BORN OF THORNS
New Horizon (MCD)

Etichetta: Oak Knoll Productions
Anno: 2004
Durata: 15 min
Genere: symphonic dark/black


"New Horizon" è l'ultima fatica dei finlandesi Born Of Thorns, gruppo formatosi nel 1997, ma stabile, in quanto a formazione, soltanto dal 2000. La line up vede Simo al cantato in growl e alla seconda chitarra, Tapio alla prima chitarra e ai cori, Thomas al basso, Patrik alla batteria, Peccath alla tastiera. Reduci dai tre precedenti lavori, il quintetto torna sulla scena proponendo questo nuovo MCD al fine, come essi stessi affermano, di suscitare l'interesse sia del pubblico che delle case discografiche.
La forma è quindi curata nei minimi dettagli: la registrazione è ottima e perfettamente adatta al genere, il mixaggio ha dato ampio spazio alle parti più sinfoniche e ha studiato meticolosamente i vari effetti da dare ai vocalizzi, l'artwork è accattivante.
La sostanza invece è soggetta ad un discorso a parte. "New Horizon", essendo il classico album "ad effetto", vanta infatti un' orecchiabilità non indifferente che facilita all'ascoltatore il compito di calarsi nelle varie arie e nei vari riff proposti, ma tutto ciò a scapito di una notevole mancanza di originalità. Questo perché è immancabile, a mio parere, l'immediato accostamento agli Arcturus e ai Limbonic Art nelle atmosfere, ai Dimmu Borgir nella parte ritmica, ai Cradle Of Filth in certi vocalizzi (i Born Of Thorns hanno dedicato loro un album-tributo "Coverei In Filth") e ai mitici Emperor in molti scambi e passaggi. I pezzi, quindi, come velocemente riescono a coinvolgere l'ascoltatore, allo stesso modo, velocemente, cadono nel dimenticatoio.
"Towards A New Horizon" dà inizio alle danze. Il pezzo si apre con la classica sinfonia di archi e piano alla Limbonic Art alla quale subentra una batteria in blast-beat. Dopo un breve assaggio di quello che poi scopriremo essere il ritornello, entriamo nella strofa. La chitarra si esibisce qui in un riff piacevole e molto serrato, la batteria fa largo uso della doppia cassa e dei piatti e alterna ritmi cadenzati al blast-beat, Simo si cimenta in un growl piuttosto canonico. Dopo due giri di strofa abbiamo il ritornello che scopriamo essere abbastanza banale: due voci, una bassa e rauca e l'altra effettata col chorus, tastiera onnipresente, doppio pedale "a manetta". Dopo l'avvicendarsi delle fasi suddette ed uno stacco ad effetto carillon, il pezzo prende una piega Arcturus: all'atmosfera onirica si contrappone una parte ritmica serrata, alla voce di Simo si accosta una voce femminile e l'uso del synth è qui sfruttato nel migliore dei modi. Sul finire è ripreso il tema della strofa.
"Deviltress" potrebbe essere fin dalle prime note scambiato per un pezzo dei Dimmu Borgir. La struttura è molto semplice e può essere divisa in due tronconi. Ad un'apertura in chiaro stile black sinfonico in cui regnano synth a simulare un'orchestra d'archi e batteria a ritmo serratissimo si contrappone una parte, sul finale, di impronta più gotica - alla Paradise Lost in "Gothic" per intenderci - caratterizzato da una voce molto bassa atmosfera densa e oppressiva ritmiche più pacate. Questo tutto sommato è il pezzo più riuscito di "New Horizon".
"Starnation's Loss", ultima traccia del MCD, si apre con uno strana melodia a simulare un carosello ascoltato al grammofono. Questo funge da apertura ad una strofa dai ritmi sostenuti tipicamente black. Simo si cimenta nel growl che già avevamo ascoltato in "Towards A New Horizon", la batteria rigorosamente in blast beat, la chitarra ha su un effetto molto freddo. Il ritornello del pezzo, pur rientrando nello schema del black sinfonico, ha delle venature gotiche soprattutto nell'uso della voci: al vocalizzo baritonale di Simo si alterna quello di Tapio, pulito ed un'ottava più alto. Vi è un breve stacco di batteria sul finire della canzone ad interrompere il monotono alternarsi di strofa e ritornello. Il pezzo si chiude sul carosello che lo aveva aperto.
"New Horizon", a parer mio, non è in grado di soddisfare le pretese degli ascoltatori di black più intransigenti. Dopo pochi ascolti, i brani sono già memorizzati e a tale mancanza di longevità si aggiunge una scarsa personalità, da parte dei cinque musicisti, nell'interpretare e rielaborare l'esperienza musicale maturata. Per chi invece bada soltanto alla forma e vuole avere qualche pezzo black piacevole all'orecchio in più da ascoltare, bene, è un MCD che raccomando.
(Mr. X - Dicembre 2004)

Voto: 6.5


Contatti:
Mail Born Of Thorns: patrik@bornofthorns.com
Sito Born Of Thorns: http://www.bornofthorns.com/

Sito Oak Knoll Productions: http://www.oak-knoll.com/