutti che il thrash ha un bisogno assoluto di una voce che spacchi. A questo va aggiunto che il cantato è piuttosto cadenzato e su toni quasi rap, mancano le urla incazzate che hanno fatto grandi i grupponi dell'epoca, e mancano i ritornelli da urlare tutti in coro.
La produzione è quasi buona. Le chitarre hanno dei suoni piuttosto pieni, sicuramente di più di quelli degli album degli anni '80, però non è una produzione che possa tenere testa alle migliori dei nostri tempi. La confezione onestamente a me non è piaciuta molto. Le copertine sono piene di foto del tipo, il libretto è scritto a mano in stampatello in maniera poco leggibile, e quel poco che sono riuscito a leggere era pure scritto in slang e non in inglese normale...
In conclusione mi ha fatto piacere ricevere un album thrash metal proveniente da San Francisco, la nostalgia per i bei tempi è tanta, e vedere che c'è qualcuno che tiene vivo il thrash da quelle parti mi può soltanto far contento. Guardando quest'album con occhio critico devo dire che è buono e nulla di più. Ci sono ottimi riff, ma la struttura delle canzoni, il cantato e la lunghezza dell'album mi hanno sempre fatto dei problemi ad arrivare alla fine dell'album tutto d'un colpo. Se si sentono due canzoni ci si può esaltare, se si sentono tutte di fila alla fine passa di sicuro l'esaltazione. Consiglio l'acquisto ai nostalgici del thrash anni '80, se cercate qualche nuovo album per rivivere quello stile allora questo "Well Come To The Galaxy" può fare per voi, a patto di non aspettarvi un capolavoro.
(teonzo - Novembre 2002)

Voto: 7.5


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Sito internet: http://www.bralalalala.com/